
(METEOGIORNALE.IT) Il pattern meteo a livello europeo sembra piuttosto fiacco e in parte bloccato. Di solito, quando si origina questo tipo di eventi, viviamo una minore continuità del flusso occidentale e una maggiore propensione alle ondulazioni della corrente a getto. Ma stavolta gli effetti sull’Italia potrebbero essere diversi dal solito. Andiamo a scoprire che cosa suggeriscono i modelli.
Una postilla
In uno scenario meteo di questo genere, le correnti atlantiche, che normalmente scorrono con una certa regolarità da ovest verso est, perdono molto vigore e vengono spesso rallentate o addirittura interrotte. Questa dinamica favorisce lo sviluppo di scambi meridiani più accentuati. Ciò vuol dire che si vivono importanti risalite di aria calda e, in un’altra parte dell’Europa, ondate di gelo.

Nuovo (debole) Scand Block?
In gergo tecnico, lo SCAND+ altro non è che un anticiclone destinato a rafforzarsi tra la Scandinavia e il Nord Europa verso la fine di gennaio. Ciò può portare a due conseguenze molto importanti. Da un lato, essa tende a ostacolare il normale avanzamento delle perturbazioni atlantiche, che non riescono più a seguire una traiettoria consueta, da ovest verso est. Costrette a deviare, alcune aree depressionarie possono scivolare verso sud, raggiungendo latitudini mediterranee e portando lunghe e fasi di maltempo. Esattamente come sta accadendo al meridione.
In secondo luogo , sul bordo orientale e sud-orientale del blocco anticiclonico, può attivarsi un flusso di aria fredda di origine continentale. Questo flusso tende a muoversi in senso retrogrado, quindi da est verso ovest, scorrendo lungo il margine meridionale del sistema alto-pressoreo. In tali circostanze, l’aria fredda può avanzare gradualmente dall’Europa orientale verso quella centrale e, in alcune fasi, spingersi fino ai settori occidentali del continente.

E l’Italia?
Sarebbe letteralmente prossima alla linea di confine tra le diverse masse d’aria. Potremmo quindi essere coinvolti sia da correnti più miti e umide di origine atlantica sia, qualora la configurazione del blocco lo permettesse, da infiltrazioni di aria decisamente fredda provenienti da est. Come vedete, le due fazioni della battaglia potrebbero addirittura dialogare. Da una parte flussi umidi e miti, da quell’altra aria fredda e più secca.
In base alla media delle proiezioni attualmente disponibili, la parte più consistente dell’aria fredda sembrerebbe destinata a scorrere appena a est dell’Italia, non coinvolgendoci quindi appieno. Non vivremmo quindi ondate di gelo, ma saremo semplicemente sfiorati. Attenzione che ciò non toglie la possibilità di nevicate a quote molto basse sul finire del mese o nella prima decade di febbraio.

Le conclusioni da leggere bene
Stiamo parlando di scenari e di tendenze, non di previsioni. In questi casi, il livello di incertezza che deve accompagnare questo tipo di proiezioni, rimane comunque molto elevato. Nei regimi di blocco, infatti, anche variazioni apparentemente modeste nella posizione dell’anticiclone, può interessare o penalizzare l’Italia stessa.
Va da sé che, anche solo con una variazione di poche centinaia di chilometri del pattern meteo, lo stivale potrebbe essere preso in pieno da correnti gelide, oppure interessato solo da flussi Atlantici. Su Quest’ultimo caso sta Puntando il modello europeo ECMWF. Tantissima pioggia, ma neve solo a quote di alta collina o montagna.
Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
