Dal ciclone di Natale e Santo Stefano al gelo e alla neve di Capodanno
Finale di Dicembre più estremo che mai. Ciclone natalizio per quattro giorni consecutivi, tanta pioggia e neve in montagna. A fine mese rischio gelo e neve per un Capodanno coi fiocchi.
- Dal ciclone al gelo, due periodi da analizzare
- Ciclone bloccato nel Mediterraneo fino a Santo Stefano
- Dal ponte di Woeikoff ecco il gelo di Capodanno
È ormai chiaro che andiamo incontro a un finale di Dicembre più turbolento e dinamico che mai. Dopo una settimana di alta pressione, che aveva risvegliato vecchi fantasmi di un inverno monotono e privo di pioggia o neve, la situazione si sta rapidamente vivacizzando grazie a un clamoroso indebolimento del vortice polare. Da questo scombussolamento sul Polo Nord ne verrà fuori una settimana di Natale piena di maltempo e un potenziale Capodanno con gelo e neve.
Insomma, l’Inverno sta per svegliarsi e potrebbe premere improvvisamente sull’acceleratore, mostrando tutto ciò che la stagione può proporre nel Mediterraneo: piogge, freddo e, in conclusione, anche neve a bassa quota. Ma occorre procedere per step e capire nel dettaglio cosa potrebbe davvero succedere in questo finale di dicembre.
Dal ciclone al gelo, due periodi da analizzare
Tracciamo due periodi ben distinti: 22–26 dicembre e 28–31 dicembre.
Nel primo, l’Italia sarà alle prese con un ciclone insidioso proveniente dalla Groenlandia, che stazionerà per parecchi giorni nel Mediterraneo. Questo ciclone dispenserà piogge a più riprese, soprattutto sul Nord-Ovest e al Centro-Sud, mentre la neve scenderà essenzialmente in montagna. Del resto, con masse d’aria provenienti dalla Groenlandia, ovvero di origine polare-marittima, più di questo non può accadere.
La neve a bassissima quota o in pianura è prerogativa delle masse fredde di matrice artica o artico-continentale, ovvero quelle provenienti dalla Scandinavia o dalla Russia, che risultano ben più fredde rispetto a quelle oceaniche.
Dove cadrà più neve tra Natale e Santo Stefano
Quantomeno la neve in montagna è assicurata, specie su Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, dove di neve ne cadrà davvero tanta, soprattutto tra 22 e 24 dicembre.
Sono previsti:
- Accumuli totali superiori a un metro tra Alpi Cozie e Alpi Marittime
- 20–40 cm su Alpi valdostane, Alto Piemonte e Alta Lombardia
Pian piano la neve conquisterà anche l’Appennino centro-settentrionale, almeno a partire dai 1200–1400 metri di altitudine: una vera boccata d’ossigeno dopo le temperature miti dei giorni scorsi in alta quota.
Ciclone bloccato nel Mediterraneo fino a Santo Stefano
La Vigilia, Natale e Santo Stefano saranno tre giornate col maltempo dietro l’angolo, perché il ciclone faticherà ad andar via dal Mediterraneo. Questo risulterà letteralmente ingabbiato, a causa della presenza di un lungo ponte di alta pressione, il cosiddetto ponte di Woeikoff, che circumnavigherà l’Europa dall’Atlantico alla Scandinavia.
Questo campo di alta pressione così esteso:
- Annullerà le correnti occidentali atlantiche
- Impedirà alla perturbazione mediterranea di essere spazzata via rapidamente
Di conseguenza, la perturbazione andrà pian piano colmandosi nel Mediterraneo, persistendo per giorni, almeno fino a Santo Stefano, producendo tante piogge in pianura e nevicate in montagna.
Dal ponte di Woeikoff ecco il gelo di Capodanno
Il ponte di Woeikoff menzionato poc’anzi potrebbe avere un ruolo fondamentale anche nel finale di dicembre e a Capodanno. Nel periodo compreso tra 28 e 31 dicembre, l’aria gelida russo-siberiana potrebbe raggiungere l’Europa, a cominciare da Lapponia, Russia e Ucraina.
La presenza di questo ponte di alta pressione faciliterà la discesa del gelo da est verso ovest, aumentando sensibilmente le chance di irruzioni molto fredde, con neve potenzialmente a bassissima quota, anche in Italia.
Entro Capodanno, il gelo potrebbe seriamente puntare il nostro Stivale, generando un cospicuo calo delle temperature e potenziali nevicate in pianura o sulle coste. Le regioni adriatiche e il Sud potrebbero esserne il bersaglio principale, ma per ora parliamo di tendenze a lungo termine, ancora complesse e tutte da confermare.
Fonti e riferimenti scientifici:
- ECMWF (Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine): https://www.ecmwf.int
- NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): https://www.noaa.gov
