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Home A La notizia del giorno

Tempeste nel Mediterraneo, una novità che ci riguarda da vicino

Federico De Michelis di Federico De Michelis
30 Gen 2026 - 19:23
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Tempeste nel Mediterraneo.

(METEOGIORNALE.IT) Abbiamo parlato della possibilità di avere vere e proprie tempeste sulla fascia mediterranea, attraverso basse pressioni anche piuttosto profonde. Tuttavia, non sarà tanto il valore in ettopascal o millibar a determinare se ci troveremo di fronte a una tempesta oppure no. In questo caso, ciò che avrà un ruolo particolarmente rilevante sarà la differenza di temperatura con gli anticicloni a nord delle Alpi.

 

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Queste configurazioni vanno a generare non solo forti differenze termiche, ma soprattutto contrasti di pressione atmosferica consistenti. Infatti, quando si instaurano differenze di pressione notevoli, come accaduto con il ciclone Henry, possono crearsi condizioni ideali per venti di tempesta.

È quanto successo di recente in Portogallo, dove centinaia di alberi sono stati abbattuti dal passaggio di una tempesta legata a una bassa pressione non particolarmente profonda. Tuttavia, a causa della fortissima differenza di pressione atmosferica con le alte pressioni presenti più a nord, si sono registrate raffiche di vento superiori ai 180 km/h, causando danni ingentissimi e, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, lasciando persino 1 milione di persone senza energia elettrica.

 

Questo evento Meteo può essere catalogato come fenomeno Meteo estremo e, per entità dei danni, è risultato persino più grave rispetto ai cicloni extratropicali, o con caratteristiche ancora tropicali, che negli scorsi anni hanno raggiunto il Portogallo tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Il Portogallo, notoriamente esposto alle correnti oceaniche, ne ha patito seriamente le conseguenze.

 

Come abbiamo visto, però, anche diverse regioni mediterranee hanno sperimentato fenomeni Meteo estremi. La stagione di questi eventi è appena iniziata e, gradualmente, con l’aumento della radiazione solare nelle prossime settimane, avremo modo di osservare come i fenomeni torneranno a essere violenti, anche in Italia e non solo. Per quanto riguarda la tempesta Harry, ne parleremo più avanti.

 

Questa analisi non intende essere un’allerta o un avviso meteorologico, bensì una riflessione sul clima e su come stia mostrando con sempre maggiore frequenza fenomeni tendenti a diventare dannosi e, purtroppo, anche poco prevedibili. Solitamente una tempesta viene identificata da una pressione atmosferica insolitamente bassa, come nel caso di un ciclone. Quello che interesserà la Florida, ad esempio, sarà un ciclone bomba, con un approfondimento della pressione superiore ai 20 ettopascal.

 

Da noi, però, non è stato questo il meccanismo dominante. Abbiamo vissuto una situazione atmosferica piuttosto fuori dalla normalità, caratterizzata da una differenza di pressione atmosferica eccezionale, quasi stratosferica, che ha innescato la tempesta. Ed è proprio per questo motivo che, in un contesto di difficoltà anche previsionale, oltre che su scala di pochi giorni, dovremo vigilare attentamente sul gran freddo che si va nuovamente consolidando nel Nord Europa.

 

Crediti
Dati e analisi di riferimento: (METEOGIORNALE.IT)

  • ECMWF – https://www.ecmwf.int
  • NOAA – https://www.noaa.gov
  • Met Office – https://www.metoffice.gov.uk
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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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