E se il freddo ci girasse ancora attorno? Il dubbio che rovina i nostri inverni
Vi ho parlato di rischio freddo, di indici climatici favorevoli a indurre lโaria fredda sino al Mediterraneo, eventi meteo persino con ondate di gelo innescate da Stratwarming, o configurazioni sinottiche favorevoli al gelo. Ma in tutti i contesti ho sempre citato il โcambiamento del climaโ. E da giorni, nella mente, mi ronza un pensiero: e se pure questโanno avremo per tre mesi lโalta pressione? E se tutti gli indici climatici favorevoli spingeranno il freddo altrove? Noi, qui in Italia, staremo a guardare. ร giร capitato varie volte: abbiamo vissuto lโondata di gelo in Spagna il 7 gennaio 2021 con la tempesta Filomena. Alcune zone, come la capitale Madrid, hanno registrato fino a 30-50 cm di neve in 24 ore. Lโevento รจ stato definito come la nevicata piรน intensa in circa 50 anni nella zona centrale della Spagna.
Poi cโรจ stata la โgrande nevicataโ ad Atene dovuta alla tempesta Barbara, iniziata domenica 5 febbraio 2023. Lโaccumulo di neve รจ stato compreso tra 10 e 30 cm su buona parte del territorio, con punte fino a 40-60 cm nelle zone piรน elevate.
E poi, lo Storm Elpis. La tempesta si รจ formata il 21 gennaio 2022 ed รจ rimasta attiva per circa 6 giorni, fino al 27 gennaio 2022. Con temperature sotto zero, la neve cadde sulle Isole dellโEgeo, fu innevata Santorini come non si ricordava a memoria dโuomo. Mykonos, Santorini, Creta videro tanta neve sino alle coste. Eppure, quel che segue รจ una storia drammatica che ci descrive cosa sta distruggendo i nostri inverni, ma anche quelli di Grecia e Spagna che hanno visto gli eventi meteo estremi che ho citato. Ma cโรจ da chiederci quando succederร qualcosa di simile da noi. E sรฌ, lo so che ci sono previsioni, proiezioni, analisi, ma servono conferme. Mentre quanto ho raccolto qui sotto รจ una brutta, brutta faccenda che ci riguarda, e che spero sia solo una fluttuazione del clima.
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Negli ultimi decenni chi vive in Europa, soprattutto tra Mediterraneo occidentale, Spagna, Italia e Canarie, ha la sensazione che lโinverno si sia accorciato. Meno gelo, meno piogge organizzate, piรน giorni con cielo limpido, aria mite e quellโespressione ormai ricorrente nei bollettini:ย โalta pressione nordafricanaโ. Ma che cosโรจ davvero questa figura barica? E, soprattutto, stiamo parlando di una normale oscillazione del clima o di un effetto delย Cambiamento Climaticoย ormai ben avviato?
La risposta, come spesso accade in climatologia, รจ un mix. Ma il peso maggiore, oggi, รจ dalla parte delย riscaldamento indotto dallโuomo.
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Lโombra lunga dellโAnticiclone delle Azzorre
Il cuore della storia รจ lโAnticiclone delle Azzorre, un sistema semipermanente di alta pressione subtropicale sullโAtlantico nordโorientale. In inverno si posiziona sullโAtlantico subtropicale ed รจ uno dei poli dellaย NAOย โย North Atlantic Oscillation, quella grande โaltalenaโ di pressione che governa in buona parte le sorti degli inverni europei.
La ricerca scientifica, a partire da studi pubblicati su riviste comeย Nature e Nature Geoscience, ha ricostruito lโevoluzione dellโAnticiclone delle Azzorre negli ultimi 1.200 anni grazie a proxy come le stalagmiti portoghesi, che conservano nelle loro bande la memoria delle precipitazioni secolari. Il quadro che emerge รจ piuttosto chiaro: questo anticiclone cโรจ sempre stato, ma la sua espansione e il suo rafforzamento nellโera industriale sono fuori scala rispetto alla variabilitร naturale.
