Nell’indagare la possibile evoluzione del tempo nel medio-lungo periodo e, quindi, nel cercare di capire come potrebbe essere il prosieguo dell’inverno in questo 2026, balzano in evidenza alcune manovre stratosferiche davvero interessanti in riferimento a ipotesi fredde verso il vecchio continente e anche verso il nostro Mediterraneo.
In una precedente analisi, abbiamo evidenziato come il Vortice Polare Stratosferico, sin dall’inizio della stagione invernale 2025-2026, stia avendo costanti disturbi a opera di “warmings”, ossia “riscaldamenti” in quella sezione, non particolarmente incisivi, ma costantemente presenti.
Questi riscaldamenti, pur non compromettendo, sino a ora, in maniera sostanziale la forza del Vortice, l’hanno abbastanza limitata, favorendo sue dislocazioni tali da non infastidire, diciamo cosรฌ, un’azione piรน in basso in Troposfera, di per sรจ decisamente dinamica e spesso anche meridiana, con giร diversi approcci freddi sostanziosi a scala Europea, moderati per l’Italia.
Sono trascorsi 25 giorni dall’entrata dell’inverno astronomico e ne sono davanti altri 60 circa, di giorni invernali, dunque buoi 2/3 ancora, per cui tanti italiani si chiedono se il prosieguo stagionale potrร riservare altre fasi fredde, magari piรน durature e sostanziose di quelle avute sino a ora, oppure si andrebbe verso periodi piรน miti, magari in linea con il trend degli ultimi anni.
Stando alle ultime indagini nella sezione stratosferica, in cui le manovre simulate dai modelli hanno un maggiore affidabilitร anche nel lungo termine, sembrerebbe proprio che l’inverno, almeno a scala europea, possa prendere una piega piuttosto fredda, in linea di massima, per una fase anche ampia a venire.
In precedenti analisi nella sezione stratosferica, abbiamo rilevato come la parte bassa abbia presentato costantemente piรน disturbi e modulanti il getto troposferico, mentre quella medio-alta sia stata fondamentalmente piรน integra, quindi con minori disturbi.
Questo andamento, diciamo ibrido del VPS, nรจ vigoroso, nรจ del tutto scomposto, non ha “disturbato” un assetto circolatorio tutto troposferico piuttosto vocato alla meridianitร e, infatti, gran parte dell’Europa ha vissuto una prima parte invernale con piรน freddo della media, da 1 e fino a 3/4ยฐ sotto la media, anche 5/6ยฐ sotto sulle aree scandinave, un ‘po’ sotto la media anche sul Nord Italia ( anomalia termica ultimi 20 giorni su europa, immagine sopra).
Sul resto d’Italia, temperature intorno alla norma o solo leggermente sopra su qualche settore meridionale, sulle aree costiere tirreniche e sulle isole maggiori. Si intravedono, perรฒ, novitร nell’analisi ultima proprio della Stratosfera.
Il modello europeo ECMWF, nell’ultimissima emissione di oggi, simulerebbe reiterati riscaldamenti sulla verticale del Vortice Polare e, questi, in azione anche nelle sezioni medio-alte.
Nell’immagine di copertina, elaborata dal modello europeo ECMWF, รจ espressa una chiara crisi del VPS non solo in bassa Strato, ma anche verso i 28/30.000 m, ossia in media-alta sezione strato, intorno ai 10/hpa.
Un disturbo a quella quota, accennante quasi a uno Split del VPS, sarebbe importante per una corposa destrutturazione della trottola e potrebbe incidere fortemente sulla circolazione in basso.
Ci sarebbe, per di piรน, un lobo russo, figlio del VPS fortemente compromesso, predisposto molto bene per azioni fredde verso il Mediterraneo. Dunque un aggiornamento molto importante che non dice ancora nulla, perchรจ il primo di una certa incisivitร , ma da seguire e vagliare nelle analisi successive.
Se venisse confermato questo trend Strato, le probabilitร di avere una fase invernale tra fine gennaio e la prima metร di febbraio, di tipo freddo, come non si vede da molti anni, crescerebbero fortemente. Seguiremo passo passo l’evoluzione nei nostri periodici aggiornamenti sul medio e lungo termine. ย Su elaborazione dati delย Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

