
(METEOGIORNALE.IT) Il meteo di fine inverno potrebbe entrare in una fase interessante tra fine gennaio e febbraio, complice un riscaldamento improvviso della stratosfera che sta attirando l’attenzione degli addetti ai lavori. Parliamo del cosiddetto strat-warming, un evento che, quando si manifesta in modo intenso, è in grado di disturbare il vortice polare e ridisegnare la circolazione su gran parte dell’emisfero nord.
Secondo i principali modelli di calcolo, il riscaldamento stratosferico in arrivo non sarebbe un semplice spostamento del vortice, ma una vera e propria divisione in due parti. In pratica, il vortice polare potrebbe spezzarsi, con due lobi diretti uno verso il Nord America e l’altro verso l’area euro-asiatica. Questo tipo di configurazione è generalmente più incisivo rispetto a un semplice spostamento, perché modifica più a fondo gli equilibri atmosferici su larga scala.
Detto questo, c’è un aspetto fondamentale da chiarire subito: uno strat-warming, anche se intenso, non garantisce automaticamente freddo e neve sull’Italia. Il passaggio chiave è la propagazione del disturbo dalla stratosfera ai piani più bassi dell’atmosfera. Ed è proprio qui che entrano in gioco le grandi incertezze.
Ad oggi, i principali modelli di calcolo delineano tre scenari possibili per il cuore di febbraio.
Il primo, al momento il più probabile, vede la formazione di un blocco anticiclonico in area groenlandese. In questo caso l’aria fredda verrebbe deviata verso l’Europa occidentale, con un movimento retrogrado che interesserebbe soprattutto Regno Unito, Francia e Penisola Iberica. L’Italia resterebbe ai margini, esposta a correnti più miti e umide di origine atlantica. Risultato: temperature spesso sopra media e neve confinata alle alte quote.
Il secondo scenario è quello che molti appassionati attendono, ma che oggi appare meno supportato. Prevede un blocco anticiclonico posizionato più a ovest, in pieno Atlantico. Una configurazione del genere aprirebbe una strada diretta per l’aria fredda continentale verso l’Europa centro-meridionale e il Mediterraneo. In questo caso febbraio potrebbe mostrare un volto decisamente più invernale, con episodi freddi più incisivi e un aumento del rischio di nevicate a quote più basse, soprattutto al Centro-Nord.
Esiste infine un terzo scenario, spesso sottovalutato ma sempre possibile: quello di uno strat-warming che resta confinato in stratosfera, senza reali effetti ai piani bassi. In questa situazione il vortice polare troposferico resterebbe abbastanza compatto e il tempo continuerebbe a seguire un andamento zonale, con correnti occidentali e solo brevi parentesi più fredde.
È importante ribadire perché, al momento, non si può parlare di certezze. La distanza temporale è ancora ampia, la risposta dell’atmosfera è complessa e basta uno spostamento minimo dei grandi centri di alta pressione per cambiare completamente lo scenario europeo.
In conclusione, il meteo di febbraio potrebbe riservare qualche sorpresa, ma al momento l’Italia rischia ancora una volta di trovarsi ai margini delle dinamiche più fredde. La situazione resta aperta e andrà seguita passo dopo passo, perché in queste configurazioni l’equilibrio è fragile e i ribaltoni sono sempre dietro l’angolo.
Ci ritorneremo.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)