In particolare, gli inverni con unโAzores High โestremamente grandeโย diventano molto piรน frequenti a partire dallโinizio dellโOttocento, accelerano con lโavvio massiccio delle emissioni di gas serra e si intensificano nel XX secolo. Prima del 1980 una configurazione cosรฌ espansa si presentava in media ogni 7 anni; dopo il 1980 la frequenza raddoppia, circa una volta ogni 4 anni. Non รจ un semplice colpo di dadi del sistema climatico: รจ unย cambiamento strutturale delle statistiche del clima.
La conseguenza pratica? Quando questo anticiclone si dilata verso nord e verso est, tende aย โoccupareโ la Penisola Iberica, lโEuropa sudโoccidentale e il Mediterraneo occidentale, tagliando la strada alle perturbazioni atlantiche. In superficie noi la percepiamo come โalta pressione nordafricanaโ, perchรฉ spesso convoglia aria mite e secca di origine subtropicale โ la firma, appunto, dellโAfrica settentrionale.
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La cella di Hadley che si espande
Il meccanismo fisico che cโรจ dietro รจ noto e, tutto sommato, sobrio: lโespansione verso i poli della cella di Hadley. Con ilย Riscaldamento Globale, la circolazione atmosferica tropicaleโsubtropicale tende ad allargarsi; i cinturoni di alta pressione subtropicale โ di cui lโAnticiclone delle Azzorre รจ un tassello chiave โ si spostano verso latitudini piรน alte.
In termini un poโ meno tecnici: le fasce dove lโaria scende, si riscalda e stabilizza il tempo (quelle delleย alte pressioni subtropicali) avanzano verso nord. Di conseguenza Europa occidentale e Mediterraneo passano piรน tempo sotto queste cupole anticicloniche rispetto a qualche decennio fa.
I modelli climatici, inclusi quelli usati da centri comeย ECMWFย eย NOAA, convergono su questo punto: lโaumento forzato deiย gas serraย ha il potenziale โ e ormai la realtร osservata โ di alterare le grandi celle di circolazione, ampliando la cella di Hadley e spingendo verso i poli le alte subtropicali. Nei rapporti delย IPCCย questa trasformazione รจ indicata come uno dei pilastri del clima che cambia sulla fascia mediterranea.
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Fluttuazione climatica o cambiamento climatico?
Qui arriva la domanda centrale: un inverno dominato da alta pressione รจ solo unaย fluttuazione naturaleย oppure รจ giร ย cambiamento climatico?
Per un singolo episodio โ uno o due mesi con il barometro alto โ stiamo nel campo della meteorologia e della variabilitร interna. ร il sistema atmosferico che, di volta in volta, โpescaโ una configurazione possibile tra molte: qualche anno prevale lโalta subtropicale, qualche anno passa un treno di perturbazioni, qualche anno si infila il gelo continentale.
Quando perรฒ allarghiamo lo sguardo a 30โ50 anni, la statistica si sposta:ย aumentano gli inverni miti, aumentano i periodi secchi, aumentano le situazioni anticicloniche persistentiย sul Mediterraneo occidentale. Gli studi sullโAzores High mostrano che la probabilitร di avere inverni dominati da alte pressioni subtropicali grandi e durature รจ cresciuta in modo significativo nellโera industriale, e questo aumento รจ attribuito in larga parte alleย forzanti antropiche.
Si puรฒ dire cosรฌ:
- il componente naturale รจ dato da oscillatori comeย NAO, AOย e altre teleconnessioni, che modulano stagione per stagione;
- il componente antropogenico รจ ilย Riscaldamento Globale, che sposta lโintero sistema, rendendo piรน probabili, piรน intense e piรน meridionali queste configurazioni di alta pressione.
Quindi, se ci chiediamo: โIl cambiamento di temperatura dovuto a un periodo anticiclonico รจ cambiamento climatico o fluttuazione?โ, la risposta รจ un poโ bifronte. Lโepisodio specifico รจ variabilitร ; ma il fatto che oggi questo episodio avvenga su unย โpiano di fondoโ piรน caldo, e che quella stessa configurazione barica si presenti piรน spesso e duri di piรน, quello sรฌ รจย cambiamento climatico.
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Perchรฉ la โporta del freddoโ siberiano sembra piรน spesso chiusa
E il freddo? Che fine hanno fatto leย irruzioni gelide dalla Siberia e dallโArtico russoย che negli anni โ80โโ90 sembravano quasi una tradizione?
