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Il ritorno della neve in Pianura Padana. Nevone su Alpi

Federico De Michelis di Federico De Michelis
27 Gen 2026 - 13:15
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) La stagione invernale, quella vera, sembra aver deciso di bussare ancora una volta con decisione alle porte dell’Italia proprio in questi giorni di Gennaio. Non è una novità che il mese di Gennaio regali colpi di scena, ma la configurazione che si sta delineando per questa Settimana ha quel sapore antico di neve d’altri tempi, almeno per alcune zone specifiche del nostro Settentrione. Diciamolo chiaramente, prevedere la Neve in Pianura Padana è sempre un esercizio di equilibrismo meteorologico, una sfida tra termodinamica e geografia che tiene col fiato sospeso non solo gli appassionati, ma anche chi deve gestire la viabilità. In effetti, tutto ruota attorno a quel magico equilibrio che chiamiamo Cuscinetto Freddo, una bolla di aria densa e pesante che si deposita nei bassi strati della valle padana, resistendo con le unghie e con i denti all’avanzata delle correnti più miti provenienti dal mare.

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Il meccanismo perfetto del cuscinetto freddo padano

Per capire cosa accadrà tra Mercoledì 28 Gennaio e Giovedì 29 Gennaio, dobbiamo guardare alla morfologia della nostra penisola. Quando l’aria fredda affluisce dai quadranti orientali o settentrionali, tende a incanalarsi nella valle, protetta dall’arco delle Alpi e dalla barriera dell’Appennino Settentrionale. È un po’ come versare dell’acqua gelata in un catino, insomma, una volta che l’aria fredda entra, non ne esce facilmente. In queste ore, le mappe mostrano un afflusso costante di correnti da nord, ovest, che stanno preparando il terreno per le prossime Precipitazioni. Il punto cruciale è la tenuta di questo strato freddo. Mentre in quota i venti inizieranno a soffiare da sud, portando aria più calda e carica di umidità, al suolo le temperature resteranno vicine allo zero, specialmente nell’estremo nord, ovest.

Non è solo una questione di freddo, ma di come questo freddo interagisce con l’umidità. Quando le perturbazioni atlantiche o mediterranee risalgono verso il nord, caricano l’atmosfera di vapore. Se il Cuscinetto Freddo è abbastanza robusto, quel vapore si trasforma in fiocchi di Neve che riescono a raggiungere il suolo senza sciogliersi. È una danza delicata. Basta un grado in più a 800 metri di quota per trasformare una splendida nevicata in una pioviggine fastidiosa. Ma i dati attuali suggeriscono che, almeno fino alle porte di Milano, la colonna d’aria terrà botta, regalando scenari imbiancati anche dove molti non se lo aspettano.

 

Precipitazioni intense e quota neve in calo

Le proiezioni dei modelli matematici per questo finale di Gennaio indicano un peggioramento piuttosto marcato. La formazione di un Ciclone sul Mar Ligure attirerà correnti instabili che andranno a impattare direttamente contro il muro d’aria fredda preesistente. Inizialmente, potremmo assistere a piogge sparse, ma con l’intensificarsi dei fenomeni, il cosiddetto raffreddamento da evaporazione giocherà un ruolo fondamentale. In pratica, la pioggia cadendo attraverso strati d’aria più secchi e freddi, sottrae calore all’ambiente, abbassando ulteriormente la temperatura. Questo processo potrebbe spingere la Neve molto più in basso rispetto a quanto indicato modelli matematici, portandola fino in pianura su gran parte del Piemonte e tratti della Lombardia occidentale, oltre che bassa pedemontana.

Ma quanta Neve cadrà davvero? Fare stime precise è come cercare di indovinare il numero di fagioli in un barattolo, ma ci proveremo basandoci sulle ultime elaborazioni. Sull’arco alpino, specialmente nei settori centro, occidentali, gli accumuli potrebbero essere davvero importanti. Parliamo di punte che supereranno agevolmente i 50 centimetri sopra i 1000 metri. In Pianura Padana, invece, la situazione sarà più variegata. Tra Torino, Novara e Vercelli si potrebbero accumulare a tratti anche 10 centimetri di manto bianco. Avvicinandoci a Milano, verso novarese, estremo ovest della provincia milanese, le quantità potrebbero oscillare sui 2-5 centimetri, a seconda di quanto intensa sarà la precipitazione nelle ore centrali di Mercoledì.

Ma a Milano città non nevicherà, semmai si osserveranno degli splatters, ovvero neve in fusione nei parabrezza delle auto.

