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Febbraio 2026 e il precedente del 2012: ipotesi GELO siberiano

Quali sono gli elementi in comune

Ivan Gaddari di Ivan Gaddari
08 Gen 2026 - 18:50
in A Scelta dalla Redazione, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Sono passati 14 anni. Tanti, forse troppi, dipende dai punti di vista. Quel che è certo, al momento, è che abbiamo 3 settimane di Gennaio e che, vuoi o non vuoi, si riveleranno fondamentali per le condizioni meteo climatiche del mese successivo

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All’epoca si arrivava da un Gennaio così così, eppure anche allora c’erano dei segnali atmosferici che suggerivano enormi potenzialità invernali. Erano ovviamente segnali provenienti dal Vortice Polare, che prima di quell’incredibile escalation di gelo e neve mostrò delle criticità importanti.

 

Ma è bene soffermarsi un momento sugli accadimenti di quel periodo. Ci fu, è vero, un importante riscaldamento stratosferico ma al contrario di quel che si possa pensare non produsse una rottura del Vortice Polare. Si trattò di un riscaldamento particolarmente intenso, al punto tale che costrinse il Vortice Polare a cambiare morfologia ma soprattutto a spostarsi dalla propria sede di appartenenza.

 

Lo sviluppo di un’ampia struttura anticiclonica ad alte latitudini scatenò lo scivolamento di una massa d’aria gelida verso sud. Contestualmente osservammo l’Alta delle Azzorre spingersi verso nord, determinando un imponente blocco della circolazione atlantica. A quel punto ecco che l’aria gelida riuscì ad insinuarsi al di sotto del possente blocco anticiclonico, raggiungendo a più riprese il Mediterraneo centrale.

 

Il risultato fu quello che tutti conosciamo: gelo e neve a palate. Ciò che passò alla storia fu l’incredibile quantità di neve che cadde a bassissima quota in svariate zone d’Italia, in particolare lungo la dorsale appenninica.

 

A questo punto vi starete chiedendo: che c’entra tutto ciò con quello che stiamo osservando? Beh, c’è sicuramente qualche analogia. Anzi, a ben vedere quest’anno abbiamo un elemento in più da considerare, ovvero la cronica debolezza del Vortice Polare e una troposfera che continua a mostrarsi particolarmente vivace.

 

Attorno a metà Gennaio, infatti, è atteso un nuovo, importante riscaldamento stratosferico i cui effetti andranno valutati tra qualche giorno. Potrebbe accadere davvero di tutto: dall’indebolimento del Vortice Polare all’eventuale “split”, con conseguente improvvisa svolta verso il gelo.

 

Le tempistiche potrebbero condurci verso fine mese, diciamo grosso modo verso i giorni della merla. Potrebbe trattarsi di una manovra preparatoria per una prima metà di Febbraio d’altri tempi e in tal senso alcune autorevoli proiezioni modellistiche ci mostrano effettivamente dinamiche invernali importanti.

 

Prima, giusto evidenziarlo, il tempo sarà tutt’altro che stabile. Potrebbero esserci altre irruzioni artiche, o comunque incursioni fredde di matrice polare. Se così fosse Gennaio confermerebbe il freddo e Febbraio potrebbe proseguire in quella direzione, esacerbando ulteriormente i toni di un Inverno che si prospetta alquanto interessante. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: analogie meteoconfronto climaticofebbraio 2012Febbraio 2026freddo intensogelo siberianoinverno estremoondata di geloprevisioni meteoscenario invernale
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Ivan Gaddari

Ivan Gaddari

La laurea in discipline ambientali conseguita nel 2003 col massimo dei voti mi ha consentito di approfondire la materia meteorologica e i concetti più rilevanti di fisica dell'atmosfera. Dal 2004 collaboratore del Meteo Giornale, collaborazione che mi ha consentito di approfondire ulteriormente la materia meteorologica e agrometeorologica. Tutt'oggi editore del Meteo Giornale.

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