METEO GIORNALE
    Facebook X-twitter Instagram Rss
    • Home
    • Previsioni Meteo
    • Cronaca Meteo
    • Mappe
    • Diretta Meteo
    • Magazine
    • Viaggi
    • Old news
    • Chi siamo
    • Contatti
    Font ResizerAa
    METEO GIORNALE METEO GIORNALE
      Search
      • Home
      • Previsioni Meteo
      • Cronaca Meteo
      • Mappe
      • Diretta Meteo
      • Magazine
      • Viaggi
      • Old news
      • Chi siamo
      • Contatti
      Follow US
      Home ยป Inverno: Alta Pressione africana per 3 mesi? Cosa sappiamo sulla durata
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneAd PremiereMeteo News

      Inverno: Alta Pressione africana per 3 mesi? Cosa sappiamo sulla durata

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 10/12/2025
      Condividi
      17 Min Lettura
      Condividi
      Seguici su Google

      Contents
        • E se il freddo ci girasse ancora attorno? Il dubbio che rovina i nostri inverni
        • Lโ€™ombra lunga dellโ€™Anticiclone delle Azzorre
        • La cella di Hadley che si espande
      • Fluttuazione climatica o cambiamento climatico?
        • Perchรฉ la โ€œporta del freddoโ€ siberiano sembra piรน spesso chiusa
        • Mediterraneo, Spagna e Canarie: meno pioggia e rischio desertificazione
        • Sembra una cupola anticiclonica permanente, ma non lo รจ
        • Un fenomeno globale
        • Un clima che sceglie configurazioni diverse

      E se il freddo ci girasse ancora attorno? Il dubbio che rovina i nostri inverni

      Vi ho parlato di rischio freddo, di indici climatici favorevoli a indurre lโ€™aria fredda sino al Mediterraneo, eventi meteo persino con ondate di gelo innescate da Stratwarming, o configurazioni sinottiche favorevoli al gelo. Ma in tutti i contesti ho sempre citato il โ€œcambiamento del climaโ€. E da giorni, nella mente, mi ronza un pensiero: e se pure questโ€™anno avremo per tre mesi lโ€™alta pressione? E se tutti gli indici climatici favorevoli spingeranno il freddo altrove? Noi, qui in Italia, staremo a guardare. รˆ giร  capitato varie volte: abbiamo vissuto lโ€™ondata di gelo in Spagna il 7 gennaio 2021 con la tempesta Filomena. Alcune zone, come la capitale Madrid, hanno registrato fino a 30-50 cm di neve in 24 ore. Lโ€™evento รจ stato definito come la nevicata piรน intensa in circa 50 anni nella zona centrale della Spagna.

      Poi cโ€™รจ stata la โ€œgrande nevicataโ€ ad Atene dovuta alla tempesta Barbara, iniziata domenica 5 febbraio 2023. Lโ€™accumulo di neve รจ stato compreso tra 10 e 30 cm su buona parte del territorio, con punte fino a 40-60 cm nelle zone piรน elevate.

      E poi, lo Storm Elpis. La tempesta si รจ formata il 21 gennaio 2022 ed รจ rimasta attiva per circa 6 giorni, fino al 27 gennaio 2022. Con temperature sotto zero, la neve cadde sulle Isole dellโ€™Egeo, fu innevata Santorini come non si ricordava a memoria dโ€™uomo. Mykonos, Santorini, Creta videro tanta neve sino alle coste. Eppure, quel che segue รจ una storia drammatica che ci descrive cosa sta distruggendo i nostri inverni, ma anche quelli di Grecia e Spagna che hanno visto gli eventi meteo estremi che ho citato. Ma cโ€™รจ da chiederci quando succederร  qualcosa di simile da noi. E sรฌ, lo so che ci sono previsioni, proiezioni, analisi, ma servono conferme. Mentre quanto ho raccolto qui sotto รจ una brutta, brutta faccenda che ci riguarda, e che spero sia solo una fluttuazione del clima.

      ย 

      Madrid sotto la neve.
      Madrid sotto la neve.
      Mykonos sotto la neve
      Una delle isole greche sotto la neve.

