
(METEOGIORNALE.IT) Negli Stati Uniti è in atto una fase meteo veramente estrema. Per chi non lo sapesse, stiamo parlando di un’irruzione di aria gelida di origine canadese che sta progressivamente scivolando verso sud-est. Non sarà una cosa da poco. Risulterà davvero una colata enorme, perché estenderà i suoi effetti fino alle regioni affacciate sul Golfo del Messico.
A livello sinottico, una configurazione di questo tipo favorisce lo sviluppo di autentiche tempeste lungo la costa orientale del Paese, area nella quale si concentrano i più forti contrasti termici tra l’aria artica continentale in discesa dalle alte latitudini e quella più mite e umida richiamata dalle zone tropicali.
Nor’easter
Si chiama proprio così. Questa nomenclatura deriva dalla direzione dei venti dominanti che investono le zone costiere, provenienti prevalentemente da nord-est e spesso accompagnati da raffiche molto intense, talvolta quasi da uragano.
La frequenza di tali sistemi depressionari aumenta sensibilmente tra la fine dell’autunno e l’inizio della primavera, periodo in cui il forte raffreddamento del Canada cozza con il caldo in risalita dal Golfo del Messico. Ma dal cuore del gelo canadese prendono origine le irruzioni artiche che, incanalate all’interno di profonde saccature guidate dalla corrente a getto polare.
Le zone più colpite
Un passaggio più interno o più marittimo del vortice, infatti, modifica la posizione delle zone di convergenza tra le masse d’aria coinvolte. Non è cosa da poco. Basti pensare che, in spazi geografici ridotti, si può assistere al rapido susseguirsi di pioggia, neve o gelicidio.
Questa elevata sensibilità rende estremamente complessa l’attività previsionale, anche a poche ore dall’evento. Oltretutto, in questi casi le aree interessate sono densamente popolate, come nel caso di città quali New York, Philadelphia o Washington. Fallire una previsione meteo che coinvolge decine di milioni di persone è ovviamente un grosso smacco!

Ma potrà mai arrivare da noi?
È una domanda che alcuni lettori ci fanno. E la risposta è un assoluto e secco no. Questo tipo di perturbazione non potrà mai valicare l’intero Atlantico. Stiamo parlando di migliaia di chilometri. Oltretutto, la massa d’acqua atlantica è per definizione più mite rispetto alle aree continentali.
Di conseguenza, qualunque tipo di perturbazione, anche la più violenta ed estrema, sugli Stati Uniti non arriverà mai in sé e per sé sul nostro Paese. Piuttosto, potrebbe far variare la traiettoria delle correnti, ma le masse d’aria che arrivano nel Mediterraneo sono comunque di stampo euro-atlantico, non americano o canadese. Le condizioni meteo dell’Italia non saranno mai determinate da quello che succede negli Stati Uniti.
