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New York -25 gradi percepiti: il grande gelo artico blocca la metropoli

Giovanni Mezher di Giovanni Mezher
08 Feb 2026 - 08:35
in A La notizia del giorno, Cronaca Meteo
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Husdon, il grande fiume di New York è ormai una banchisa di ghiaccio.
Husdon, il grande fiume di New York è ormai una banchisa di ghiaccio.

(METEOGIORNALE.IT) Camminare in queste ore tra i grattacieli di Manhattan non è una sfida per deboli di cuore, o meglio, per chi non è imbacuccato a dovere. La metropoli è nel pieno di un’ondata di freddo che definire pungente sarebbe un eufemismo. Le autorità hanno diramato un Extreme Cold Warning che non lascia spazio a interpretazioni, con un vento che taglia la faccia e porta il wind chill a toccare punte di -20°C in pieno centro. Se ci si sposta verso le aree interne, a nord e a ovest della città, la situazione si fa ancora più estrema, arrivando a sfiorare i -30°C. Insomma, il ghiaccio è diventato il vero padrone di casa di questa Domenica 8 Febbraio.

 

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Le temperature massime di oggi negli Stati Uniti nord-orientali faticano a superare i -8°C, mentre durante la notte la colonnina di mercurio è sprofondata verso i -15°C. Non siamo ancora ai record storici assoluti recenti, ma poco ci manca. Il vento gelido che soffia da nord-ovest trasforma ogni folata in una lama ghiacciata, rendendo pericolosa la permanenza all’aperto per più di una manciata di minuti.

 

Ma da dove arriva questa furia bianca? Tutto nasce da un’irruzione artica massiccia che, dopo aver attraversato il Canada, si è abbattuta con forza sulla Hudson Valley. C’è un dettaglio tecnico che spesso trascuriamo, ovvero l’effetto Albedo. La tempesta invernale dei giorni scorsi ha lasciato al suolo circa 30 centimetri di neve, la quale riflette la luce solare e impedisce al terreno di scaldarsi, mantenendo il gelo ben saldo al suolo. Questa sequenza di giornate sotto lo zero sta ricordando ai residenti più anziani i terribili inverni del 1961 o le cronache del 2015.

 

Basta affacciarsi verso il fiume Hudson o l’East River per rendersi conto della gravità della situazione. Grandi lastre di ghiaccio galleggiante, i cosiddetti floes, rendono il panorama simile a quello di un fiordo norvegese piuttosto che a una metropoli atlantica. Il traffico marittimo è in forte difficoltà, tanto che la Guardia Costiera ha dovuto mobilitare i suoi mezzi per operazioni di icebreaking, cercando di tenere aperti i canali navigabili. Non siamo ai livelli del leggendario inverno tra il 1917 e il 1918, quando il fiume si congelò quasi interamente, ma lo spettacolo visivo è comunque impressionante.

 

Le raccomandazioni dei servizi di emergenza sono tassative. Il rischio di Frostbite, il congelamento dei tessuti, può manifestarsi in appena 20 o 30 minuti di esposizione diretta della pelle. Coprirsi a strati, proteggere le estremità e prestare attenzione alle persone più fragili non sono più semplici consigli, ma regole di sopravvivenza. Le previsioni per i prossimi giorni indicano un timido miglioramento termico, ma scordatevi pure un ritorno a temperature primaverili in tempi brevi. Il Vortice Polare ha deciso di fermarsi a prendere un caffè lungo la Broadway e, a quanto pare, non ha fretta di andarsene.

 

Credit (METEOGIORNALE.IT)

  • National Weather Service
  • National Oceanic and Atmospheric Administration
  • The New York Times
  • The Guardian Climate Change
  • NASA Global Climate Change
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Tags: emergenza freddofiume hudsongelo articometeo invernonew yorkStati Unititemperature record
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