INVERNO incompleto: manca ancora l’evento di GELO estremo siberiano
Finora ha fatto freddo, sì, ma è nulla se paragonato al grande evento invernale
In realtà, lo sapete, i segnali erano incoraggianti. L’Autunno aveva mostrato un Vortice Polare profondamente disturbato, tant’è che il freddo di fine Novembre fu in qualche modo la riprova che l’Inverno avrebbe seguito una direzione diametralmente opposta a quella dei 3-4 anni precedenti.
Per carità, nulla è ancora scritto, ma giunti al primo terzo di stagione – considerando il calendario meteorologico – possiamo assolutamente affermare che l’Inverno c’è. Il bilancio, assolutamente parziale, è già positivo e fa sì che l’attuale stagione invernale si discosti nettamente dalle precedenti.
Freddo, ma anche gelo. Tanto in Europa quanto in Italia. Gelo inizialmente orientale, poi capace di invadere l’Europa intera gettandosi con decisione sul Mediterraneo centro occidentale. Ed ecco quindi che il tempo, per diversi giorni, ha assunto caratteristiche pienamente invernali.
Fa un certo effetto, visti i precedenti, parlare di anomalie termiche negative. Eppure è così, possiamo parlarne e dobbiamo parlarne. Gennaio, fino a questo momento, è stato decisamente più freddo del solito. Chissà, magari nel corso dell’ultima decade lo sarà ancora di più.
Cos’è che manca all’appello? In questo momento mancherebbe soltanto quell’evento gelido di cui s’è scritto e discusso in svariati articoli. Ed è ciò che potrebbe succedere a cavallo tra l’ultima settimana di Gennaio e la prima di Febbraio, allorquando il Vortice Polare andrà incontro a nuovi, pesanti disturbi.
Non vogliamo tediarvi coi soliti discorsi relativi agli effetti di tali disturbi, se ci seguite dovreste già conoscerli. Vogliamo semplicemente evidenziare ciò che l’Inverno potrebbe riservarci, ovvero un evento gelido siberiano tipico delle grandi annate invernali. Degli Inverni passati alla storia per via del gelo e della neve.
I tempi sono maturi, considerando che l’ultimo evento fu quello del 2012 sono passati ben 14 anni. Considerando i “tempi di ritorno” di certe situazioni meteo climatiche ci siamo. Non le statistiche temporali rappresentino la garanzia di un qualcosa che a tutti gli effetti rappresenterebbe l’eccezione, ma anche in meteorologia le statistiche hanno un loro significato. Soprattutto se determinati pattern climatici sostengono la tesi dell’evento siberiano.
Avremo modo e tempo di riparlarne, prima però dovremo focalizzare l’obbiettivo sul ritorno dell’Atlantico perché al contrario di ciò che si potrebbe pensare un reset barico di tale portata è assolutamente necessario per comprendere le dinamiche evolutive successive. Ed è ciò che cercheremo di fare, ossia analizzare la risposta dell’Inverno al primo, vero stop stagionale.
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