METEO GIORNALE
    Facebook X-twitter Instagram Rss
    • Home
    • Previsioni Meteo
    • Cronaca Meteo
    • Mappe
    • Diretta Meteo
    • Magazine
    • Viaggi
    • Old news
    • Chi siamo
    • Contatti
    Font ResizerAa
    METEO GIORNALE METEO GIORNALE
      Search
      • Home
      • Previsioni Meteo
      • Cronaca Meteo
      • Mappe
      • Diretta Meteo
      • Magazine
      • Viaggi
      • Old news
      • Chi siamo
      • Contatti
      Follow US
      Home ยป Italia congelata dal blocco della Corrente del Golfo
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneAd PremiereMeteo News

      Italia congelata dal blocco della Corrente del Golfo

      Antonio Lombardi
      Antonio Lombardi
      Pubblicato: 06/02/2026
      Condividi
      16 Min Lettura
      Condividi
      Seguici su Google

      Contents
        • Il motore dellโ€™Atlantico sta perdendo colpi
        • Lezioni dal passato: quando il Mondo cambiรฒ in un attimo
        • Europa in bilico: tra ghiaccio e tempeste
      • Lโ€™Italia e il Mediterraneo: il caldo, non il freddo, fa paura

      Immaginate di staccare la spina al termosifone di casa nel pieno di un gelido mese di gennaio. La casa, lentamente ma inesorabilmente, inizia a raffreddarsi, mentre fuori il mondo continua a bruciare. รˆ unโ€™immagine paradossale, certo, ma rende lโ€™idea di ciรฒ che potrebbe accadere al Vecchio Continente. Mentre discutiamo โ€“ giustamente โ€“ di Riscaldamento Globale, cโ€™รจ un meccanismo silenzioso nellโ€™oceano Atlantico che potrebbe, per un crudele scherzo della fisica, portarci verso il freddo. Stiamo parlando della Corrente del Golfo e, piรน precisamente, del sistema di circolazione a cui appartiene: lโ€™AMOC.

      ย 

      Negli ultimi anni, i titoli dei giornali hanno oscillato tra catastrofismo stile Hollywood e scetticismo accademico. Ma la realtร , come spesso accade, sta nel mezzo ed รจ molto piรน complessa (e inquietante) di un film. Le domande sono tante, forse troppe. Si sta fermando davvero? Lโ€™Italia finirร  sotto la neve o diventerร  un deserto? E perchรฉ in Islanda ne parlano come se fosse una guerra imminente? Proviamo a fare ordine, senza tecnicismi inutili, guardando in faccia i dati.

      ย 

      Il motore dellโ€™Atlantico sta perdendo colpi

      Partiamo dalle basi, o meglio, dai fatti. La scienza non ha dubbi sul fatto che qualcosa, lร  sotto, sia cambiato. La Circolazione Meridionale Atlantica di Rovesciamento, nota agli addetti ai lavori con la sigla AMOC, รจ quel gigantesco nastro trasportatore che sposta acqua calda dai tropici verso il Nord Atlantico, rendendo il clima di cittร  come Londra o Parigi sopportabile rispetto, che so, a certe zone del Canada che si trovano alla stessa latitudine.

      Ebbene, questo motore sta rallentando. Non รจ una teoria campata in aria, ma il risultato di osservazioni dirette e ricostruzioni storiche. Studi pubblicati su riviste del calibro di Nature Communications indicano che il sistema รจ al suo punto piรน debole degli ultimi mille anni. Diciamolo chiaramente: non si รจ ancora fermato, ma tossisce. I dati raccolti dal NOAA e dallโ€™Universitร  del Maryland confermano un declino costante iniziato, grossomodo, a metร  del XX secolo, con un calo della forza stimato intorno al 15%.

      ย 

      Ma perchรฉ succede? La colpa, ironia della sorte, รจ del caldo. Il riscaldamento del pianeta scioglie i ghiacci della Groenlandia e aumenta le piogge alle alte latitudini. Questo immette nellโ€™oceano enormi quantitร  di acqua dolce. Lโ€™acqua dolce รจ piรน leggera di quella salata, galleggia, e impedisce allโ€™acqua fredda di inabissarsi. Se lโ€™acqua non va giรน, il nastro si blocca. รˆ fisica idraulica, semplice e spietata.

      ย 

      Recenti ricerche, come quelle condotte dal team di Ditlevsen, hanno lanciato un sasso nello stagno che ha fatto molto rumore: hanno ipotizzato che un punto di non ritorno, un tipping point, potrebbe essere raggiunto in una finestra temporale che va dal 2025 al 2095. Sรฌ, avete letto bene, il rischio potrebbe essere dietro lโ€™angolo. Certo, non tutti sono dโ€™accordo sulle date โ€“ lโ€™IPCC รจ piรน cauto e vede improbabile un collasso totale entro il 2100 โ€“ ma il trend รจ innegabile.