Qui entrano in gioco tre attori: lโamplificazione artica, ilย jet streamย e ilย Vortice Polare. LโArtico si sta riscaldando a una velocitร ben superiore alla media globale. Le masse dโaria che nascono sulla Siberia e sulle regioni artiche sono, in media, meno fredde di una volta. Sono ancora in grado di generare ondate di gelo, ma partono da una base termica piรน alta.
In piรน, la perdita di ghiaccio marino neiย mari di BarentsโKaraย e nelle zone artiche vicine modifica ilย gradiente termicoย tra poli e medie latitudini, cambiando il comportamento del Vortice Polare e del jet stream. Quando il Vortice Polare รจ debole o disturbato (talvolta dopo unย Stratwarmingย in stratosfera), leย onde planetarieย possono โspingereโ aria artica verso Europa o Asia. Quando il vortice รจ forte e compatto, il freddo resta piรน confinato, e le nostre latitudini vengono invece lambite da flussi occidentali miti o da aria subtropicale.
Gli studi recenti fotografano un quadro complesso ma con un messaggio di fondo:ย le ondate di freddo non scompaiono, ma su molte regioniย โ in particolare sullโEuropa meridionale โ diminuiscono per frequenza, estensione e intensitร . Alcune zone dellโEurasia orientale vedono ancora episodi molto rigidi, mentre Europa occidentale tende a sperimentare inverni piรน miti, con irruzioni fredde piรน rare o meno incisive.
Non รจ, dunque, che la โporta siberianaโ si sia chiusa per sempre. ร piuttosto che ilย corridoio si apre meno spesso, e quando si apre lโaria รจ meno estrema di qualche decennio fa.
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Mediterraneo, Spagna e Canarie: meno pioggia e rischio desertificazione
Il Mediterraneo รจ considerato un veroย โhotspot climaticoโ: si scalda piรน della media globale e mostra una tendenza robusta alย calo delle precipitazioni, soprattutto stagionali. In inverno, quando tradizionalmente arrivavano le perturbazioni atlantiche piรน organizzate, gli studi evidenziano unaย riduzione del numero di cicloni extratropicaliย che entrano nel bacino e uno spostamento verso nord della stormโtrack atlantica.
Nel caso della Spagna e delle Isole Canarie, la fotografia รจ particolarmente netta. Le precipitazioni medie degli ultimi decenni sono in diminuzione, gli episodi di siccitร diventano piรน frequenti e duraturi, e una porzione significativa del territorio iberico รจ giร classificata come a rischio diย desertificazione. In alcuni scenari si parla di quote potenzialmente interessate fino a oltre la metร del Paese nelle prossime decadi, se le emissioni restassero elevate.
LโAnticiclone delle Azzorre qui gioca un ruolo centrale: quando si espande verso nord e verso est e si allunga fino alla Penisola Iberica,ย blocca sistematicamente le perturbazioniย e mantiene condizioni di alta pressione stabile, cielo spesso sereno, scarsissima piovositร . Questo pattern รจ statisticamente collegato allaย siccitร invernaleย su Spagna e Mediterraneo occidentale e viene associato in maniera robusta alle emissioni antropiche di gas serra nei lavori di riferimento e nei rapporti del IPCC.
LโItalia e il Mediterraneo centrale vivono una situazione piรน sfumata, perchรฉ entrano in gioco in modo forte laย NAO, ilย pattern East Atlanticย e altre teleconnessioni regionali. Ma anche qui i segnali convergono: piรน inverni miti, una tendenza allaย diminuzione delle precipitazioniย (specie al Sud e sulle isole maggiori), e una maggiore frequenza di episodi diย siccitร prolungata, seppur con grande variabilitร da un anno allโaltro.
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Sembra una cupola anticiclonica permanente, ma non lo รจ
Molti osservatori hanno lโimpressione che sullโEuropa ci sia ormai unย โcampo di alta pressione quasi permanenteโย nella stagione fredda. Non รจ letteralmente cosรฌ โ le perturbazioni continuano a passare, i periodi piovosi e le fasi di maltempo intenso non mancano, anzi spesso si concentrano in episodi piรน brevi ma estremi.