      ย 

      Negli ultimi decenni chi vive in Europa, soprattutto tra Mediterraneo occidentale, Spagna, Italia e Canarie, ha la sensazione che lโ€™inverno si sia accorciato. Meno gelo, meno piogge organizzate, piรน giorni con cielo limpido, aria mite e quellโ€™espressione ormai ricorrente nei bollettini:ย โ€œalta pressione nordafricanaโ€. Ma che cosโ€™รจ davvero questa figura barica? E, soprattutto, stiamo parlando di una normale oscillazione del clima o di un effetto delย Cambiamento Climaticoย ormai ben avviato?

      La risposta, come spesso accade in climatologia, รจ un mix. Ma il peso maggiore, oggi, รจ dalla parte delย riscaldamento indotto dallโ€™uomo.

      ย 

      Lโ€™ombra lunga dellโ€™Anticiclone delle Azzorre

      Il cuore della storia รจ lโ€™Anticiclone delle Azzorre, un sistema semipermanente di alta pressione subtropicale sullโ€™Atlantico nordโ€“orientale. In inverno si posiziona sullโ€™Atlantico subtropicale ed รจ uno dei poli dellaย NAOย โ€“ย North Atlantic Oscillation, quella grande โ€œaltalenaโ€ di pressione che governa in buona parte le sorti degli inverni europei.

      La ricerca scientifica, a partire da studi pubblicati su riviste comeย Nature e Nature Geoscience, ha ricostruito lโ€™evoluzione dellโ€™Anticiclone delle Azzorre negli ultimi 1.200 anni grazie a proxy come le stalagmiti portoghesi, che conservano nelle loro bande la memoria delle precipitazioni secolari. Il quadro che emerge รจ piuttosto chiaro: questo anticiclone cโ€™รจ sempre stato, ma la sua espansione e il suo rafforzamento nellโ€™era industriale sono fuori scala rispetto alla variabilitร  naturale.

      In particolare, gli inverni con unโ€™Azores High โ€œestremamente grandeโ€ย diventano molto piรน frequenti a partire dallโ€™inizio dellโ€™Ottocento, accelerano con lโ€™avvio massiccio delle emissioni di gas serra e si intensificano nel XX secolo. Prima del 1980 una configurazione cosรฌ espansa si presentava in media ogni 7 anni; dopo il 1980 la frequenza raddoppia, circa una volta ogni 4 anni. Non รจ un semplice colpo di dadi del sistema climatico: รจ unย cambiamento strutturale delle statistiche del clima.

      La conseguenza pratica? Quando questo anticiclone si dilata verso nord e verso est, tende aย โ€œoccupareโ€ la Penisola Iberica, lโ€™Europa sudโ€“occidentale e il Mediterraneo occidentale, tagliando la strada alle perturbazioni atlantiche. In superficie noi la percepiamo come โ€œalta pressione nordafricanaโ€, perchรฉ spesso convoglia aria mite e secca di origine subtropicale โ€“ la firma, appunto, dellโ€™Africa settentrionale.

      ย 

      La cella di Hadley che si espande

      Il meccanismo fisico che cโ€™รจ dietro รจ noto e, tutto sommato, sobrio: lโ€™espansione verso i poli della cella di Hadley. Con ilย Riscaldamento Globale, la circolazione atmosferica tropicaleโ€“subtropicale tende ad allargarsi; i cinturoni di alta pressione subtropicale โ€“ di cui lโ€™Anticiclone delle Azzorre รจ un tassello chiave โ€“ si spostano verso latitudini piรน alte.

      In termini un poโ€™ meno tecnici: le fasce dove lโ€™aria scende, si riscalda e stabilizza il tempo (quelle delleย alte pressioni subtropicali) avanzano verso nord. Di conseguenza Europa occidentale e Mediterraneo passano piรน tempo sotto queste cupole anticicloniche rispetto a qualche decennio fa.

      I modelli climatici, inclusi quelli usati da centri comeย ECMWFย eย NOAA, convergono su questo punto: lโ€™aumento forzato deiย gas serraย ha il potenziale โ€“ e ormai la realtร  osservata โ€“ di alterare le grandi celle di circolazione, ampliando la cella di Hadley e spingendo verso i poli le alte subtropicali. Nei rapporti delย IPCCย questa trasformazione รจ indicata come uno dei pilastri del clima che cambia sulla fascia mediterranea.

