Tutto sembrerà tranne che pieno inverno. Il peggioramento in arrivo, infatti, avrà connotati da pieno autunno, poiché si tratterà di un ciclone in arrivo addirittura dal Nord Africa. Insomma, nessuna irruzione artica, nessuna ondata di gelo continentale, bensì venti di scirocco e piogge in quantità esorbitanti. Il ciclone nordafricano non può essere sottovalutato, perché garantirà almeno 48 ore di forti piogge su alcune regioni, a tratti davvero eccezionali.
Ciclone nordafricano in dirittura d’arrivo
Le prime avvisaglie stanno già raggiungendo le isole maggiori e la Calabria da qualche ora, ma siamo ancora lontani da quello che sarà una delle ondate di maltempo più forti degli ultimi anni per il Sud Italia e le isole. Non si tratta nemmeno di una classica perturbazione atlantica come quelle che solitamente attraversano l’Italia in poco meno di 24 ore. Volendo essere puntigliosi, all’origine questa perturbazione proviene dall’Atlantico, ma si tratta essenzialmente di un ciclone che si svilupperà sulla catena dell’Atlante, ovvero le montagne che circumnavigano l’Africa settentrionale.
Come nasce il ciclone nordafricano
Qui l’aria fresca proveniente dal Nord Atlantico darà vita a un minimo di bassa pressione che, in men che non si dica, nelle prossime ore si approfondirà e si intensificherà grazie al richiamo di aria molto calda dal deserto del Sahara. Dopo il suo sviluppo, il ciclone si piazzerà tra Algeria, Tunisia e Canale di Sardegna, dove diverrà a tutti gli effetti un ciclone Mediterraneo carico di maltempo.
Sul bordo orientale di questo ciclone risaliranno venti di scirocco a gran velocità, che richiameranno tantissima umidità lungo tutto il Mediterraneo. Sarà proprio questa umidità il problema principale dei prossimi giorni, poiché a ridosso del nostro Stivale si tramuterà in nubi cariche di forti piogge e nubifragi.
Le regioni più esposte al maltempo estremo
Sardegna, Sicilia e Calabria sono le attenzionate speciali in questa severa ondata di maltempo. Tra lunedì 19 e martedì 20 gennaio si prevedono forti piogge a carattere di nubifragio, persistenti per ore e ore, su:
- Sardegna centro-orientale
- Sicilia centro-orientale
- Calabria ionica
Le piogge più intense riguarderanno i settori montuosi grazie al fenomeno dello stau, dove i forti venti di scirocco andranno a impattare, acutizzando lo sviluppo di nubi cariche di precipitazioni.
Accumuli eccezionali tra pioggia e neve
Secondo gli ultimi aggiornamenti dei principali centri di calcolo, potrebbero precipitare tra i 100 e i 200 mm su vasti territori della Sicilia centro-orientale, della Calabria ionica e della Sardegna. Localmente, soprattutto a ridosso delle montagne, questi accumuli potrebbero rivelarsi molto più abbondanti o addirittura esorbitanti:
- Oltre 400 mm sull’Appennino calabrese entro mercoledì 21 gennaio
- Accumuli simili sui Monti della Sardegna, tra Nuorese e Ogliastra
- Fino a 600 mm di pioggia sull’Etna a quote intorno ai 1000 metri
Più in alto, soprattutto al di sopra dei 1500 metri, tutta questa pioggia si tramuterà in neve, ragion per cui potrebbero cadere fino a 5–6 metri di neve fresca alle alte quote del vulcano siciliano.
Venti di tempesta e mare molto grosso
Da non sottovalutare anche le impetuose raffiche di scirocco che sferzeranno Sicilia, Sardegna e bassa Calabria con velocità superiori ai 90 km/h. Sulle coste meridionali della Sicilia e su Malta, Lampedusa, Pantelleria e Linosa si ipotizzano raffiche di vento di tempesta, superiori ai 100 km/h.
Inevitabilmente sarà temibile anche il moto ondoso lungo tutto il Mar Ionio, il Canale di Sicilia e quello di Sardegna, con mare grosso o molto grosso e onde fino a 8–9 metri, soprattutto al largo nel Canale di Sicilia e sulla Sardegna meridionale.
Fonti e modelli di riferimento
Per l’analisi di questo ciclone nordafricano sono stati consultati i principali modelli meteorologici internazionali, tra cui il GFS del NOAA (https://www.ncep.noaa.gov), il modello europeo ECMWF (https://www.ecmwf.int) e i dataset ufficiali della NOAA (https://www.noaa.gov), fondamentali per stimare traiettoria, intensità e accumuli pluviometrici attesi.