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Meteo, Primavera FREDDA: la DATA del cambio di scenario in Italia

Tra fine febbraio e inizio marzo il getto può cambiare assetto: l’Italia torna esposta a impulsi freddi e ciclogenesi mediterranee

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
13 Feb 2026 - 10:30
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Negli ultimi aggiornamenti dei principali centri previsionali europei sta emergendo un segnale che merita attenzione.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Tra metà e fine febbraio la circolazione atmosferica sul continente potrebbe tornare a proporre un’impronta decisamente invernale, con un getto più ondulato, scambi meridiani più marcati e nuove finestre per irruzioni fredde verso l’Europa centro-meridionale.

 

In altre parole: mentre il calendario si avvicina alla primavera meteorologica, l’atmosfera potrebbe provare a “rimettere in gioco” l’inverno, con scenari che includono neve a quote collinari al Nord e sull’Appennino e un aumento del rischio di gelate tardive.

 

Questa prospettiva non è un dettaglio: quando il Vortice Polare perde compattezza e la corrente a getto smette di scorrere rettilinea, il Mediterraneo torna a essere un terreno favorevole a interazioni tra aria fredda in quota e ciclogenesi sui nostri mari.

 

Primavere fredde: rare, ma non scomparse

Nel dibattito meteo italiano c’è una percezione diffusa: “le primavere fredde non esistono più”. In realtà, la climatologia recente racconta una storia diversa. È vero che il trend degli ultimi decenni è nettamente orientato al caldo, ma alcune stagioni hanno mostrato che l’Italia può ancora sperimentare trimestri primaverili sotto media, anche in modo marcato.

 

La domanda, quindi, è concreta: quali sono state le primavere più fredde degli ultimi 30 anni?

 

Metodo: come si definisce una primavera “fredda”

In climatologia, la primavera meteorologica coincide con il trimestre marzo–aprile–maggio. Per costruire una classifica coerente si utilizzano dataset omogenei e confrontabili, calcolando le anomalie rispetto a periodi di riferimento standard, come:

  • 1981–2010
  • 1991–2020

Le analisi più robuste incrociano fonti nazionali e internazionali (ad esempio dataset storici italiani, reti osservative e ricostruzioni globali). È importante sottolineare un punto: a seconda della baseline scelta, l’entità numerica dell’anomalia cambia, ma la graduatoria delle primavere più fredde resta spesso simile.

 

Le primavere più fredde in Italia dal 1995 a oggi

Nel periodo 1995–2024 emergono alcune annate che, a scala nazionale e soprattutto al Nord, hanno mostrato anomalie negative persistenti.

 

Primavera 1997

È una delle ultime primavere del “vecchio clima”, con un’impronta fredda diffusa e più evidente al Nord. Fu una stagione in cui l’Italia sperimentò ancora dinamiche pienamente novecentesche: perturbazioni frequenti, aria fredda ricorrente e scarsa stabilità.

 

Primavera 2004

È spesso citata dagli archivi come una delle più fredde del nuovo millennio. Il mese di marzo, in particolare, ebbe caratteristiche più simili a un prolungamento dell’inverno, con ripetute irruzioni e termiche contenute.

 

Primavera 2013

Probabilmente la primavera “fredda” più ricordata dagli appassionati. Il trimestre fu caratterizzato da instabilità persistente, temperature sotto media e una frequenza elevata di fasi perturbate, con una sensazione di stagione bloccata e in ritardo.

 

Primavera 2021

È la vera anomalia del XXI secolo. Su molte elaborazioni nazionali risulta la più fredda del nuovo millennio, con anomalie negative più marcate al Nord e Nord-Est. In alcune aree del Friuli e dell’alto Adriatico il trimestre è stato il più freddo da fine anni ’80: un dato che spiega quanto quell’evento sia stato fuori scala rispetto allo standard degli ultimi 10–15 anni.

 

Cosa ci insegna la primavera 2021

Il 2021 è l’esempio di come, anche in un contesto climatico più caldo, la dinamica atmosferica possa ancora costruire stagioni “contro-trend”. Quando il getto si ondula, i blocchi si posizionano nel punto giusto e il Mediterraneo entra in fase ciclonica, il freddo può ancora inserirsi con efficacia.

 

Scenario 2026: perché ora se ne parla

Se le proiezioni di fine inverno 2026 confermassero un Vortice Polare in difficoltà e una maggiore ondulazione delle onde di Rossby, il Mediterraneo potrebbe tornare a vivere fasi di freddo tardivo, con effetti concreti: neve sui rilievi a quote più basse del previsto, gelate, danni agricoli e un avvio di primavera “a strattoni”.

 

La lezione degli ultimi 30 anni è chiara: le primavere fredde sono diventate meno frequenti, ma non sono sparite. E quando tornano, spesso lo fanno con dinamiche rapide, incisive e ad alto impatto.

 

Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: accumuli neveburian marzofine Febbraio meteofreddo marzolino
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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