      Cโ€™รจ un segnale che preoccupa piรน di altri. Gli scienziati lo chiamano โ€œcold blobโ€, una chiazza fredda nel Nord Atlantico. Mentre tutto il pianeta si scalda, cโ€™รจ unโ€™area a sud della Groenlandia che si sta raffreddando. รˆ come vedere del fumo uscire dal motore: la prova che il calore non sta arrivando dove dovrebbe. E se il calore non arriva a nord, resta a sud, o si disperde, alterando equilibri che durano da millenni.

      ย 

      Lezioni dal passato: quando il Mondo cambiรฒ in un attimo

      Per capire il futuro, bisogna guardare indietro. Non รจ la prima volta che lโ€™AMOC fa i capricci. La storia della Terra รจ costellata di interruttori che scattano allโ€™improvviso. Prendiamo lo Younger Dryas, un evento che fa venire i brividi (letteralmente) ai paleoclimatologi.

      ย 

      Siamo a circa 12.900 anni fa. Il mondo stava uscendo dallโ€™ultima era glaciale, le temperature salivano, i ghiacciai si ritiravano, la vita fioriva. Sembrava lโ€™inizio di una lunga estate. Poi, improvvisamente, tutto si bloccรฒ. Un enorme lago glaciale in Nord America, il lago Agassiz, ruppe i suoi argini naturali riversando una quantitร  inimmaginabile di acqua dolce nellโ€™Atlantico. Il risultato? Lโ€™AMOC collassรฒ.

      In pochi decenni โ€“ non millenni, decenni โ€“ le temperature in Groenlandia e nel nord Europa crollarono di 4-10ยฐC. Immaginate di passare dal clima di Roma a quello di Oslo nel giro di una generazione. I ghiacciai tornarono ad avanzare, le foreste morirono, le popolazioni umane dovettero migrare o perire. Fu un ritorno brutale al gelo che durรฒ oltre mille anni. E non riguardรฒ solo il freddo: mentre il nord congelava, le fasce di pioggia tropicali si spostarono, portando siccitร  devastanti in altre parti del globo.

      ย 

      Cโ€™รจ anche un altro precedente, meno famoso ma altrettanto significativo: lโ€™evento โ€œ8.2 kaโ€œ, avvenuto circa 8.200 anni fa. Anche qui, un afflusso di acqua dolce, anche qui un rallentamento della corrente. Lโ€™Europa subรฌ un raffreddamento di 1-3ยฐC per alcuni secoli. Sembra poco? Chiedetelo agli agricoltori del Neolitico che videro i loro raccolti fallire anno dopo anno.

      Questi eventi ci insegnano una cosa fondamentale: il clima non cambia sempre in modo lineare, dolce, graduale. A volte fa dei salti. E noi, oggi, stiamo stuzzicando la bestia con livelli di CO2 che non si vedevano da milioni di anni. La differenza รจ che questa volta lโ€™innesco non รจ un lago naturale che rompe gli argini, ma siamo noi.

      ย 

      Europa in bilico: tra ghiaccio e tempeste

      Se la Corrente del Golfo dovesse collassare davvero, o anche solo rallentare drasticamente, cosa succederebbe alla nostra vecchia Europa? Qui la scienza dipinge scenari che sembrano usciti da un romanzo distopico, ma che sono solidamente ancorati ai modelli matematici.

      ย 

      Il primo effetto, il piรน controintuitivo, sarebbe il freddo. Mentre il resto del Mondo continuerebbe a bollire a causa dellโ€™effetto serra, lโ€™Europa centro-settentrionale potrebbe trovarsi in una sorta di โ€œbolla freddaโ€. Pubblicazioni su Science e Geophysical Research Letters stimano che un collasso totale potrebbe portare a un calo delle temperature invernali tra i 3ยฐC e i 10ยฐC nel nord-ovest del continente.

      Cittร  come Londra, Dublino o Copenaghen potrebbero sperimentare inverni simili a quelli dellโ€™Alaska. Non stiamo parlando di mettere un maglione in piรน, ma di ripensare interamente lโ€™agricoltura, lโ€™infrastruttura energetica e la vita quotidiana.