      ย 

      Fluttuazione climatica o cambiamento climatico?

      Qui arriva la domanda centrale: un inverno dominato da alta pressione รจ solo unaย fluttuazione naturaleย oppure รจ giร ย cambiamento climatico?

      Per un singolo episodio โ€“ uno o due mesi con il barometro alto โ€“ stiamo nel campo della meteorologia e della variabilitร  interna. รˆ il sistema atmosferico che, di volta in volta, โ€œpescaโ€ una configurazione possibile tra molte: qualche anno prevale lโ€™alta subtropicale, qualche anno passa un treno di perturbazioni, qualche anno si infila il gelo continentale.

      Quando perรฒ allarghiamo lo sguardo a 30โ€“50 anni, la statistica si sposta:ย aumentano gli inverni miti, aumentano i periodi secchi, aumentano le situazioni anticicloniche persistentiย sul Mediterraneo occidentale. Gli studi sullโ€™Azores High mostrano che la probabilitร  di avere inverni dominati da alte pressioni subtropicali grandi e durature รจ cresciuta in modo significativo nellโ€™era industriale, e questo aumento รจ attribuito in larga parte alleย forzanti antropiche.

      Si puรฒ dire cosรฌ:

      • il componente naturale รจ dato da oscillatori comeย NAO, AOย e altre teleconnessioni, che modulano stagione per stagione;
      • il componente antropogenico รจ ilย Riscaldamento Globale, che sposta lโ€™intero sistema, rendendo piรน probabili, piรน intense e piรน meridionali queste configurazioni di alta pressione.

      Quindi, se ci chiediamo: โ€œIl cambiamento di temperatura dovuto a un periodo anticiclonico รจ cambiamento climatico o fluttuazione?โ€, la risposta รจ un poโ€™ bifronte. Lโ€™episodio specifico รจ variabilitร ; ma il fatto che oggi questo episodio avvenga su unย โ€œpiano di fondoโ€ piรน caldo, e che quella stessa configurazione barica si presenti piรน spesso e duri di piรน, quello sรฌ รจย cambiamento climatico.

      ย 

      Perchรฉ la โ€œporta del freddoโ€ siberiano sembra piรน spesso chiusa

      E il freddo? Che fine hanno fatto leย irruzioni gelide dalla Siberia e dallโ€™Artico russoย che negli anni โ€™80โ€“โ€™90 sembravano quasi una tradizione?

      Qui entrano in gioco tre attori: lโ€™amplificazione artica, ilย jet streamย e ilย Vortice Polare. Lโ€™Artico si sta riscaldando a una velocitร  ben superiore alla media globale. Le masse dโ€™aria che nascono sulla Siberia e sulle regioni artiche sono, in media, meno fredde di una volta. Sono ancora in grado di generare ondate di gelo, ma partono da una base termica piรน alta.

      In piรน, la perdita di ghiaccio marino neiย mari di Barentsโ€“Karaย e nelle zone artiche vicine modifica ilย gradiente termicoย tra poli e medie latitudini, cambiando il comportamento del Vortice Polare e del jet stream. Quando il Vortice Polare รจ debole o disturbato (talvolta dopo unย Stratwarmingย in stratosfera), leย onde planetarieย possono โ€œspingereโ€ aria artica verso Europa o Asia. Quando il vortice รจ forte e compatto, il freddo resta piรน confinato, e le nostre latitudini vengono invece lambite da flussi occidentali miti o da aria subtropicale.

      Gli studi recenti fotografano un quadro complesso ma con un messaggio di fondo:ย le ondate di freddo non scompaiono, ma su molte regioniย โ€“ in particolare sullโ€™Europa meridionale โ€“ diminuiscono per frequenza, estensione e intensitร . Alcune zone dellโ€™Eurasia orientale vedono ancora episodi molto rigidi, mentre Europa occidentale tende a sperimentare inverni piรน miti, con irruzioni fredde piรน rare o meno incisive.

      Non รจ, dunque, che la โ€œporta siberianaโ€ si sia chiusa per sempre. รˆ piuttosto che ilย corridoio si apre meno spesso, e quando si apre lโ€™aria รจ meno estrema di qualche decennio fa.

