
(METEOGIORNALE.IT) In questo contesto, il Piemonte si prepara ad affrontare una fase di maltempo strutturata e duratura, con precipitazioni abbondanti, neve a quote via via più basse e un possibile ritorno a condizioni pienamente invernali proprio tra la Vigilia e il giorno di Natale.
Una perturbazione atlantica apre la fase instabile
Tra lunedì 22 e martedì 23 dicembre, una profonda perturbazione di origine atlantica raggiungerà il Nord-Ovest italiano, innescando un flusso umido persistente diretto verso le Alpi piemontesi. Le correnti sud-orientali in quota, ricche di vapore acqueo, troveranno un efficace ostacolo nell’orografia alpina, favorendo precipitazioni diffuse e continue, soprattutto sui settori centro-occidentali e meridionali della regione.
Le aree maggiormente esposte risultano Cuneese, Torinese e medio-basso Canavese, dove l’effetto di sbarramento potrà amplificare notevolmente i quantitativi di pioggia. In questi settori, i cumulati complessivi potrebbero raggiungere valori molto elevati, con punte significative lungo le Alpi Marittime e Cozie, specie sui versanti più esposti alle correnti umide.
Neve abbondante in montagna, quota in progressivo calo
Dal punto di vista nivologico, la fase iniziale del peggioramento sarà caratterizzata da una quota neve relativamente alta, compresa tra 1.100 e 1.500 metri, ma con una rapida tendenza al calo già tra lunedì sera e martedì. Le prime aree a beneficiare di un abbassamento più deciso saranno il Cuneese e le Langhe, dove i fiocchi potranno scendere fino a quote collinari.

Alle alte quote alpine, in particolare oltre i 1.800–2.200 metri, si prospettano accumuli molto consistenti, localmente superiori al metro di neve fresca. I principali comprensori sciistici del sud Piemonte — come Limone Piemonte, Artesina e Prato Nevoso — potrebbero vivere una delle fasi nevose più importanti dell’inizio stagione.
Rischi idrogeologici e disagi locali
La persistenza delle precipitazioni, unita a un manto nevoso pesante alle medie quote, potrà favorire criticità idrogeologiche localizzate. Tra la sera di lunedì e la giornata di mercoledì non si escludono rigonfiamenti dei corsi d’acqua minori, problemi alla viabilità montana e possibili disagi alle infrastrutture, specie nelle vallate più interne.
Natale con aria fredda e neve più in basso
Il vero cambio di scenario è atteso tra mercoledì sera e giovedì 25 dicembre, quando una massa d’aria fredda di origine continentale, in arrivo dall’Europa nord-orientale, potrebbe irrompere sul Nord Italia. Questo ingresso favorirebbe una nuova intensificazione delle precipitazioni, accompagnata da un deciso calo delle temperature.
In tale contesto, la quota neve potrebbe scendere sotto i 1.000 metri e, localmente, spingersi fino alle pianure del Cuneese nella giornata di Natale, delineando un paesaggio invernale esteso su gran parte del Piemonte.
Scenario da monitorare con attenzione
Si tratta di una configurazione complessa, tipica delle grandi fasi perturbate di fine anno, in cui piccole variazioni nella traiettoria delle correnti possono determinare differenze significative negli effetti al suolo.
I prossimi aggiornamenti saranno quindi cruciali per definire con maggiore precisione aree più colpite, accumuli e criticità, ma il segnale generale indica un Natale dal sapore decisamente invernale per il Piemonte.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)
