Perchรฉ febbraio ci sembra un mese dalle caratteristiche estreme? Giร i modelli matematici, quelli che elaborano le previsioni e le proiezioni di tendenza a due settimane, iniziano a mostrare una marcata estremizzazione dei fenomeni atmosferici. Addirittura compare una vera e propria rassegna di cicloni che dalla Penisola Iberica si spingono verso lโItalia, ma non solo: compaiono anche bassissime pressioni a ridosso delle Isole Britanniche, quasi dei veri e propri uragani, o se vogliamo definirli, dei โmostri oceaniciโ.
Da un lato, dunque, meteo estremo; dallโaltro, il grande freddo che per ora si arresta fino alla Germania, con continui afflussi gelidi e bufere di neve. Nevica diffusamente in Germania, per esempio, fino alla Svizzera, allโAustria, allโUngheria e a tutti i Paesi dellโEuropa orientale, compresa ovviamente la Scandinavia. Piรน a nord troviamo poi la Russia. Le condizioni atmosferiche in Europa appaiono quindi piuttosto estreme per il nostro clima, ma tipiche di una stagione invernale che vuole davvero essere definita tale.
So bene che, ad esempio, รจ mancata la neve diffusa in Pianura Padana. Tuttavia, questo รจ dipeso da una particolare dinamica atmosferica, da una serie di circostanze che non hanno favorito quel tipo di fenomeno. Ma attenzione: febbraio รจ storicamente il mese della neve, per eccellenza, sia in Pianura Padana sia soprattutto nelle regioni centrali e meridionali italiane, anche a quote bassissime, se non addirittura in pianura.
Vorrei ricordare che nel 2018 abbiamo avuto la neve a Roma e persino a Napoli. Ma potrei citare anche un episodio ancora piรน eclatante: allโinizio di marzo 1987 una sfuriata di gelo travolse lโItalia, con nevicate fino alle coste adriatiche; in Puglia, sulla Murgia barese, cadde addirittura 1 metro di neve. Insomma, quello che voglio dirvi รจ che lโinverno non รจ affatto finito, soprattutto in una stagione come questa, vivacissima, caratterizzata da fortissimi scambi atmosferici.
ร vero che in Italia, e in alcune aree in particolare, come il Nord Italia, per cause orografiche e geografiche, il clima risulta spesso piรน โsoftโ. Tuttavia, qualcosa sta cambiando: abbiamo visto le piogge in Liguria, le piogge in pianura, la neve in Piemonte, anche in localitร pianeggianti, e soprattutto tantissima neve sulle Alpi. Neve che continua a cadere, che continuerร a cadere e che si farร sentire in modo ancora piรน marcato al passaggio delle prossime perturbazioni.
Siamo dunque in una fase della stagione invernale in cui febbraio mostra finalmente ciรฒ che รจ per sua natura. In piรน, abbiamo un Vortice Polare che tende a essere caotico. Il fatto che risulti piรน disturbato rispetto ai due mesi precedenti significa che in febbraio avremo una variabilitร molto piรน accentuata. In una variabilitร cosรฌ marcata รจ chiaro che si alterneranno periodi freddi a fasi di temporanea mitezza: non sarร quindi scandaloso osservare anche eventuali vampate di calore.
Detto questo, va precisato che, al momento, queste vere e proprie vampate non si vedono. Possiamo semmai osservare dei rimbalzi di aria piรน mite che risale verso nord, richiamata da una perturbazione in arrivo: una dinamica del tutto normale. Ciรฒ che appare invece estremamente evidente, ed eclatante, รจ quanto mostrano entrambi i principali modelli matematici, sia quello americano sia quello europeo: una nuova avanzata di aria gelida dalla Scandinavia verso lโEuropa centrale.
Al momento, perรฒ, sembra avere la meglio lโOceano Atlantico, con una NAO negativa. Il Vortice Polare, nel suo complesso, tenta di spingere il freddo verso sud, ma viene respinto da tempeste oceaniche particolarmente violente. ร proprio lโOceano Atlantico che, almeno per ora, sembra vincere la partita, con correnti occidentali capaci di portare precipitazioni anche superiori alla media su Italia e su molti Paesi europei.