      Ma non รจ solo una questione di termometro. Cโ€™รจ il problema dellโ€™energia atmosferica. Il contrasto termico tra un oceano piรน freddo a nord e un tropico sempre piรน caldo genererebbe tempeste mostruose. I modelli prevedono un aumento dellโ€™attivitร  ciclonica del 20-30%. Immaginate le tempeste atlantiche che sferzano la Bretagna o le Isole Britanniche, ma piรน frequenti, piรน violente, capaci di spingersi piรน addentro nel continente.

      ย 

      E poi cโ€™รจ lโ€™acqua, o la sua assenza. I modelli CESM suggeriscono un paradosso idrico: mentre il Nord verrebbe sepolto dalla neve e sferzato dal vento, lโ€™Europa centrale e meridionale potrebbe vedere le precipitazioni estive crollare del 10-20%. Fiumi vitali come il Reno o il Danubio, arterie economiche dellโ€™Unione Europea, potrebbero ridurre la loro portata, mettendo in ginocchio il trasporto fluviale e la produzione idroelettrica. In Francia e Germania, la siccitร  estiva potrebbe tagliare i raccolti del 30%. Insomma, un disastro economico.

      ย 

      Cโ€™รจ chi dice: โ€œma forse il Riscaldamento Globale compenserร  il raffreddamentoโ€. รˆ una speranza, certo. Alcuni modelli (RCP4.5) suggeriscono che potremmo cavarcela con un mix di estati torride (dovute alla CO2) e inverni gelidi (dovuti allโ€™AMOC debole). Un clima schizofrenico, insomma. Ma lo scenario โ€œBusiness as Usualโ€ (RCP8.5), quello dove continuiamo a inquinare come se non ci fosse un domani, punta verso il collasso post-2100. Sembra lontano? I nostri nipoti potrebbero non essere dโ€™accordo.

      ย 

      Non mancano le voci fuori dal coro, ed รจ giusto citarle. Alcuni studi (citati talvolta su ScienceDirect) sostengono che i dati sono ancora troppo โ€œrumorosiโ€, che le oscillazioni naturali mascherano il trend. Ma la maggioranza della comunitร  scientifica, condensata nei report dellโ€™IPCC AR6, concorda su un indebolimento sostanziale. E il rischio, anche se fosse solo del 10%, sarebbe inaccettabile date le conseguenze. Sarebbe come salire su un aereo sapendo che ha una probabilitร  su dieci di perdere i motori in volo.

      Un altro dettaglio inquietante riguarda il livello del mare. Se la corrente rallenta, lโ€™acqua si accumula lungo le coste americane ed europee invece di essere spinta via. Si parla di un innalzamento extra di 50 cm lungo la costa atlantica, oltre a quello dovuto allo scioglimento dei ghiacci. Per i Paesi Bassi o il Belgio, questo fa la differenza tra restare allโ€™asciutto o finire sottโ€™acqua.

      ย 

      Lโ€™Italia e il Mediterraneo: il caldo, non il freddo, fa paura

      E noi? In Italia, la situazione รจ diversa, piรน sfumata, ma non per questo rassicurante. Se pensate che il blocco della Corrente del Golfo ci regalerร  un poโ€™ di refrigerio dalle estati afose, ripensateci.

      Le proiezioni per il nostro Paese, supportate da enti come lโ€™ENEA e il CMCC, non parlano di glaciazioni. Lโ€™Italia รจ troppo a sud, troppo protetta dal โ€œcatinoโ€ caldo del Mediterraneo. Lโ€™effetto principale qui sarebbe unโ€™esasperazione degli estremi. Un AMOC debole potrebbe alterare il regime dei venti e delle piogge.

      ย 

      Il rischio vero per lo Stivale si chiama siccitร . Un Atlantico piรน freddo a nord spingerebbe le perturbazioni a viaggiare su binari diversi, lasciando spesso il Mediterraneo sotto la cappa dellโ€™anticiclone africano. Si prevedono estati ancora piรน roventi, con ondate di calore piรน frequenti del 30-50%.

      Lโ€™agricoltura, gioiello del Made in Italy, ne pagherebbe il prezzo piรน alto. Olivi in Puglia, vigneti in Sicilia o in Toscana: piante che hanno bisogno di sole, certo, ma anche di acqua e di stagioni regolari. Un calo produttivo del 15-30% non รจ solo una statistica, รจ olio che manca, vino che cambia sapore, aziende che chiudono.

      ย 

      Inoltre, cโ€™รจ lโ€™incognita โ€œblocchi atmosfericiโ€. Con una circolazione oceanica debole, le configurazioni meteo tendono a โ€œincastrarsiโ€. Questo significa che quando fa caldo, fa caldo per settimane (come abbiamo giร  visto). Ma attenzione: quando arriva il freddo, potrebbe arrivare duro, con gelate tardive improvvise causate da irruzioni di aria polare che scivolano giรน senza freni. Per i nostri ecosistemi, questo โ€œstop and goโ€ termico รจ devastante.

