
(METEOGIORNALE.IT) Non è una novità che a Grazalema, un borgo bianco incastonato tra le montagne della Spagna meridionale, piova spesso, ma quello che sta accadendo in queste ore ha del clamoroso. La Burrasca chiamata Leonardo, la sesta depressione atlantica di un Gennaio 2026 che non concede tregua alla Penisola Iberica, sta scaricando sulla Sierra de Cádiz volumi d’acqua che solitamente si misurano in un intero anno solare.
I numeri che arrivano dalle stazioni di AEMET lasciano poco spazio all’immaginazione. Nelle ultime dodici ore sono stati toccati picchi di 390 mm di pioggia, una cifra che si avvicina paurosamente alla media annuale di una città come Madrid. Insomma, un vero e proprio muro d’acqua. Le autorità hanno emesso un’allerta rossa per l’area di Grazalema e per la vicina Serranía de Ronda, dove si teme che gli accumuli possano superare i 250 l/m² nell’arco di una sola giornata.
C’è da dire che il territorio è già allo stremo. Nelle prime settimane di questo Gennaio 2026, la località aveva già accumulato quasi 1300 mm, con un singolo giorno che ha fatto registrare oltre 248 mm, entrando di diritto nella serie storica dei dati locali. Ma perché proprio qui? La risposta sta nella geografia. Grazalema si trova proprio sulla rotta dei flussi umidi che risalgono dal Golfo di Cadice. Quando l’aria atlantica incontra le prime pareti della Sierra, è costretta a salire bruscamente. Questo fenomeno, che noi esperti chiamiamo effetto Stau, trasforma la montagna in una spugna che viene strizzata con una violenza inaudita.
In effetti, non è solo una questione di altitudine. Esiste un corridoio naturale, noto come Corredor de Boyar, che agisce come un imbuto, accelerando i venti carichi di pioggia verso il paese. È il classico effetto Venturi, dove la conformazione del terreno spinge l’aria a correre più veloce, intensificando la condensazione delle nubi. Le piogge che ne derivano sono estremamente efficienti dal punto di vista microfisico, gocce pesanti che cadono fitte grazie a una colonna d’aria mite e satura.
La situazione sul campo in Andalusia è critica, diciamolo chiaramente. Almeno quattordici fiumi sono monitorati per il rischio esondazione e i bacini idrici hanno raggiunto livelli di guardia definiti di rischio estremo. Le evacuazioni preventive hanno già coinvolto oltre 3000 persone tra le province di Cadice, Malaga e Jaén. Oltre all’acqua, il pericolo viene dal vento, con raffiche che nello Stretto di Gibilterra hanno sfiorato i 100 km/h, rendendo le operazioni di soccorso ancora più complesse.
C’è un vecchio dibattito tra gli appassionati di meteorologia: è Grazalema il posto più piovoso di Spagna? Se guardiamo ai dati della Galizia o della Navarra, tecnicamente no, esistono stazioni nel nord che vantano medie annue leggermente superiori. Eppure, quando si innesca un sistema come Leonardo, la capacità di questa zona di generare accumuli mostruosi in poche ore non ha eguali in Europa. È la natura che, seguendo le sue leggi fisiche, trasforma un paradiso naturale in un laboratorio a cielo aperto di eventi estremi, proprio sotto i nostri occhi.
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