Laddove, invece, sullโEuropa si registreranno temperature rigide, non mancheranno nevicate abbondanti. In alcune aree, al contrario, agirร lโalta pressione, perchรฉ quel grande freddo di cui parlavo prima รจ associato a un regime anticiclonico: lโAlta pressione siberiana, che si รจ unita a quella europea sullโarea scandinava. Qui lโaria si raffredda nei bassi strati, cioรจ al suolo, con temperature che crollano e danno origine a un gelo intenso, persino siderale, in stile canadese.
ร chiaro perรฒ che noi non siamo il Nordamerica. Lรฌ si sono viste recentemente sfuriate di aria gelida impressionanti sulla parte settentrionale del continente, con effetti su gran parte degli Stati Uniti, a piรน riprese. Non si รจ trattato di un solo evento: i mass media hanno parlato molto della tempesta che ha colpito il Nord-Est degli Stati Uniti, portando la neve a circa 180 milioni di americani. Il loro clima รจ totalmente diverso dal nostro, molto piรน dinamico, perchรฉ fortemente influenzato dalle discese di aria fredda dal Canada. Da noi, quando arrivano correnti da nord-ovest, transita invece aria di origine artico-marittima, con caratteristiche differenti.
Tornando a febbraio, per concludere, questo mese potrebbe davvero regalarci delle sorprese. Nel momento in cui lโaria fredda dovesse spingersi piรน verso sud-ovest, e considerando la possibile formazione di profonde basse pressioni nel Mediterraneo, con un continuo saliscendi di aria calda e aria fredda, la situazione potrebbe evolvere in modo anche improvviso. ร vero che, al momento, i modelli matematici non lo prevedono in modo netto, ma in alcune proiezioni a lungo termine si รจ giร intravisto un richiamo improvviso di aria molto mite dal Nord Africa, in fase prefrontale, associato a una bassa pressione profonda.
Allo stesso tempo, perรฒ, la situazione potrebbe capovolgersi completamente: al posto di quellโaria mite, potrebbe essere lโaria fredda a riversarsi verso sud. Tenete anche conto che, osservando le mappe previsionali, chi ha un poโ piรน di dimestichezza sa che le temperature a 850 hPa in febbraio hanno al suolo unโefficacia di raffreddamento maggiore rispetto a dicembre. Puรฒ sembrare strano, ma accade perchรฉ le terre emerse e i mari sono ormai piรน freddi: il freddo che scende da nord risulta quindi piรน incisivo.
Non a caso, molte delle ondate di gelo piรน intense della nostra storia climatica si sono verificate proprio in febbraio. ร vero che nella memoria collettiva resta impresso gennaio 1985, ma quello tende a essere un caso quasi isolato: statisticamente, febbraio tende a prevalere.
Dunque, occhio a febbraio. Per ora stiamo parlando di teoria e di linee di tendenza, e abbiamo bisogno che i modelli matematici confermino o smentiscano questi scenari. Nel frattempo, perรฒ, abbiamo una certezza: servono le precipitazioni. Prendiamole tutte. Le Alpi erano in sofferenza per la mancanza di neve, e con lโavvicinarsi dei Giochi Olimpici Invernali, che inizieranno il 6 febbraio, la neve รจ fondamentale. LโItalia sarร sotto gli occhi del mondo per quanto riguarda gli sport invernali, e la neve deve cadere, abbondante.
Quello che abbiamo visto finora sembra solo unโanteprima: di neve ne cadrร ancora tanta, e per il 6 febbraio il manto nevoso sarร decisamente presente. Per il resto, come sempre, ci aggiorneremo.
Crediti e fonti
- ECMWF โ European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
https://www.ecmwf.int - NOAA โ National Oceanic and Atmospheric Administration
https://www.noaa.gov - American Meteorological Society โ Riviste scientifiche
https://www.ametsoc.org