      ย 

      Mediterraneo, Spagna e Canarie: meno pioggia e rischio desertificazione

      Il Mediterraneo รจ considerato un veroย โ€œhotspot climaticoโ€: si scalda piรน della media globale e mostra una tendenza robusta alย calo delle precipitazioni, soprattutto stagionali. In inverno, quando tradizionalmente arrivavano le perturbazioni atlantiche piรน organizzate, gli studi evidenziano unaย riduzione del numero di cicloni extratropicaliย che entrano nel bacino e uno spostamento verso nord della stormโ€“track atlantica.

      Nel caso della Spagna e delle Isole Canarie, la fotografia รจ particolarmente netta. Le precipitazioni medie degli ultimi decenni sono in diminuzione, gli episodi di siccitร  diventano piรน frequenti e duraturi, e una porzione significativa del territorio iberico รจ giร  classificata come a rischio diย desertificazione. In alcuni scenari si parla di quote potenzialmente interessate fino a oltre la metร  del Paese nelle prossime decadi, se le emissioni restassero elevate.

      Lโ€™Anticiclone delle Azzorre qui gioca un ruolo centrale: quando si espande verso nord e verso est e si allunga fino alla Penisola Iberica,ย blocca sistematicamente le perturbazioniย e mantiene condizioni di alta pressione stabile, cielo spesso sereno, scarsissima piovositร . Questo pattern รจ statisticamente collegato allaย siccitร  invernaleย su Spagna e Mediterraneo occidentale e viene associato in maniera robusta alle emissioni antropiche di gas serra nei lavori di riferimento e nei rapporti del IPCC.

      Lโ€™Italia e il Mediterraneo centrale vivono una situazione piรน sfumata, perchรฉ entrano in gioco in modo forte laย NAO, ilย pattern East Atlanticย e altre teleconnessioni regionali. Ma anche qui i segnali convergono: piรน inverni miti, una tendenza allaย diminuzione delle precipitazioniย (specie al Sud e sulle isole maggiori), e una maggiore frequenza di episodi diย siccitร  prolungata, seppur con grande variabilitร  da un anno allโ€™altro.

      ย 

      Sembra una cupola anticiclonica permanente, ma non lo รจ

      Molti osservatori hanno lโ€™impressione che sullโ€™Europa ci sia ormai unย โ€œcampo di alta pressione quasi permanenteโ€ย nella stagione fredda. Non รจ letteralmente cosรฌ โ€“ le perturbazioni continuano a passare, i periodi piovosi e le fasi di maltempo intenso non mancano, anzi spesso si concentrano in episodi piรน brevi ma estremi.

      Quello che รจ cambiato รจ ilย tempo passato mediamente sotto condizioni anticicloniche, la durata dei periodi stabili e la probabilitร  di avere dorsali che si protendono dallโ€™Atlantico verso il Mediterraneo. Lโ€™espansione della cella di Hadley, il rafforzamento e lo spostamento verso nordโ€“est dellโ€™Anticiclone delle Azzorre, insieme a uno stormโ€“track che tende a correre piรน a nord, fanno sรฌ che Europa occidentale e Mediterraneo vivano piรน giorni con pressione alta al suolo rispetto a diverse decadi fa.

      In pratica, il dado del clima รจ truccato: lanciandolo mille volte, continueremo a vedere inverni perturbati, freddi, nevosi; ma la facciaย โ€œinverno mite e anticiclonicoโ€ย sta uscendo piรน spesso di prima.

      ย 

      Un fenomeno globale

      Se usciamo dallโ€™Europa, scopriamo che non siamo affatto soli. In altre regioni aย clima mediterraneo o subtropicale seccoย โ€“ la costa occidentale del Nord America, il sudโ€“ovest del Sudafrica, lโ€™Australia sudโ€“occidentale, il Cile centrale โ€“ negli ultimi decenni si osservano dinamiche molto simili:ย inverni meno piovosi, piรน alte pressioni, piรน siccitร .

