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Dopo una lunga fase contrassegnata da una persistente azione atlantica umida e instabile su buona parte dei settori europei, segnatamente occidentali e centro meridionali, va via via strutturandosi, proprio da questi giorni, un’area di alta pressione in Atlantico.

La figura anticiclonica crescente in questo settore oceanico ( per circa 20 e oltre giorni ultimi, invece, praticamente sopraffatta da un anomalo e impetuoso flusso zonale), fungerebbe progressivamente da freno o da blocco alle perturbazioni atlantiche che tanta pioggia hanno arrecato su molte nostre regioni, in un contesto termico sopra media.

 

Ma quando accadrebbe con più efficacia questo blocco? Rileviamo subito che i tentativi iniziali di affermazione anticiclonica appaiono, nei forecasts modellistici, piuttosto frenetici, per cui le dinamiche circolatorie conseguenti potrebbero cambiare repentinamente da un giorno all’altro.

Per il prossimo fine settimana, ma con buona probabilità anche per gran parte della settimana prossima, potrebbero ancora non essere maturi i tempi per un blocco efficace. Tuttavia, ci sarebbero primi tentativi.

 

Andando per step, un primo tentativo di sollevamento meridiano dell’alta Oceanica, ma ancora abbastanza largo in Oceano e con fulcro a Sud delle Azzorre, si compirebbe già in questo weekend, con la conseguenza di uno scivolamento di un nucleo instabile nordatlantico lungo il bordo orientale anticiclonico e sua azione, oltre che su Ovest Europa, anche verso il Mediterraneo centrale tra domani e domenica.

Al suo seguito, il nucleo nordatlantico trascinerebbe aria piuttosto fredda polare sul Centro Nord Europa, temporaneamente anche verso al Spagna e fino alle nostre regioni alpine, ma repentinamente l’alta oceanica spancerebbe lungo i paralleli centrali, sostanzialmente evitando che il freddo penetri sul resto d’Italia.

 

Dunque, un primo tentativo di incursione fredda che sarebbe efficace per diverse aree del continente, non ancora per il Mediterraneo centrale, per l’Italia e per il Sud/Sudest Europa in genere.

Nel frattempo, tornerebbero le piogge, localmente anche importanti, per buona parte del territorio italiano, di più domani, sabato di San Valentino, ma ancora irregolari al Centrosud anche domenica.

 

Relativamente al “guasto” del weekend, va rilevato uno stemperamento del freddo, ipotizzato per domenica sulla base di aggiornamenti precedenti: stando agli ultimi dati, una più rapida azione di “spanciamento” verso Est dell’alta atlantica, troncherebbe il flusso freddo verso l’Italia, pertanto il calo termico sarebbe scarso e anche le nevicate supposte a quote collinari su alcuni settori appenninici centrali, verrebbero meno, al più qualcosa in quota, oltre i 1200 m, su Alpi e su Centro Nord Appennino.

Un secondo tentativo di azione più fredda, correrebbe a stretto giro dal primo, tra lunedì 16 e mercoledì 18 prossimi, magari con strascichi locali anche per il 19.

 

Si tratterebbe di un’azione meridiana giusto sul filo per il territorio italiano, nel senso che potrebbe compiersi in una condizione di alta più meridiana, ma anche abbastanza a ridosso dell’Italia, quindi con getto veloce, scarse vorticità e fenomeni circoscritti, non estesi, per di più, con penetrazione di aria più fredda sul finire dell’azione instabile.

Ne deriverebbero un paio di giorni con tempo moderatamente instabile, di più su Alpi, Centro Appennino e sul basso Tirreno, meno altrove, e temperatura di nuovo in calo, più apprezzabile e più simil invernale tra martedì e mercoledì.

 

In questa fase, ossia nella prima parte della settimana prossima, la neve bassa potrebbe arrivare sulle Alpi, di più verso i confini e su quelle più Nord, neve anche sostanziosa e fino in valle, per arrivo di aria decisamente più fredda su questi settori.

Scarsa neve altrove, se non un po’ di centimetri localmente sui rilievi tra Reatino, Sud Marche e Abruzzo, oltre i 1200/1300 m. Come già anticipato, la temperatura diminuirebbe progressivamente sul resto dell’Italia, mostrandosi decisamente più frizzante per martedì 17 e, forse ancor più, per mercoledì 18, specie al Nord (di più al Nordest), sul medio e basso Adriatico e sul Centrosud Appennino.

 

A seguire, le attuali simulazioni indicherebbero un paio di giorni con nuovo aumento termico generale, in un flusso di correnti temporaneamente più umide da Ovest/Nordovest e, quindi, con arrivo di locali piogge al Nord e sui settori tirrenici, temporaneamente neve medio bassa su Alpi, a quote medie in Appenninno centrale.

Infine, un terzo step potenzialmente più freddo, sarebbe atteso dal 21/2/23 febbraio e per il resto del mese, sostanzialmente. Stando alle ultime proiezioni, sarebbe questa la fase, in pratica coincidente con la settimana 23 febbraio/1 marzo, (ma non esclusi anticipi anche al weekend 21/22) maggiormente predisponente a blocco atlantico più serio e anche più fruttifero in termini invernali per l’Italia un po’ tutta.

 

Ci sarebbero, sempre stando alle simulazioni ultime e un po’ di tutti i centri di calcolo, le condizioni per una saccatura fredda originariamente di matrice polare, poi via via con contaminazione di correnti fredde baltiche-russe, saccatura efficacemente penetrante verso il nostro bacino e sull’Italia, alla stregua della simulazione rappresentata nell’immagine di copertina sulla base del prospetto barico del modello europeo ECMWF.

Naturalmente, si tratterebbe di manovra schiettamente invernale in grado di arrecare neve bassa diffusa sul territorio italiano. Vedremo progressivamente se la manovra verrà confermata nei quotidiani nostri aggiornamenti.  Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF). (METEOGIORNALE.IT)

 

 

 

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