
(METEOGIORNALE.IT) Quello che sta accadendo negli Stati Uniti è un fenomeno meteo estremo. Per alcuni giorni è stata in atto una vera e propria tempesta, lunga migliaia di chilometri, chiamata Nor’Easter. Avevamo fatto un approfondimento, che vi invitiamo a leggere. Ma in questo articolo scopriamo alcune analogie sorprendenti con il continente europeo.
Una premessa
Quando in Europa si verifica un’irruzione di aria artica di origine marittima, l’attenzione degli appassionati e degli esperti si concentra sui satelliti. Non è raro vedere un particolare tipo di Nube, che si origina ogni volta che una massa d’aria estremamente fredda valica un mare più caldo.
Una dinamica del tutto analoga è osservabile in questi giorni lungo la fascia oceanica adiacente alle coste orientali degli Stati Uniti. In quell’area, infatti, il recente passaggio di una profonda depressione ha favorito la discesa di aria artica dal Canada, determinando un’intensa ondata di gelo che ha coinvolto numerosi stati americani.
Alcune immagini estreme
Un fenomeno ancora più enfatizzato, basato sempre sul contrasto tra aria molto fredda e superfici d’acqua relativamente più miti, si osserva anche nella regione dei Grandi Laghi. Qui l’aria gelida scorrendo sopra le acque lacustri favorisce lo sviluppo di intense precipitazioni nevose sulle sponde sottovento.
Non è una cosa così inusuale. In gergo meteo si chiama “Lake Effect Snow” ed è responsabile di accumuli nevosi spesso eccezionali. Una delle città maggiormente esposte a tali eventi è Buffalo. Dove possono cadere anche due metri di neve nel giro di un paio di giorni. Qualcosa che da noi può capitare solo in alta montagna, sui versanti esposti, quando ci sono dei flussi molto forti.

Succede anche in Italia!
Pur con le dovute differenze di scala, dinamiche abbastanza simili possono verificarsi anche in Italia durante le irruzioni di aria artica o polare continentale provenienti da est o nord-est. In queste circostanze, il versante adriatico è quello interessato. Le nubi tipiche, disposte in filari, si formano al largo delle coste balcaniche e vengono poi trasportate verso le regioni costiere italiane.
Si verificano molto bene dal basso Veneto fino alla Puglia. Inoltre, se l’aria è sufficientemente fredda, rovesci nevosi possono arrivare fin sulle coste. Ne è stato un esempio lampante l’ondata di gelo del gennaio 2017. Ecco perché, nonostante sembrano due climi completamente diversi, Stati Uniti ed Europa possono essere comparati sotto diversi punti di vista meteo.

Credits
Global Forecast System del NOAA,
IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)
Copernicus Climate Change Service (C3S)
