(METEOGIORNALE.IT) Gli Stati Uniti d’America sono stati colpiti da una forte nevicata sulla quale ci sarebbe parecchio da dire. Il fenomeno atmosferico ha avuto una certa eccezionalità e, soprattutto, è stato estremamente diffuso: ha interessato circa 180 milioni di abitanti.
Va però precisato che questo evento rientra in una serie di episodi meteo che nel Nord America si verificano più volte durante l’inverno. Di certo, però, questo è stato particolarmente esteso e rilevante, con accumuli di neve attorno ai 30 centimetri, e localmente anche superiori, su aree vastissime. Una situazione che ha creato notevoli disagi alla circolazione stradale.
Le autorità hanno disposto la chiusura di uffici, musei e scuole; proprio nelle scuole si è fatto ampio ricorso alla didattica a distanza. Anche la Grande Mela, ovvero New York, ha subito gli effetti della nevicata eccezionale: sono caduti oltre 30 centimetri di neve.
Il dato più significativo, tuttavia, è stato il freddo intenso. A New York la nevicata è iniziata con una temperatura di -13°C, e da giorni i valori non superano 0°C. Le previsioni indicano che il clima resterà rigido anche nei prossimi giorni, senza segnali di mitigazione. Sta gelando il fiume Hudson ed è ghiacciato persino il mare davanti alla città. Una situazione che, considerando una latitudine paragonabile a quella di Napoli, appare davvero incredibile, ma che rientra pienamente nelle caratteristiche del loro clima.
Ciò che ha maggiormente colpito è stata l’allerta meteo, estremamente incisiva. Il sindaco di New York ha seguito l’evolversi della situazione anche tramite i social network, coinvolgendo direttamente la popolazione. Tutti sono stati parte attiva di quella che, in Italia, verrebbe spesso definita come una forma di allarmismo per 30 centimetri di neve.
Eppure, quando nella Pianura Padana si sono verificate nevicate simili, non risultano dirette continue con politici, sindaci o altre autorità, né una copertura mediatica così intensa. Questo significa che siamo più abituati a vedere 30 centimetri di neve? Assolutamente no. Lo stesso accade in altri Paesi europei, dove nevicate abbondanti non generano un clamore paragonabile, anche se va detto che, rispetto all’Italia, all’estero di meteorologia se ne parla molto di più.
Da noi la meteorologia è oggi amplificata quasi esclusivamente dai siti meteo specializzati, che raccontano cosa sta accadendo e cosa potrebbe accadere. All’estero, ad esempio in Spagna, Francia o Germania, esistono servizi meteo ampi e strutturati, con spazi dedicati all’evoluzione del tempo, anche sulla base dei modelli matematici, e con una forte presenza sui social network.
In Spagna, per esempio, i meteorologi sono stati attaccati duramente; in quel caso è intervenuto addirittura il governo, annunciando sanzioni per chi minaccia o intimidisce chi fa previsioni meteo. Una situazione impensabile in Italia, dove chi parla di Cambiamento Climatico o ipotizza un evento meteo a 10 giorni, specificando chiaramente che si tratta di una proiezione da confermare, viene spesso insultato sui social, senza alcuna conseguenza. È ormai un’abitudine consolidata, che non riguarda solo il meteo, ma anche molte altre notizie, talvolta con risvolti drammatici che qui non è il caso di ricordare.
Tornando alla grande nevicata del Nord America, è stata abbondante e importante, e giustamente televisioni, giornali e radio ne hanno parlato diffusamente. È stata emessa un’allerta meteo significativa e sono state chiuse tutte le attività in grado di generare traffico. Questa forma di prevenzione, negli Stati Uniti d’America, è prassi anche per altri fenomeni atmosferici, non solo per le tempeste di neve.
In Italia, invece, qualcosa di simile è avvenuto recentemente in occasione della previsione e dell’attesa della tempesta Henry, che ha colpito la Sardegna orientale, la Sicilia orientale e la Calabria orientale. In quel caso è stata emessa un’allerta meteo rossa, costringendo le autorità ad adottare provvedimenti straordinari. I danni sono stati ingentissimi, ma non si sono registrate vittime né feriti, ed è un dato fondamentale.
Forse le allerte meteo rosse andrebbero emesse più spesso, in alcune circostanze specifiche. So bene che, quando questo viene detto, arrivano puntualmente le critiche. Probabilmente l’allerta meteo andrebbe spiegata meglio, perché l’utente medio spesso non ne conosce il reale significato. È certo che il colore rosso viene percepito come molto più grave rispetto all’arancione, che in Italia è comunque rilevante ma viene spesso sottovalutato.
Perché non dedicare più spazio, nei programmi televisivi, nei telegiornali e nei giornali a grande diffusione, a un po’ di didattica meteorologica? Spiegare cos’è la prevenzione meteo, cosa fa la Protezione Civile, che in Italia rappresenta una delle strutture più efficienti al mondo e offre un servizio di altissima qualità. Un servizio salvavita, che avrebbe bisogno di essere valorizzato a 360 gradi.
Anche noi, come altri siti meteo, quando ci sono allerte, riportiamo la notizia, contribuendo a darle visibilità. Lo fanno anche i giornali, ma talvolta queste informazioni vengono distorte, interpretate in modo poco corretto o addirittura travisate.
Un applauso, infine, va agli Stati Uniti d’America per il forte impegno nella meteorologia, una meteorologia che utilizziamo anche in Italia. Molti modelli matematici e dati meteo prodotti oltreoceano sono infatti usati ampiamente anche da noi e nel resto del mondo, peraltro gratuitamente. Al contrario, i dati del Centro Meteo Europeo ECMWF devono essere acquistati per poter elaborare previsioni dettagliate. Ma questo è un altro discorso, legato a scelte che arrivano dall’alto.
La meteorologia libera, però, resta fondamentale perché offre informazione, soprattutto quando non viene manipolata. (METEOGIORNALE.IT)

