
(METEOGIORNALE.IT) Il meteo dei prossimi giorni ci regalerà una parentesi che, a tratti, saprà di primavera anticipata. Dopo il ciclone di San Valentino e una lunga fase dominata da correnti atlantiche umide e spesso perturbate, l’atmosfera troverà una temporanea tregua. Il sole tornerà a farsi vedere con maggiore continuità, le temperature risaliranno gradualmente e, complice l’allungamento delle giornate, la percezione sarà quella di un cambio di stagione già avviato. Ma attenzione: si tratterà solo di un’impressione, non di una svolta definitiva.
La configurazione barica vedrà infatti un momentaneo rinforzo dell’alta pressione sul bacino centrale del Mediterraneo. Nulla di eccezionale, ma sufficiente a garantire stabilità diffusa e valori termici in lieve sopra media, soprattutto nelle ore diurne. Le minime potranno ancora risultare frizzanti nelle zone interne e nelle pianure soggette a inversione termica, ma nel complesso il contesto sarà più gradevole rispetto alle settimane appena trascorse.
Questa fase più luminosa e mite, tuttavia, avrà una durata limitata. Tra il 19 e il 21 febbraio lo scenario sinottico europeo subirà un’evoluzione piuttosto rapida. Una saccatura di origine mista, alimentata da aria artica in discesa dalle alte latitudini e da contributi nord-atlantici, affonderà verso il Mediterraneo centrale. Il suo asse tenderà a inclinarsi da nord-ovest verso sud-est, favorendo l’ingresso di aria più fredda in quota e un deciso aumento dell’instabilità.
Le elaborazioni dei principali centri di calcolo mostrano con buona coerenza questa dinamica. A 500 hPa si evidenzia l’approfondimento della saccatura sul Mediterraneo, con geopotenziali in calo e una circolazione ciclonica ben strutturata. A 850 hPa, invece, l’irruzione fredda si manifesterà inizialmente al Nord per poi propagarsi verso il Centro-Sud. Proprio qui si potranno registrare gli scarti termici negativi più marcati, specie laddove l’aria fredda interagirà con residua umidità nei bassi strati.
Il peggioramento sarà concreto, anche se di breve durata. Sono attese precipitazioni diffuse, più organizzate lungo le regioni tirreniche e al Sud nella fase di traslazione del minimo verso sud-est. La neve tornerà a imbiancare le montagne: sulle Alpi, in particolare sui settori di confine, gli apporti potranno risultare anche abbondanti; sull’Appennino le nevicate interesseranno soprattutto le quote superiori ai 1000 metri, con possibili sconfinamenti localmente più in basso nelle fasi più intense.
Non si tratterà, dunque, di un’ondata di gelo severa o persistente, ma di una classica irruzione tardo-invernale capace di riportare l’atmosfera su binari più consoni alla stagione. Il raffreddamento sarà sensibile, accompagnato da venti sostenuti e da un generale ritorno a condizioni più dinamiche.
Il meteo di fine febbraio, insomma, ci ricorda che l’inverno non ha ancora detto l’ultima parola: prima di archiviare cappotti e sciarpe sarà meglio attendere, perché dopo l’illusione primaverile potrebbe arrivare un brusco, ma affascinante, risveglio artico.
Ci ritorneremo.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)