      ย 

      E il mare? Il Mediterraneo si sta scaldando molto piรน velocemente degli oceani aperti. Un rallentamento delle correnti globali riduce il rimescolamento. Il risultato รจ un mare sempre piรน caldo, carburante perfetto per quei fenomeni violenti che stiamo imparando a conoscere: i Medicane, gli uragani mediterranei. Tempeste brevi, cattive, distruttive.

      ย 

      Lassรน al Nord hanno smesso di scherzare

      Mentre noi discutiamo, qualcuno sta giร  correndo ai ripari. I Paesi nordici, che sarebbero la โ€œzona zeroโ€ di un eventuale collasso, non stanno con le mani in mano. Lโ€™Islanda, in particolare, sta facendo da apripista con una serietร  che dovrebbe far riflettere.

      Nel 2025, il governo di Reykjavรญk ha fatto una mossa senza precedenti: ha dichiarato il possibile collasso dellโ€™AMOC una โ€œminaccia alla sicurezza nazionaleโ€. Non รจ burocrazia, รจ sopravvivenza. Per unโ€™isola in mezzo allโ€™Atlantico, dipendente dalla pesca e dai trasporti marittimi, un mare che si ghiaccia o diventa tempestoso oltre ogni limite significa isolamento totale. Il ministro Jรณhannsson รจ stato chiaro con la sua popolazione: preparatevi. Si parla di stoccaggio di cibo, di rinforzare le linee elettriche contro le tempeste di ghiaccio, di piani per la sicurezza energetica.

      ย 

      Lโ€™Islanda teme inverni piรน freddi anche di 10ยฐC. Per loro, significherebbe la fine della vita come la conoscono oggi. Ma non sono soli.

      Anche il Regno Unito sta aggiornando i suoi โ€œrisk assessmentโ€. Il DEFRA (il dipartimento per lโ€™ambiente britannico) sta studiando come proteggere le coste da quel mezzo metro di mare in piรน e come adattare lโ€™agricoltura a stagioni vegetative che potrebbero accorciarsi drasticamente.

      Anche la Scandinavia continentale si muove. In Norvegia e Finlandia, paesi che vivono di tecnologia e natura, si analizza lโ€™impatto sulla difesa e sulla stabilitร  sociale. Un recente appello, una lettera aperta firmata da 40 scienziati di fama mondiale, ha chiesto ai leader del Consiglio Nordico di non sottovalutare il rischio. Il messaggio era brutale nella sua semplicitร : โ€œnon aspettate la certezza assoluta, perchรฉ quando lโ€™avremo sarร  troppo tardiโ€.

      ย 

      Insomma, il Nord si sta preparando a un inverno lungo e difficile. E il resto dellโ€™Europa? Forse รจ tempo che anche a Bruxelles, Roma e Parigi si inizi a guardare a quella โ€œmacchia freddaโ€ nellโ€™Oceano non come a una curiositร  scientifica, ma come a un avvertimento scritto a lettere cubitali.

      Il nastro trasportatore scricchiola. E se si ferma, la nostra casa diventerร  un posto molto diverso.

      Keyword

      ย 

      Crediti

      • Nature Communications: Studi sui punti di non ritorno e il declino dellโ€™AMOC. Nature Research
      • IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change): Rapporti di valutazione AR6 sulle proiezioni climatiche globali. IPCC Reports
      • Science Advances: Ricerche dettagliate sul โ€œcold blobโ€ e le conseguenze idroclimatiche. Science Advances
      • NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): Dati osservativi sulla temperatura superficiale e salinitร  atlantica. NOAA Climate
      • European Geosciences Union (EGU): Pubblicazioni su Hydrology and Earth System Sciences riguardanti i fiumi europei. EGU Journals
      Seguici su Google
      TAG:blocco correnticircolazione amocclima europaCorrente del Golfomacchia freddameteo estremoYounger Dryas
      Condividi questo articolo
      Facebook Whatsapp Whatsapp LinkedIn Reddit Telegram Threads Copy Link

      MeteoGiornale.it รจ un portale di divulgazione meteorologica attivo dal 2000, fondato sullโ€™esperienza maturata online fin dal 1996 nel settore dellโ€™informazione meteo.

      Link veloci
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      Seguici
      Facebook X-twitter Instagram Rss

      Credit immagini:ย le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

      ยฉ 2026 - Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)

      Welcome Back!

      Sign in to your account

      Username or Email Address
      Password

      Lost your password?