
(METEOGIORNALE.IT) Si sta accendendo il dibattito tra appassionati meteo ed esperti per capire se effettivamente il gelo siberiano possa raggiungere ancora l’Italia. Per quanto riguarda la statistica, la risposta ovviamente è sì. Anche se sono cambiate tante cose rispetto a un tempo. In questo nostro approfondimento cerchiamo di capire le reali possibilità dell’arrivo di gelo siberiano in Italia e se è lecito aspettarsi ancora delle occasioni di freddo estremo.
Cosa è cambiato negli ultimi inverni?
Fermo restando che, al di là di questo periodo molto freddo, la mitigazione invernale è sotto gli occhi di tutti, andiamo a vedere cosa sta succedendo alle altissime latitudini. Non solo c’è stato un riscaldamento, ma pure più forte rispetto all’Italia, ovviamente in rapporto alle anomalie del loco.
Può sembrare insignificante, ma i 30 gradi sotto zero non esistono quasi più nemmeno nella zona di Mosca. Basti pensare che ma anche lì scendono con difficoltà sotto i -15. Sembrano temperature polari, ma una differenza simile comporta delle conseguenze non irrilevanti.

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Che conseguenze ci sono
La risposta è semplice. L’aria che parte da quelle latitudini arriva verso di noi, prima o poi ovviamente si riscalda. Quindi, se parte con 25 gradi sotto zero può arrivare ancora molto fredda da noi, magari con -5/-10. Se però dovesse partire con -15°C può incredibilmente giungere in Italia con temperature superiori o prossime allo zero. E quindi non permettere più condizioni meteo nevose a basse quote. Si creerebbe comunque un bel cuscino freddo, ma potrebbe risultare rapidamente eroso dalle correnti miti.

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Le grandi manovre del gelo
Il freddo siberiano fa da sempre parte del clima europeo, anche se in maniera molto occasionale. Non è facile che tale tipo di aria arrivi direttamente da noi. C’è una configurazione meteo particolare che si chiama Ponte di Wejkoff.
Durante la stagione fredda, gli anticicloni vengono quasi sempre associati a sole e mitezza fuori stagione. Ma attenzione. In alcune configurazioni, possono anche facilitare il flusso di aria fredda proveniente dalla Siberia verso il continente. È il caso di queste manovre.
Come detto, è importante la posizione dell’Anticiclone delle Azzorre, il quale si sposta verso nord e crea un corridoio che permette alle correnti gelide di penetrare nel cuore dell’Europa. Ne consegue che, paradossalmente, un buon anticiclone alle latitudini molto alte può giocare addirittura in nostro favore. Per dirla tutta. L’alta pressione non impedisce l’arrivo del gelo, ma semplicemente lo veicola verso altri lidi.
Scenari invernali?
È stato chiaro che questa prima metà di gennaio ci sono state davvero tante occasioni per temperature al di sotto delle medie. Ciò non toglie che nessuno ci consente o vieta l’arrivo di nuove ondate di gelo nel mese di febbraio. Dobbiamo però avvertire che, anche un tempo, quando non c’era il riscaldamento globale in atto, il gelo siberiano era molto raro.
Ma quando capitava, le masse d’aria gelida che attraversavano il continente portavano con sé ondate di freddo estremo della durata di giorni. Sarà così anche nel 2026? Ormai siamo a metà inverno, bisogna capire se entro la fine di febbraio ci siano le probabilità per l’arrivo di masse d’aria siberiane. Le probabilità risultano poche. Ma non possiamo escluderle al 100%. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo per capire l’evoluzione del tempo nei prossimi periodi.
Credits
Global Forecast System del NOAA,
IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)
Copernicus Climate Change Service (C3S)