 

Il Nord Est e la l’Appennino settentrionale

Spostandoci verso il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, la situazione si fa ancora più complessa. Qui il richiamo mite dal mare adriatico si farà sentire con più forza, cercando di scalzare il freddo presente al suolo. Tuttavia, le vallate prealpine e i settori più interni veneti potrebbero vedere episodi di neve mista a pioggia o neve bagnata, specialmente durante le fasi più acute del maltempo a quote collinari. È la classica battaglia meteorologica tra lo scirocco che spinge dal mare e la resistenza fredda che arriva dalle montagne.

L’Appennino Settentrionale, invece, si prepara a un carico di Neve degno delle migliori stagioni invernali. Qui la quota neve si attesterà inizialmente attorno ai 400 o 600 metri, nel settore ovest, quote maggiori in Romagna, specie durante i rovesci più intensi. Località come l’Abetone o il Cimone vedranno accumuli significativi, probabilmente superiori ai 40 centimetri in meno di 24 ore. Per chi ama gli sport invernali è una manna dal cielo, ma per chi deve mettersi in viaggio tra Liguria, Emilia Romagna e Toscana, la prudenza dovrà essere massima. Oltre la quota neve, avremo piogge abbondanti che interesseranno il settore costiero tirrenico e le pianure del Nord Est, con cumulati che potrebbero toccare i 40 o 60 millimetri di pioggia in breve tempo.

 

La volatilità dei modelli e la sorpresa meteorologica

C’è un aspetto che ogni meteorologo serio non deve mai dimenticare, la volatilità delle previsioni. Anche se siamo a soli due o tre giorni dall’evento, la traiettoria esatta del minimo di pressione può cambiare tutto. Spostate il centro del vortice di soli 50 chilometri verso sud e il Cuscinetto Freddo potrebbe svuotarsi, lasciando spazio solo alla pioggia. Al contrario, un minimo più profondo e stazionario potrebbe accentuare il richiamo freddo, estendendo la Neve anche a zone attualmente ritenute “al limite”.

È il bello e il cattivo tempo, verrebbe da dire. In effetti, la meteorologia moderna, pur disponendo di supercomputer potentissimi, deve ancora fare i conti con la natura caotica dell’atmosfera. Gli esperti monitorano costantemente i radiosondaggi, quegli strumenti che salgono in cielo con i palloni sonda per dirci esattamente che temperatura fa a 1500 metri. È lì che si gioca la partita decisiva. Se a quella quota avremo temperature di -2°C o -3°C, la Neve sarà assicurata, se invece saliremo sopra lo zero, dovremo accontentarci di un paesaggio grigio e bagnato.

 

Viabilità

Inutile girarci intorno, una nevicata in Pianura Padana, anche se in aree limitate, non è solo poesia, ma anche un bel grattacapo logistico. Le amministrazioni locali sono già pronte a far uscire i mezzi spargisale. Ma non è sempre facile. La Neve bagnata, tipica di queste situazioni di confine termico, è particolarmente pesante e tende a ghiacciare rapidamente se le temperature calano durante la notte. Le strade che collegano Milano a Torino o le arterie che risalgono verso i laghi saranno i punti più critici. Ma nevicherà? Altra incognita.

 

Uno sguardo verso l’inizio di Febbraio

Cosa aspettarsi dopo questa sfuriata perturbata? Le tendenze a lungo raggio suggeriscono che il Vortice Polare potrebbe subire ulteriori disturbi. Non parliamo necessariamente di uno Stratwarming catastrofico, ma di una fragilità della cella polare che potrebbe favorire nuove discese fredde verso l’Europa meridionale. Se così fosse, questo episodio di fine Gennaio non sarebbe un caso isolato, ma l’apripista per un mese di Febbraio altrettanto movimentato.

Ma restiamo coi piedi per terra, o meglio, nel fango e nella Neve di questi giorni. L’importante è seguire gli aggiornamenti ora dopo ora, perché in queste configurazioni il dettaglio fa la differenza tra un risveglio magico e una mattinata semplicemente umida. La natura, in fondo, non segue i nostri modelli alla lettera, si concede sempre quel margine di imprevedibilità che ci ricorda quanto siamo ancora piccoli di fronte ai giganti dell’aria.

 

Credit

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
  • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
  • Met Office – Servizio Meteorologico Britannico
  • Deutscher Wetterdienst (DWD) – Servizio Meteorologico Tedesco

  (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: appennino nevecuscinetto freddogennaio 2026meteo Italianeve pianurapioggia nordprevisioni inverno
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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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