
(METEOGIORNALE.IT) Vi è un elemento di fondo che sta caratterizzando questa stagione invernale da inizio corso, ma a dire il vero già per tutto l’autunno: una vivace attività della Circolazione di Brewer-Dobson, ovvero del meccanismo circolatorio che trasporta Ozono dai settori equatoriali verso il Polo.
In corrispondenza delle aree equatoriali, dove i raggi solari agiscono in maniera più intensa e diretta e, dunque, dove la convenzione è più esasperata, attraverso l’intrusione di onde planetarie verso la Stratosfera, aria calda carica di ossigeno sale in alto e, raggiungendo appunto la Stratosfera, si scontra con la forte radiazione UV, che scinde le molecole di Ossigeno (O2) in atomi di ossigeno (O), i quali poi si legano a altre molecole di ossigeno (O2) formando l’ozono (O3).
L’ozono così formatosi sulla Stratosfera equatoriale, viene trasportato dai venti stratosferici verso i poli e lì, intrappolato nell’intensa circolazione vorticosa del Vortice Polare, tende a concentrarsi, appunto, nella Stratosfera polare.
Se questo meccanismo di trasporto, la cosiddetta Circolazione di Brewer-Dobson, si mostra particolarmente attivo o vivace, come il caso di quest’anno, la quantità di ozono verso i Poli, per il nostro emisfero, il Polo Nord, risulta particolarmente elevata. E, difatti, come mostra anche il rilievo ( sotto) del centro di calcolo europeo ECMWF, i livelli di ozono su parte della Stratosfera polare sono da fondo scala, quindi particolarmente elevati.

L’ozono assorbe una parte significativa delle radiazioni ultraviolette (UV) solari, trasformando quell’energia in calore, processo che ne causa la dissociazione e rigenerazione, mantenendo elevata la temperatura in questa fascia atmosferica.
Sappiamo che riscaldamenti stratosferici sulla verticale polare, costituiscono un disturbo all’azione vorticosa e particolarmente chiusa del VPS stesso. Per quanto il vortice si stia difendendo bene, evitando sino a ora particolari suoi sconquassi, l’insidia di “Warmings” constanti ne sta compromettendo una particolare performance, tant’è che in questa prima parte di inverno, anche l’Europa e naturalmente gli States, ma anche diverse aree asiatiche, stanno vedendo importanti azioni fredde come non si son viste da anni, specie in Europa, e ciò, oltre che per dinamiche tutte troposferiche, anche per un certo “favore” offerto proprio da un Vortice Polare non in perfetta salute.
Dunque, un Vortice Polare Stratosferico in questa stagione inverale 2025/2026 costantemente disturbato che sta ancora in piedi, nel senso che non mostra cenni di forte destrutturazione o di split, ma che prossimamente potrebbe essere ancora una volta messo a dura prova.
Nell’immagine di copertina, è rilevata l’ultima simulazione barica del centro di calcolo europeo ECMWF in media-bassa Stratosfera, più o meno per inizio terza decade di Gennaio. E’ bene evidente a quelle quote Strato, come il VP abbia un cenno addirittura di Split, con l’intrusone di onda di blocco verso il cuore del Circolo Polare, tra Groenlandia e Mare del Nord, e con due lobi polari, uno sul Canada, l’altro verso la Russia europea.
Una dinamica che potrebbe modulare con buona probabilità anche l’azione del getto troposferico e che, stando a questo prospetto, favorirebbe un bel blocco alla circolazione atlantica nonchè, di converso, l’avvento di altra aria fredda continentale verso l’Italia e il Mediterraneo centrale.
Con buona probabilità l’azione troposferica potrebbe avere una latenza di qualche giorno, rispetto a quella in Strato, dunque possibili scenari di nuova circolazione fredda verso il Bel Paese, andrebbero inquadrati dal 25/26 gennaio circa, giorno prima o dopo, e poi verso i giorni della merla, quindi di fine gennaio.
Evoluzione probabilistica che, a quella distanza, ha una percentuale da considerare ma, al momento, non elevata, tuttavia ci sarebbero tutti i presupposti affinchè verso il nostro bacino possano tornare configurazioni di tipo freddo.
Questo, dopo che, nel frattempo, il contesto circolatorio assumerebbe dapprima una componente più stabile, per moderata alta pressione, poi via via decisamente più instabile da metà mese circa al Centro Nord, dal 17/18 gennaio al Sud, quindi dopo una fase piuttosto piovosa e più mite in via generale per tutti fino al 23/24 gennaio circa. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).
