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      Home ยป Inverno estremo: il meteo prepara scenari mai visti in 15 anni
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      Inverno estremo: il meteo prepara scenari mai visti in 15 anni

      Il bivio del meteo invernale tra piogge intense e l'ombra del freddo acuto di un tempo del passato.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 18/01/2026
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      13 Min Lettura
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      Forte ondata di maltempo e neve

      Lโ€™inverno, quello vero, sembra aver deciso di giocare a carte scoperte proprio nel cuore di Gennaio, scuotendo una stagione che finora aveva mostrato un volto decisamente troppo timido. Osservando le ultime emissioni dei principali centri di calcolo, emerge un quadro atmosferico in fermento, dove la monotonia dellโ€™alta pressione sta per lasciare spazio a una dinamicitร  che non si vedeva da tempo in Europa. In effetti, le elaborazioni che osservo e che giungono dal modello europeo ECMWF e da quello americano GFS concordano su un punto fondamentale, ossia che la stabilitร  atmosferica รจ ormai al capolinea. Tuttavia, come spesso accade nella meteorologia a medio e lungo raggio, il diavolo si nasconde nei dettagli e la traiettoria delle masse dโ€™aria rimane unโ€™incognita capace di cambiare radicalmente gli effetti al suolo in Italia.

      Contents
      • Ciclone mediterraneo imminente, ma poi freddo
      • Focus sulle precipitazioni
      • La questione della neve
      • Evoluzione termica e sbalzi di temperatura

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      Come piรน volte ho scritto, prevedere con esattezza cosa accadrร  tra una settimana รจ un esercizio che richiede prudenza, perchรฉ la volatilitร  dei modelli matematici in questa fase รจ altissima. Eppure, le mappe attuali mostrano segnali inequivocabili di uno sbilanciamento dellโ€™anticiclone verso il nord dellโ€™oceano Atlantico, una manovra che solitamente funge da apripista per le discese di aria polare o artica verso il Mediterraneo. La configurazione prevista, se confermata, aprirebbe una fase di estrema vulnerabilitร  per lโ€™Italia, esponendo la nostra penisola a contrasti termici piuttosto accesi. Insomma, dopo un periodo di relativa quiete, il motore dellโ€™atmosfera sta alzando i giri e le conseguenze potrebbero farsi sentire in modo marcato su diverse regioni.

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      Ciclone mediterraneo imminente, ma poi freddo

      Guardando alla scala continentale, lโ€™Europa si sta preparando a vivere una profonda trasformazione della circolazione atmosferica. Nelle prossime ore noteremo come il flusso atlantico proverร  a scendere di latitudine, ma รจ verso la fine del mese che lo scenario si fa davvero interessante. Il Vortice Polare, che finora รจ rimasto compatto e arroccato nelle sue sedi naturali, mostra segni di stiramento, quasi volesse allungare i suoi tentacoli verso le medie latitudini. Questo movimento รจ fondamentale per capire se lโ€™Italia verrร  colpita direttamente da una vera e propria ondata di freddo o se rimarrร  ai margini di una colata destinata ai vicini Balcani.

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      Le mappe termiche alla quota di riferimento di 850 hPa, che si trova a circa 1500 metri di altezza, sono esplicative, mostrano infatti una vasta area di aria gelida che preme ai confini orientali del continente. In Germania, Polonia e negli stati della Scandinavia, le temperature sono destinate a crollare drasticamente, portando i valori termici ben al di sotto dello zero termico. In Italia, il passaggio sarร  probabilmente mediato da una serie di impulsi perturbati che, prima di portare il grande calo delle temperature, richiameranno correnti piรน umide e temperate da sud-ovest. Questo significa che la prima fase del cambiamento sarร  caratterizzata soprattutto dalle precipitazioni, con piogge che bagneranno diffusamente il versante tirrenico e le isole maggiori, come la Sardegna e la Sicilia.