      Il caso forse piรน famoso รจ quello dellaย California, dove tra il 2011 e il 2017 un blocco anticiclonico soprannominatoย โ€œRidiculously Resilient Ridgeโ€ย ha deviato le tempeste invernali verso latitudini piรน alte, lasciando la costa occidentale degli Stati Uniti in condizioni di siccitร  estrema. Non รจ unโ€™anomalia isolata: diversi studi mostrano cheย configurazioni di cresta subtropicale estremaย nel Pacifico nordโ€“orientale sono diventate piรน probabili in un clima piรน caldo, in modo del tutto analogo alle dorsali che interessano lโ€™Europa e il Mediterraneo.

      Nel Sudafrica sudโ€“occidentale, nellโ€™Australia sudโ€“occidentale e nel Cile centrale, ilย rafforzamento degli anticicloni subtropicaliย e lo spostamento verso sud delle perturbazioni invernali stanno riducendo le piogge nella stagione che un tempo costituiva la principale ricarica idrica annuale. Anche qui entra in gioco lโ€™espansione delle alte subtropicali legata al Riscaldamento Globale, come documentato dai rapporti del IPCC.

      ย 

      Un clima che sceglie configurazioni diverse

      Arrivati fin qui, il quadro si ricompone. Leย alte pressioni invernali di matrice nordafricanaย che oggi dominano spesso gli inverni europei non sono un fenomeno completamente nuovo; sono perรฒ inserite in un contesto climatico che รจ cambiato in profonditร .

      Le fluttuazioni ci sono sempre, e sempre ci saranno:ย NAO, AO, ENSO, fasi di blocking sul Nord Atlantico o sullโ€™Europa continueranno ad alternarsi. Ma il โ€œtavoloโ€ su cui si muovono questi pattern รจ inclinato. Il clima, oggi, ha unaย preferenza maggiore per configurazioni anticicloniche calde e seccheย sul Mediterraneo occidentale, per inverni meno rigidi e per un minor numero di irruzioni gelide di origine siberiana.

      Insomma, non รจ solo il tempo a essere cambiato qualche settimana sรฌ e qualche settimana no. รˆ proprio ilย clima di fondo che ha spostato le probabilitร ย โ€“ e che, salvo rapide riduzioni delle emissioni, continuerร  a farlo nei prossimi decenni.

      ย 

      Crediti e approfondimenti scientifici

      • Nature & Nature Geoscienceย โ€“ Articoli peer-reviewed su Azores High e paleoclima
      • NOAA Climate.govย โ€“ Analisi dellโ€™Anticiclone delle Azzorre e NAO
      • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts)ย โ€“ Modelli climatici e circolazione atmosferica
      • IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)ย โ€“ Rapporti su cella di Hadley e clima mediterraneo
      • Copernicus Climate Change Service (C3S)ย โ€“ Monitoraggio precipitazioni e pressione superficiale
      • NASA Goddard Instituteย โ€“ Dati su circolazione atmosferica globale
      • Frontiers in Earth Scienceย โ€“ Studi su espansione celle subtropicali
      • Science Magazineย โ€“ Ricerca su blocking patterns e climate change
      • American Meteorological Societyย โ€“ Articoli su jet stream e NAO
      • Nature Climate Changeย โ€“ Studi su desertificazione mediterranea
      • Woods Hole Oceanographic Institutionย โ€“ Dinamiche oceaniche atlantiche
      • MDPI Climate โ€“ Articoli su storm tracks e precipitazioni
      Seguici su Google
      TAG:alta pressione nordafricanaanticiclone azzorreblockingcambiamento climatico Italiacella hadleyclima europeodesertificazione spagnainverni mitijet stream atlanticoNAONorth Atlantic Oscillationpattern europeoriscaldamento Mediterraneosiccitร  mediterraneo
      Condividi questo articolo
      Facebook Whatsapp Whatsapp LinkedIn Reddit Telegram Threads Copy Link

      MeteoGiornale.it รจ un portale di divulgazione meteorologica attivo dal 2000, fondato sullโ€™esperienza maturata online fin dal 1996 nel settore dellโ€™informazione meteo.

      Link veloci
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      Seguici
      Facebook X-twitter Instagram Rss

      Credit immagini:ย le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

      ยฉ 2026 - Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)

      Welcome Back!

      Sign in to your account

      Username or Email Address
      Password

      Lost your password?