Weekend dal meteo straordinario. Che cosa intendiamo con questo aggettivo? Tra sabato 13 e domenica 14 saremo sotto la cupola di un vasto e robusto campo di alta pressione, destinato a essere un dominatore assoluto. Ricordiamo che, a livello sinottico è davvero preoccupante come situazione, ma al piano i suoi effetti non saranno affatto omogenei.
Anticipiamo che da un lato ritroveremo condizioni caratterizzate da un clima davvero troppo mite mite, dall’altro emergeranno scenari piuttosto invernali, con nebbie dense e persistenti che renderanno l’atmosfera grigia e quasi immobile. Ma vediamo ulteriori dettagli.
La situazione di blocco
La presenza dell’anticiclone, in questo caso alimentato da correnti calde di origine africana, è sempre di più una costante. Si tratta di un vero e proprio “blocco” atmosferico, il quale impedirà tanto alle perturbazioni atlantiche quanto alle discese di aria fredda polare di raggiungere la Penisola.
Si tratta pertanto di uno scenario stabile che, secondo gli attuali aggiornamenti, rimarrà immutato per tutto il weekend. Un clima davvero primaverile nelle regioni baciate dal sole. Ed eccezionale in quanto è tutt’altro che invernale e abbraccia un’area di centinaia di migliaia di kmq!

Le zone più calde
Per quanto riguarda le aree che beneficeranno maggiormente di questa configurazione, le previsioni indicano cieli prevalentemente sereni o, al massimo, leggermente velati sulle regioni del Centro-Sud, sulle isole maggiori e lungo l’arco alpino.
Proprio in queste zone, come è tipico in questo periodo dell’anno, si percepirà in modo netto l’anomalia termica attesa. Nonostante il calendario dica che siamo ormai nel pieno dell’inverno, le temperature massime raggiungeranno indici della primavera.
Basti pensare che città come Perugia, Firenze, Roma o Napoli vedranno le colonnine di mercurio salire fino a 14-16 gradi durante il pomeriggio, mentre in Sicilia e Sardegna si potranno sfiorare, e in alcuni casi raggiungere, i 20. Ma soprattutto alcune zone alpine dove aveva nevicato parecchio adesso supereranno i dieci gradi.
Ma c’è l’eccezione
L’alta pressione, infatti, porta con sé un rovescio della medaglia, ben noto specialmente a chi vive nelle regioni settentrionali. La formazione di nebbie fitte, favorite dalla totale assenza di vento. Le aree più esposte saranno ancora una volta le pianure del Nord, in particolare la bassa Lombardia, l’Emilia-Romagna e il Veneto meridionale, dove la visibilità potrebbe risultare fortemente ridotta sia nelle ore notturne sia nelle prime fasi della mattinata. Ma potrebbero addirittura persistere per l’intero giorno.
Nelle aree interessate dalla nebbia, le temperature massime rimarranno sensibilmente inferiori rispetto ai valori sopra media previsti altrove e, come spesso accade in presenza di anticicloni persistenti, la qualità dell’aria tenderà a peggiorare in modo evidente, con accumulo di inquinanti nei bassi strati.
A quando un cambiamento?
È possibile che un veloce fronte arrivi nella giornata di martedì 16 e in parte mercoledì 17. I modelli fiutano questa opzione. Ma si tratterebbe comunque di una fase di maltempo piuttosto rapida e non cambierebbe tanto la situazione. Il pattern meteo rimarrebbe lo stesso fortemente anomalo.

Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE
