
(METEOGIORNALE.IT) Dal punto di vista sinottico, si tratta di un passaggio importante: non parliamo soltanto di un aumento della pressione al suolo, ma della costruzione di una dorsale anticiclonica ben strutturata anche in media troposfera, segnale che l’alta pressione sarà supportata in quota e dunque più efficace nel garantire stabilità atmosferica su un’ampia porzione del continente.
Correnti sud-occidentali e impennata termica: perché scalderà così tanto
Con l’anticiclone in espansione verso est, la circolazione in quota tenderà a disporsi dai quadranti sud-occidentali, richiamando masse d’aria più miti di origine subtropicale. In questi casi, l’anomalia termica non si limita alle quote elevate, ma si trasferisce in modo sensibile anche al suolo, soprattutto laddove il soleggiamento sarà più continuo.
Le proiezioni più recenti indicano una possibile anomalia termica positiva dell’ordine di 8–12°C rispetto alle medie climatologiche, valore decisamente rilevante per il periodo. In altre parole: ci troveremo di fronte a una fase con caratteristiche più simili a una parentesi tardo-primaverile che a un vero cuore invernale, specie su Europa occidentale e Mediterraneo occidentale.

Una stabilità temporanea: l’Atlantico prepara la risposta
Come spesso accade in inverno, tuttavia, la stabilità anticiclonica non appare destinata a durare a lungo. A partire dalla metà della prossima settimana, le depressioni atlantiche dovrebbero tornare a guadagnare spazio verso l’Europa, riportando un flusso più umido e dinamico.
Questo tipo di evoluzione è tipico quando il getto atlantico riprende vigore: i sistemi frontali associati alle perturbazioni iniziano a “scalfire” la struttura anticiclonica, erodendone progressivamente il bordo settentrionale e occidentale. Il risultato, nella pratica, è un ritorno graduale verso un regime più instabile, con un ridimensionamento termico e temperature destinate a riavvicinarsi ai valori medi stagionali.
Cosa ci dice questa dinamica sulla stagione
Nel complesso, lo scenario descrive perfettamente una classica alternanza invernale: prima una fase di stabilità e mitezza legata a una dorsale subtropicale, poi la ripresa delle correnti atlantiche con maggiore variabilità, precipitazioni e un calo termico.
È un passaggio che conferma come, anche con episodi molto miti e anticiclonici, l’inverno resti ancora pienamente in grado di proporre rapide inversioni di tendenza. Ed è proprio questa variabilità — più che il singolo episodio — a rappresentare la firma meteorologica più riconoscibile delle settimane centrali della stagione.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO, GEM per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)
