
(METEOGIORNALE.IT) Basta un’occhiata distratta alle mappe sinottiche per sentire un brivido correre lungo la schiena, diciamolo pure. Non stiamo parlando del solito freddo invernale a cui siamo abituati alle nostre latitudini, ma di un vero e proprio schiaffo gelido che sta paralizzando il Grande Nord. La situazione che si è venuta a creare venerdì 9 Gennaio 2026 è di quelle che fanno storia, o quantomeno, che fanno battere i denti solo a leggerne i dati. Una vasta area colorata di viola intenso, quasi nero, ha inghiottito la Scandinavia, portando i termometri a precipitare verso abissi che raramente si toccano con tale estensione geografica.
In effetti, sembra che il Vortice Polare abbia deciso di scaricare tutta la sua potenza proprio lì, senza sconti per nessuno.
Il cuore del gelo tra Finlandia e Norvegia
Se ci concentriamo sui dati registrati alle ore 13:00 UTC, la situazione appare in tutta la sua crudezza. È la Finlandia a detenere, per ora, lo scettro del gelo più estremo. Prendete la stazione di Salla Naruska: il termometro si è fermato, se così si può dire, a ben -42.3°C. Una cifra che fa impressione, soprattutto se si pensa che è stata rilevata in pieno giorno, quando teoricamente l’irraggiamento solare, per quanto debole a quelle latitudini in Gennaio, dovrebbe mitigare un minimo la morsa del gelo.
Non va meglio poco distante, all’aeroporto di Kittila, dove si registrano -41.7°C, o a Sodankyla, che segna un tondo -40.0°C. Insomma, uscire di casa non è esattamente una passeggiata di salute. Spostandoci verso ovest, la Norvegia risponde con valori altrettanto proibitivi. A Karasjok, una località che spesso finisce nelle cronache meteo per i suoi estremi, la colonnina di mercurio è scesa fino a -41.4°C, seguita a ruota da Kautokeino con -40.5°C.
È interessante notare come il freddo non sia isolato a poche vallate, fenomeno tipico delle inversioni termiche, ma sia distribuito su una scala vastissima.
Anche la Svezia nella morsa del ghiaccio
Non crediate che la Svezia sia stata risparmiata. Tutt’altro. Anche se i valori sono leggermente “più alti”, si fa per dire, rispetto ai vicini finlandesi, il gelo morde con ferocia anche qui. A Pajala A, nel nord del Paese, si sono toccati i -38.8°C, mentre a Karesuando il freddo si è attestato sui -38.3°C.
Quello che colpisce osservando la mappa termica è l’uniformità del fenomeno. Dal Circolo Polare Artico in su, è tutto un susseguirsi di valori sotto i -30°C, con punte diffuse che sfiorano i -40°C. Persino località come Nikkaluokta, famosa per essere una delle porte d’accesso alle montagne più alte della Svezia, registra un “tiepido” -36.0°C.
Questa ondata di freddo pellicolare, che si deposita nei bassi strati e lì rimane intrappolata, è la firma inconfondibile dell’inverno boreale quando decide di fare sul serio. Non c’è vento che tenga, o meglio, quando il vento cessa e i cieli si rasserenano durante la lunga notte polare, il calore della terra fugge via verso lo spazio, lasciando dietro di sé un paesaggio cristallizzato, immobile, quasi alieno. E noi, da quaggiù, guardiamo questi numeri con un misto di fascino e terrore, ben contenti forse di dover sopportare solo un po’ di pioggia e qualche grado sopra lo zero. (METEOGIORNALE.IT)

