Facciamo degli esempi. Al Nord Italia, da giorni, l’aria è gelida e se ne fa un gran parlare. Così come si fa un gran parlare del maltempo, che spesso e volentieri ha scosso le nostre regioni con precipitazioni di un certo rilievo. E poi c’è la neve. Sì, la neve a bassa quota: su pianure, sulle coste, sulle colline.
Ecco, tutto ciò fa sì che la stragrande maggioranza di noi abbia la percezione dell’Inverno, di una stagione finalmente “normale”. Ma come detto un conto è la percezione, che può cambiare a seconda di condizioni e delle aree geografiche, un altro paio di maniche sono i numeri. Alcuni di questi numeri, quelli più importanti, confermano la sensazione di un Inverno vecchio stampo.
Nulla di eccessivo, nulla di clamoroso, semplicemente un Inverno che sta mostrando le proprie virtù. Più in Europa che in Italia, o comunque più in varie aree del vecchio continente che sul Mediterraneo, ma avendo ben presente il tipo di clima mediterraneo possiamo affermare che l’Inverno è ben presente anche alle nostre latitudini.
In questi giorni si fa un gran parlare della pausa di riflessione che sta per prendersi ed è vero, subirà un brusco stop. Il freddo verrà spinto via, verso est, mentre a ovest torneranno le miti correnti atlantiche. Miti ma anche perturbate, perché gli assalti depressionari non mancheranno affatto.
Sapete perché avremo questo cambio di regime? Perché il Vortice Polare si sta rafforzando, sta accelerando, sta provando a riprendersi ciò che gli è stato tolto finora. Ed è proprio il Vortice Polare che ci consente di parlare di numeri, anzi di un numero in particolare: quello delle velocità zonali stratosferiche.
Parametro che negli ultimi anni aveva raggiunto valori folli, costantemente da record, causando la totale inibizione dell’Inverno. Perché è bene rammentarsi che con velocità zonali stratosferiche a mille all’ora è praticamente impossibile che il freddo scenda a sud. E’ molto più probabile che a medie latitudini prevalgano venti umidi oceanici o ancor peggio possenti strutture anticicloniche. Ed è ciò che è successo sovente negli ultimi 3-4 Inverni, passati alla storia come i peggiori di sempre.
Dicevamo dell’argomento prevalente di questi giorni, ovvero dell’accelerazione del Vortice Polare. Or bene, abbiamo dato uno sguardo alle mappe delle velocità zonali stratosferiche e possiamo dirvi quanto segue: siamo e saremo in linea con la media 1978-1979/2024-2025. Anzi, dall’Autunno in poi abbiamo avuto fasi caratterizzate da velocità inferiori alla media.
In proiezione si evince una nuova frenata, grosso modo nel corso dell’ultima decade di Gennaio. Ed è il periodo durante il quale ci aspettiamo nuovi incursioni fredde, forse addirittura un’invasione gelida a cavallo tra i giorni della merla e i primi di Febbraio. Non necessariamente sul nostro Paese, sia chiaro, ma su parte d’Europa probabilmente sì.
Al di là di questi aspetti meramente descrittivi, ciò che conta è che i numeri ci dicono che l’Inverno è assolutamente normale. E di questi tempi, sia chiaro, è certamente una delle migliori notizie che potessimo darvi.