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      Non รจ un mistero che la previsione delle piogge sia spesso piรน complessa di quella termica, specie quando entrano in gioco minimi depressionari che si formano nel Mar Tirreno. Questi vortici di bassa pressione sono capaci di stazionare per giorni, scaricando quantitร  di acqua notevoli in aree ristrette. In effetti, i modelli suggeriscono che tra Martedรฌ 20 Gennaio e Venerdรฌ 23 Gennaio, ampie porzioni della Spagna e del Mediterraneo occidentale vedranno accumuli significativi. In Italia, lโ€™attenzione รจ rivolta alle regioni del Centro e del Sud, dove i contrasti tra lโ€™aria preesistente e quella in arrivo potrebbero generare temporali fuori stagione, alimentati da un mare ancora relativamente caldo che fornisce lโ€™energia necessaria.

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      Focus sulle precipitazioni

      Entrando nel dettaglio della nostra penisola, la situazione appare estremamente fluida. Il modello americano GFS evidenzia la formazione di una lacuna barica proprio attorno allโ€™Italia, un corridoio dove le perturbazioni possono infilarsi con estrema facilitร . Dobbiamo aspettarci una sequenza di giorni caratterizzati da cieli coperti e piogge intermittenti, che non risparmieranno quasi nessuna regione. Inizialmente, il Nord sarร  meno coinvolto dal punto di vista pluviometrico, ma con il passare dei giorni la situazione cambierร . La pioggia diventerร  la protagonista assoluta, specialmente lungo le coste della Toscana, del Lazio e della Campania, dove i venti di libeccio spingeranno ammassi nuvolosi carichi di umiditร .

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      Questa fase perturbata non รจ perรฒ un evento isolato, bensรฌ il preludio a una possibile interazione con il freddo che scende dal nord. Se la bassa pressione dovesse approfondirsi ulteriormente nei pressi del Golfo di Genova, potremmo assistere a un richiamo di correnti piรน fredde dalla porta della Bora, trasformando rapidamente lo scenario meteo. Le piogge, inizialmente relegate alle pianure, potrebbero iniziare a mescolarsi con la neve a quote via via piรน basse. In effetti, la distribuzione delle precipitazioni sarร  molto irregolare, con picchi davvero notevoli in alcune localitร  montuose dellโ€™appennino centro-meridionale, dove il sollevamento forzato delle masse dโ€™aria accentuerร  lโ€™intensitร  dei fenomeni. A rischio anche Sicilia, Calabria e Sardegna orientale di cui serve un approfondimento sullโ€™imminente maltempo.

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      Cโ€™รจ da dire che questa instabilitร  prolungata รจ una manna dal cielo per le riserve idriche, spesso in affanno durante i mesi invernali piรน secchi. Tuttavia, il rischio di locali criticitร  idrogeologiche rimane alto, dato che i terreni, giร  saturi per le piogge precedenti, faticano ad assorbire nuovi apporti dโ€™acqua in tempi brevi. In Sardegna, ad esempio, i modelli prevedono una serie di passaggi instabili che potrebbero portare piogge abbondanti in un lasso di tempo molto ristretto, mettendo alla prova la tenuta dei bacini locali. Insomma, la prudenza รจ dโ€™obbligo, anche perchรฉ i centri di calcolo tendono a ricalibrare lโ€™esatta posizione dei minimi di pressione a ogni aggiornamento, spostando lโ€™asse delle piogge piรน pesanti di centinaia di chilometri.

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      La questione della neve

      Passiamo ora a quello che รจ forse lโ€™aspetto piรน discusso e atteso di ogni inverno, ovvero la neve. Analizzando le proiezioni attuali, emerge un dato interessante, i modelli matematici, pur nella loro estrema precisione tecnologica, tendono spesso a sottostimare lโ€™estensione spaziale delle nevicate quando si tratta di scenari al limite. In questo contesto, le mappe evidenziano una probabilitร  crescente di neve a quote collinari tra la fine di Gennaio e lโ€™inizio di Febbraio. Guardando le temperature a 850 hPa, notiamo lโ€™arrivo della isoterma 0ยฐC che abbraccerร  gran parte del settentrione, spingendosi poi verso il centro. Con lโ€™ingresso di una -5ยฐC o addirittura di una -8ยฐC nei bassi strati, la neve potrebbe fare la sua comparsa non solo sulle Alpi, ma anche in pianura padana e nelle zone interne delle regioni centrali.

