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NEVE in Italia: è più probabile con l’Artico o col GELO siberiano? La risposta

Vediamo cosa succede in entrambi i casi

Ivan Gaddari di Ivan Gaddari
08 Dic 2025 - 13:30
in A Scelta dalla Redazione, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Spesse volte ci si interroga se sia più facile che nevichi in presenza di aria fredda proveniente dal Circolo Polare Artico o con l’arrivo del gelo siberiano. Entrambe le soluzioni rappresenterebbero un’anomalia meteo climatica, perlomeno sulle nostre regioni. D’altronde abbiamo già avuto modo di renderci conto che le irruzioni artiche sono capaci di far precipitare le temperature su valori nettamente inferiori alle medie stagionali. E’ accaduto nell’ultima decade di Novembre

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Chiaro che se al posto del freddo artico dovesse arrivare l’aria gelida continentale le anomalie negative sarebbero molto più forti. Ed è per questo che una circolazione di quel tipo non si verifica frequentemente. Ed è per questo motivo che l’aria gelida siberiana rappresenta a tutti gli effetti un vero e proprio evento invernale. Non la regola, bensì l’eccezione.

 

E’ molto più frequente la prima soluzione, ovvero l’Artico, ragion per cui è molto più semplice veder nevicare in presenza di un’irruzione proveniente da nord. Ma per poter far sì che ciò accada come ben saprete abbiamo necessità degli scambi meridiani, indotti solitamente dall’indebolimento del Vortice Polare.

 

C’è anche un altro aspetto da considerare, ovvero la natura del freddo. Solitamente le irruzioni artiche arrivano in Italia con un certo grado di umidità, soprattutto allorquando avviene il transito sull’Oceano Atlantico. Poi c’è il Mediterraneo, capace di fornirne ancora. Ed ecco quindi che spesse volte registriamo peggioramenti di un certo spessore, capaci di portarci neve a bassa quota.

 

Per quel che concerne la distribuzione dei fenomeni dipende dal tipo di risposta dei nostri mari, quindi dal posizionamento delle strutture cicloniche secondarie. In linea generale vengono coinvolti maggiormente i settori occidentali, quindi Nordovest, tirreniche e Sardegna.

 

Ora passiamo al gelo siberiano. Come detto non è affatto frequente, per far sì che si spinga in Europa è necessario che l’Anticiclone Russo-Siberiano si espanda verso ovest. Non accada spesso, tant’è che quando accade si tratta di un vero e proprio evento invernale. Ma può succedere e chissà che quest’anno non sia la volta buona.

 

Stiamo parlando di aria gelida, definita continentale perché arriva da aree continentali senza transiti su specchi d’acqua. E’ pesantissima, ricordiamoci infatti che l’aria fredda – in questo caso gelida – pesa di più. Ciò significa che si propaga rapidamente nei bassi strati, facendo crollare le temperature.

 

Tuttavia è anche più secca, quindi per far sì che possa generare nevicate è necessaria la risposta del Mediterraneo. Che può avvenire attivando rovesci di neve sulle adriatiche, oppure nevicate diffuse in presenza di minimi ciclonici collocabili tra il Tirreno meridionale, lo Ionio e il Mar Egeo.

 

Quindi, per chiudere, è molto più semplice che la neve cada col freddo artico, ma a quote più alte. Mentre col gelo siberiano è più difficile, ma quando capita ecco che la neve è capace di spingersi in pianure e aree costiere. (METEOGIORNALE.IT)

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Ivan Gaddari

La laurea in discipline ambientali conseguita nel 2003 col massimo dei voti mi ha consentito di approfondire la materia meteorologica e i concetti più rilevanti di fisica dell'atmosfera. Dal 2004 collaboratore del Meteo Giornale, collaborazione che mi ha consentito di approfondire ulteriormente la materia meteorologica e agrometeorologica. Tutt'oggi editore del Meteo Giornale.

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