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GELO dalla SIBERIA: può ancora arrivare in Italia, ma non con gli effetti di una volta

Davide Santini di Davide Santini
11 Gen 2026 - 12:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Si sta accendendo il dibattito tra appassionati meteo ed esperti per capire se effettivamente il gelo siberiano possa raggiungere ancora l’Italia. Per quanto riguarda la statistica, la risposta ovviamente è sì. Anche se sono cambiate tante cose rispetto a un tempo. In questo nostro approfondimento cerchiamo di capire le reali possibilità dell’arrivo di gelo siberiano in Italia e se è lecito aspettarsi ancora delle occasioni di freddo estremo.

 

Cosa è cambiato negli ultimi inverni?

Fermo restando che, al di là di questo periodo molto freddo, la mitigazione invernale è sotto gli occhi di tutti, andiamo a vedere cosa sta succedendo alle altissime latitudini. Non solo c’è stato un riscaldamento, ma pure più forte rispetto all’Italia, ovviamente in rapporto alle anomalie del loco.

 

Può sembrare insignificante, ma i 30 gradi sotto zero non esistono quasi più nemmeno nella zona di Mosca. Basti pensare che ma anche lì scendono con difficoltà sotto i -15. Sembrano temperature polari, ma una differenza simile comporta delle conseguenze non irrilevanti.

 

Sarà sempre possibile avere ondate di gelo siberiano, ma diventeranno veramente molto rare e dureranno di meno rispetto a un tempo.ID 22673974 ©
Snezhok | Dreamstime.com

 

Che conseguenze ci sono

La risposta è semplice. L’aria che parte da quelle latitudini arriva verso di noi, prima o poi ovviamente si riscalda. Quindi, se parte con 25 gradi sotto zero può arrivare ancora molto fredda da noi, magari con -5/-10. Se però dovesse partire con -15°C può incredibilmente giungere in Italia con temperature superiori o prossime allo zero. E quindi non permettere più condizioni meteo nevose a basse quote. Si creerebbe comunque un bel cuscino freddo, ma potrebbe risultare rapidamente eroso dalle correnti miti.

 

La zona di Mosca registra ancora temperature freddissime, ma meno estreme rispetto a un tempo. Ne consegue che l’aria che arriva fino da noi, oltre a essere meno rigida, si scalda di più rispetto a qualche decennio fa.
ID 49543279 ©
Natallia Khlapushyna | Dreamstime.com

 

Le grandi manovre del gelo

Il freddo siberiano fa da sempre parte del clima europeo, anche se in maniera molto occasionale. Non è facile che tale tipo di aria arrivi direttamente da noi. C’è una configurazione meteo particolare che si chiama Ponte di Wejkoff.

 

Durante la stagione fredda, gli anticicloni vengono quasi sempre associati a sole e mitezza fuori stagione. Ma attenzione. In alcune configurazioni, possono anche facilitare il flusso di aria fredda proveniente dalla Siberia verso il continente. È il caso di queste manovre.

 

Come detto, è importante la posizione dell’Anticiclone delle Azzorre, il quale si sposta verso nord e crea un corridoio che permette alle correnti gelide di penetrare nel cuore dell’Europa. Ne consegue che, paradossalmente, un buon anticiclone alle latitudini molto alte può giocare addirittura in nostro favore. Per dirla tutta. L’alta pressione non impedisce l’arrivo del gelo, ma semplicemente lo veicola verso altri lidi.

 

Scenari invernali?

È stato chiaro che questa prima metà di gennaio ci sono state davvero tante occasioni per temperature al di sotto delle medie. Ciò non toglie che nessuno ci consente o vieta l’arrivo di nuove ondate di gelo nel mese di febbraio. Dobbiamo però avvertire che, anche un tempo, quando non c’era il riscaldamento globale in atto, il gelo siberiano era molto raro.

 

Ma quando capitava, le masse d’aria gelida che attraversavano il continente portavano con sé ondate di freddo estremo della durata di giorni. Sarà così anche nel 2026? Ormai siamo a metà inverno, bisogna capire se entro la fine di febbraio ci siano le probabilità per l’arrivo di masse d’aria siberiane. Le probabilità risultano poche. Ma non possiamo escluderle al 100%. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo per capire l’evoluzione del tempo nei prossimi periodi.

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: anticiclone delle Azzorrearia siberianacambiamento climaticoclima europeofebbraiofreddo estremogelo siberianoinvernoItaliameteoneveondate di geloponte di Wejkoffprevisioni meteoriscaldamento globalescenari invernalitemperature invernali
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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