Quello che รจ cambiato รจ ilย tempo passato mediamente sotto condizioni anticicloniche, la durata dei periodi stabili e la probabilitร di avere dorsali che si protendono dallโAtlantico verso il Mediterraneo. Lโespansione della cella di Hadley, il rafforzamento e lo spostamento verso nordโest dellโAnticiclone delle Azzorre, insieme a uno stormโtrack che tende a correre piรน a nord, fanno sรฌ che Europa occidentale e Mediterraneo vivano piรน giorni con pressione alta al suolo rispetto a diverse decadi fa.
In pratica, il dado del clima รจ truccato: lanciandolo mille volte, continueremo a vedere inverni perturbati, freddi, nevosi; ma la facciaย โinverno mite e anticiclonicoโย sta uscendo piรน spesso di prima.
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Un fenomeno globale
Se usciamo dallโEuropa, scopriamo che non siamo affatto soli. In altre regioni aย clima mediterraneo o subtropicale seccoย โ la costa occidentale del Nord America, il sudโovest del Sudafrica, lโAustralia sudโoccidentale, il Cile centrale โ negli ultimi decenni si osservano dinamiche molto simili:ย inverni meno piovosi, piรน alte pressioni, piรน siccitร .
Il caso forse piรน famoso รจ quello dellaย California, dove tra il 2011 e il 2017 un blocco anticiclonico soprannominatoย โRidiculously Resilient Ridgeโย ha deviato le tempeste invernali verso latitudini piรน alte, lasciando la costa occidentale degli Stati Uniti in condizioni di siccitร estrema. Non รจ unโanomalia isolata: diversi studi mostrano cheย configurazioni di cresta subtropicale estremaย nel Pacifico nordโorientale sono diventate piรน probabili in un clima piรน caldo, in modo del tutto analogo alle dorsali che interessano lโEuropa e il Mediterraneo.
Nel Sudafrica sudโoccidentale, nellโAustralia sudโoccidentale e nel Cile centrale, ilย rafforzamento degli anticicloni subtropicaliย e lo spostamento verso sud delle perturbazioni invernali stanno riducendo le piogge nella stagione che un tempo costituiva la principale ricarica idrica annuale. Anche qui entra in gioco lโespansione delle alte subtropicali legata al Riscaldamento Globale, come documentato dai rapporti del IPCC.
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Un clima che sceglie configurazioni diverse
Arrivati fin qui, il quadro si ricompone. Leย alte pressioni invernali di matrice nordafricanaย che oggi dominano spesso gli inverni europei non sono un fenomeno completamente nuovo; sono perรฒ inserite in un contesto climatico che รจ cambiato in profonditร .
Le fluttuazioni ci sono sempre, e sempre ci saranno:ย NAO, AO, ENSO, fasi di blocking sul Nord Atlantico o sullโEuropa continueranno ad alternarsi. Ma il โtavoloโ su cui si muovono questi pattern รจ inclinato. Il clima, oggi, ha unaย preferenza maggiore per configurazioni anticicloniche calde e seccheย sul Mediterraneo occidentale, per inverni meno rigidi e per un minor numero di irruzioni gelide di origine siberiana.
Insomma, non รจ solo il tempo a essere cambiato qualche settimana sรฌ e qualche settimana no. ร proprio ilย clima di fondo che ha spostato le probabilitร ย โ e che, salvo rapide riduzioni delle emissioni, continuerร a farlo nei prossimi decenni.
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Crediti e approfondimenti scientifici
- Nature & Nature Geoscienceย โ Articoli peer-reviewed su Azores High e paleoclima
- NOAA Climate.govย โ Analisi dellโAnticiclone delle Azzorre e NAO
- ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts)ย โ Modelli climatici e circolazione atmosferica
- IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)ย โ Rapporti su cella di Hadley e clima mediterraneo
- Copernicus Climate Change Service (C3S)ย โ Monitoraggio precipitazioni e pressione superficiale
- NASA Goddard Instituteย โ Dati su circolazione atmosferica globale
- Frontiers in Earth Scienceย โ Studi su espansione celle subtropicali
- Science Magazineย โ Ricerca su blocking patterns e climate change
- American Meteorological Societyย โ Articoli su jet stream e NAO
- Nature Climate Changeย โ Studi su desertificazione mediterranea
- Woods Hole Oceanographic Institutionย โ Dinamiche oceaniche atlantiche
- MDPI Climate โ Articoli su storm tracks e precipitazioni