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Meteo, Gennaio d’altri tempi: ecco la svolta GELIDA nella terza decade

Teleconnessioni favorevoli e vortice polare disturbato: perché la terza decade di gennaio potrebbe riportare condizioni pienamente invernali sull’Europa

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
10 Gen 2026 - 17:30
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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La seconda parte di gennaio potrebbe inaugurare una fase meteo più dinamica e spesso instabile su vasta scala europea.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Gli ultimi aggiornamenti suggeriscono uno scenario da inverno attivo, con una sequenza di impulsi perturbati e raffreddamenti episodici, più che con una singola e duratura irruzione gelida. Anche l’Italia potrebbe essere coinvolta, ma con dettagli ancora da definire.

 

Un inverno che torna a muoversi: il ruolo delle forzanti tropicali

Un elemento chiave di questa possibile evoluzione è la Madden–Julian Oscillation (MJO), attualmente collocata tra le fasi 6 e 7. Pur con ampiezza moderata, questa configurazione è spesso associata a una maggiore ondulazione del flusso tra Pacifico, Atlantico ed Europa.

 

In termini pratici, aumenta la probabilità di un vortice polare troposferico meno compatto e più disturbabile, con conseguenti scambi meridiani e possibili discese di aria fredda verso le medie latitudini nella parte finale del mese.

 

AO e NAO: segnali di un vortice meno compatto

Il quadro teleconnettivo appare coerente con questa lettura: gli indici AO e NAM tendono verso valori debolmente negativi, indicativi di un vortice polare più vulnerabile. Parallelamente, la NAO oscilla verso la neutralità o la debole negatività, assetto che può favorire affondi freddi verso l’Europa, pur senza garantire blocchi atlantici solidi e persistenti.

 

Alcuni scenari sub-stagionali suggeriscono inoltre la possibilità di disturbi stratosferici a metà mese: qualora confermati, potrebbero amplificare la risposta troposferica nelle settimane successive.

 

Cosa dicono i modelli: segnali più chiari dagli ensemble

Le proiezioni ensemble a medio-lungo termine, in particolare quelle europee, convergono verso un’ipotesi di anomalia termica negativa estesa su gran parte del continente nella terza decade di gennaio. Il flusso dominante risulterebbe orientato da nord o nord-ovest, favorendo una sequenza di impulsi freddi intermittenti e spesso accompagnati da fasi perturbate.

 

I run deterministici, invece, alternano soluzioni più estreme (con affondi marcati) a scenari più smorzati, segno di spread previsionale ancora elevato. Per questo, le evoluzioni più incisive vanno considerate come possibilità e non come esiti consolidati.

 

Gelo duraturo? Ipotesi aperta ma non prioritaria

Nel complesso, il quadro atmosferico appare favorevole a nuove incursioni fredde verso Europa e Mediterraneo nella seconda parte del mese. Tuttavia, la prospettiva di un gelo strutturato e persistente sull’Italia resta subordinata alla formazione di un blocco anticiclonico robusto tra Groenlandia e Scandinavia, scenario che al momento rappresenta solo una delle opzioni possibili all’interno degli ensemble.

 

Gennaio, in sintesi, sembra voler recuperare il suo carattere invernale attraverso dinamiche rapide, contrastate e spesso instabili, più che con un’unica ondata di freddo duratura. Saranno i prossimi aggiornamenti modellistici a chiarire se uno di questi impulsi riuscirà a lasciare un segno più incisivo sul Mediterraneo centrale.

 

Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: anticiclone russo siberianofine gennaio freddometeo fine gennaioondata gelo siberiaterza decade gennaio
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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