• Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings
domenica, 10 Maggio 2026
METEO GIORNALE
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
Meteo Giornale
Home A Scelta dalla Redazione

Irruzione fredda artica: minacce sempre più serie. Ultimissime con i giorni più a rischio

Antonio Iannella di Antonio Iannella
24 Dic 2025 - 18:30
in A Scelta dalla Redazione, Meteo News
A A
Share on FacebookShare on Twitter

 

LEGGI ANCHE

Oltre 30 gradi ad inizio settimana, poi temperature ovunque in picchiata

Altre piogge anomale in arrivo e anche la neve, maggio pronto a stupirci

(METEOGIORNALE.IT) Aumentano sempre più le possibilità (attualmente 55/60 %) che il continente europeo, dopo un assaggio invernale su alcuni settori centrali in queste ore e poi in quelle occidentali nelle prossime, possa vedere una più sostanziosa fase fredda tra gli ultimi giorni dell’anno e la prima settimana del 2026. I modelli matematici di tutti i centri mondiali di calcolo hanno grosso modo inquadrato una sempre più verosimile azione fredda per la fase citata.

A destare una apprezzabile perplessità, come è anche giusto che sia a una distanza di 6/7 giorni ancora sono, piuttosto, la possibile traiettoria prevalente dell’aria fredda e, quindi, l’individuazione delle aree potenzialmente più coinvolte nella discesa di aria artica e in contesti invernali.

 

A grandi linee, le dinamiche simulate indicano la realizzazione della giusta configurazione meridiana fredda a partire dal 31 dicembre/Capodanno e poi per il corso dell’intera prima settimana del nuovo anno.

Dunque, da quelle date, l’alta pressione assumerebbe una posizione tale da facilitare una repentina discesa dell’area artica verso le basse latitudini. In una disamina precedente, sempre riferita all’ipotetica fase fredda tra fine anno e inizio gennaio, si erano rilevati tendenziali dati index AO e NAO, rispettivamente rappresentanti la forza del vortice Polare e la tensione zonale a scala euro atlantica, viranti da condizioni negative verso neutralità, ma con qualche cenno anche a una certa positività.

 

Abbiamo, in quella sede, rilevato anche, che se i due indici si fossero indirizzati, come qualche ipotesi proponeva (corsa di controllo) verso troppa positività, magari si sarebbe potuto correre il rischio di una eccessiva invadenza anticiclonica e di una deviazione a Est del flusso freddo con soltanto sfioramento delle aree italiane.

Abbiamo altresì evidenziato, però, che il dato tendenziale medio fosse comunque per una prevalente neutralità dei due indici, con favori per una discesa artica più centrale verso il bacino del Mediterraneo e, pertanto, più diretta verso l’Italia.

Ebbene, una valutazione ultima dei due indici aggiornati, immagine sopra, oltre a confermare un loro tendenziale medio da negativo verso neutralità (linea verde immagine sopra), mette in rilievo una ipotesi di loro reiterata negatività (espressa dalla corsa di controllo, linea blu medesima immagine) e non più, come nell’aggiornamento precedente, con sforamenti positivi.

Da questa evidenza ultimissima, traspare un Vortice Polare che continuerebbe a essere piuttosto debole e altrettanto debole continuerebbe a essere anche la tensione zonale a scala euro-atlantica.

 

Questo dato deporrebbe sempre per un blocco alla circolazione oceanica, ma con l’alta più strutturata a Ovest e, invece, più vulnerabile in corrispondenza dei settori centrali europei, per cui si affaccia l’ipotesi che eventuali discese fredde, anziché sbilanciarsi di più a Est, possano trafiggere letteralmente l’Europa centrale e poi il Mediterraneo con possibile abbondante sforamento addirittura a Ovest del  nostro bacino e anche del continente.

Sarebbe, questo, un quadro evolutivo ancora più intrigante in chiave invernale e a scala generale Italia, poiché comporterebbe la discesa di nuclei freddi ben strutturati a tutte le quote e, soprattutto, dilaganti verso un po’ tutta l’Europa, Mediterraneo compreso e anche nella sua parte occidentale.

 

Anzi, l’area mediterraneo potrebbe essere la fucina ciclonica al suolo, per via di uno scorrimento sostanzioso di aria fredda verso i settori centrali del continente, suo sconfinamento verso Ovest, Spagna e poi rientro della medesima aria fredda, anche in seno a correnti occidentali di ritorno, verso il Mediterraneo centrale, ad alimentare minimi barici al suolo mediamente proprio a ridosso dell’Italia.

Sarebbe, poi, la collocazione dei minimi al suolo a modulare la penetrazione dell’aria fredda sui vari settori italiani, pertanto la consistenza fredda per Nord, Centro e Sud sarebbe indefinibile fino a 2/3 giorni dagli eventi.

 

In sintesi, da questo aggiornamento dei due indici, si propone uno scenario invernale interessante con rischio minore che l’azione instabile a carattere freddo possa fallire per l’Italia, per via di suoi scivolamenti a Est, e, anzi, con possibilità che possa divenire anche piuttosto duratura.

Unico elemento da considerare, con le ultime dinamiche rappresentate dai modelli, possibili fasi di richiamo più mite per le aree meridionali, qualora i minimi al suolo operassero temporaneamente più a Ovest o più alti, con quota neve che potrebbe più oscillare e porsi un po’ più altina, rispetto al resto d’Italia, per qualche fase sulle regioni meridionali, ma solo in via di ipotesi.

 

Tuttavia, con queste medesime dinamiche, sarebbe proprio il Centrosud a vedere l’instabilità più ricorrente e più significativa. Da rilevare sempre che si tratta di dinamiche work in progress, non affatto definitive e che tanto sarebbe da vagliare e rettificare ancora nel corso dei prossimi aggiornamenti.

Il range temporale ultimo nel quale si collocherebbe l’azione più schiettamente invernale andrebbe dal 2/3 al 6/7 Gennaio, anche se primi movimenti freddi potrebbero iniziare dal 31/Capodanno. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF). (METEOGIORNALE.IT)

Seguici su Google News
CondividiTweetInvia
Articolo precedente

La regola dell’INVERNO funziona sempre. O quasi

Prossimo articolo

Cosa emerge per FEBBRAIO 2026: tendenze Meteo e possibili eventi estremi

Antonio Iannella

Antonio Iannella

Prossimo articolo

Cosa emerge per FEBBRAIO 2026: tendenze Meteo e possibili eventi estremi

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.