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      Le Alpi e gli Appennini sono destinati a ricevere un carico generoso di neve fresca, il che รจ unโ€™ottima notizia per il turismo invernale e per gli ecosistemi montani. Ma la vera sorpresa potrebbe arrivare dalle zone di pianura. Dobbiamo considerare che, se lโ€™aria fredda riuscirร  a ristagnare nei bassi strati, anche precipitazioni non particolarmente intense potrebbero trasformarsi in neve coreografica o addirittura in accumuli al suolo. I modelli attuali mostrano segnali promettenti per regioni come lโ€™Emilia-Romagna, le Marche e lโ€™Abruzzo, dove lโ€™interazione tra lโ€™umiditร  adriatica e il freddo continentale รจ spesso la ricetta perfetta per nevicate abbondanti fino a quote bassissime.

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      Naturalmente, รจ fondamentale ribadire che la rotta delle masse dโ€™aria fredda รจ soggetta a variazioni continue. Un piccolo spostamento dellโ€™anticiclone verso est o verso ovest puรฒ determinare se la neve cadrร  copiosa a Bologna o se si limiterร  a una pioggia gelata a Ancona. Proprio questa volatilitร  rende la previsione una sfida costante. In effetti, monitorando lโ€™evoluzione del Vortice Polare, non si puรฒ escludere che il vero evento invernale possa scivolare piรน a est, lasciando lโ€™Italia in una sorta di limbo mite e piovoso. Ma per ora, i segnali di una svolta bianca sono presenti e meritano di essere monitorati con estrema attenzione giorno dopo giorno.

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      Evoluzione termica e sbalzi di temperatura

      Un altro elemento che caratterizzerร  i prossimi dieci giorni รจ lโ€™estrema variabilitร  termica. Non passeremo direttamente dal mite al gelo, ma vivremo una serie di sbalzi che metteranno a dura prova la nostra percezione stagionale. Inizialmente, le correnti meridionali porteranno un aumento delle temperature al sud, dove si potrebbero toccare punte di 15ยฐC o 18ยฐC, valori decisamente superiori alla media del periodo. Ma si tratterร  di un fuoco di paglia. Poco dopo, lโ€™ingresso dellโ€™aria fredda da nord-est causerร  un tracollo termico verticale, con i termometri che potrebbero scendere di 10ยฐC in meno di ventiquattrโ€™ore.

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      Questi sbalzi sono tipici di una stagione invernale che prova a riconquistare il terreno perduto. In Francia e in Germania, lo scontro tra lโ€™aria mite atlantica e il freddo artico produrrร  contrasti violenti, che in Italia si tradurranno in venti di tramontana e maestrale pronti a spazzare le coste. La sensazione di freddo sarร  accentuata dal cosiddetto effetto wind-chill, ovvero il raffreddamento da vento, che farร  percepire temperature molto piรน basse di quelle reali registrate dalle stazioni meteo. Insomma, passeremo dai cappotti leggeri alle sciarpe pesanti in un batter dโ€™occhio, un dinamismo che รจ la vera essenza del clima mediterraneo durante i mesi di Gennaio e Febbraio.

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      Guardando ancora piรน avanti, verso i primi giorni di Febbraio, le proiezioni indicano una persistenza di questo regime di bassa pressione. Lโ€™alta pressione sembra destinata a rimanere lontana, rintanata in mezzo allโ€™oceano, lasciando il continente alla mercรฉ delle correnti fredde. Questo potrebbe significare un periodo prolungato di sottomedia termico per lโ€™Italia, con gelate notturne diffuse non solo al nord ma anche nelle valli del centro. รˆ un trend che va confermato, ovviamente, ma la coerenza mostrata negli ultimi giorni dai principali centri di calcolo dร  una certa soliditร  a questa ipotesi. Diciamolo, lโ€™inverno sembra intenzionato a farsi perdonare lโ€™inizio sottotono, portando sul tavolo tutti gli ingredienti tipici della stagione, dalle piogge battenti alle nevicate fino a bassa quota.

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      Credit

      • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
      • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
      • World Meteorological Organization (WMO)
      • Mรฉtรฉo-France
      • Deutscher Wetterdienst (DWD)
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      TAG:bassa pressionefreddo Italiamodelli matematicineve appenninopiogge mediterraneotemperature invernovortice polare
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