METEO GIORNALE
    Facebook X-twitter Instagram Rss
    • Home
    • Previsioni Meteo
    • Cronaca Meteo
    • Mappe
    • Diretta Meteo
    • Magazine
    • Viaggi
    • Old news
    • Chi siamo
    • Contatti
    Font ResizerAa
    METEO GIORNALE METEO GIORNALE
      Search
      • Home
      • Previsioni Meteo
      • Cronaca Meteo
      • Mappe
      • Diretta Meteo
      • Magazine
      • Viaggi
      • Old news
      • Chi siamo
      • Contatti
      Follow US
      Home » Il punto più gelido della Terra: dove il termometro sprofonda a –98°C
      A Scelta dalla RedazioneMeteo News

      Il punto più gelido della Terra: dove il termometro sprofonda a –98°C

      Giovanni De Laurentis
      Giovanni De Laurentis
      Pubblicato: 01/12/2025
      Condividi
      4 Min Lettura
      Condividi
      Seguici su Google

      Contents
      • Un freddo che arriva dallo spazio
      • Il vecchio record? Sempre Antartide, naturalmente
      • Il ruolo del Vortice Polare antartico
      • Un laboratorio naturale del gelo estremo

      Non serve immaginare pianeti lontani per trovare temperature da fantascienza. Basta spingersi nel cuore dell’Antartide, sull’immenso Altopiano Orientale, un deserto bianco che in inverno diventa un laboratorio naturale del gelo più estremo. È lì che i satelliti hanno rilevato valori incredibili, prossimi ai –98°C. Una soglia che, detta così, sembra quasi impossibile da concepire. E invece no.

       

      Un freddo che arriva dallo spazio

      Questa temperatura, va detto, non è stata misurata con un termometro piantato nel ghiaccio. È il risultato di osservazioni satellitari e re-analisi meteorologiche, strumenti che permettono di “leggere” la pelle del ghiaccio anche nei luoghi più inaccessibili del pianeta. Si parla di un’area collocata lungo una dorsale dell’Altopiano Antartico Orientale, praticamente al centro del continente, dove la superficie ghiacciata si raffredda senza pietà durante le lunghissime notti polari.

      Notte dopo notte, con un cielo infinitamente limpido, l’aria – già secca oltre ogni immaginazione – resta immobile. E così il ghiaccio perde calore in modo impressionante. Raffreddamento radiativo allo stato puro.

       

      Il vecchio record? Sempre Antartide, naturalmente

      Prima che i satelliti rivelassero questa nuova soglia estreme, il primato ufficiale apparteneva alla celebre base russa Vostok: –89,2°C, registrati il 21 Luglio 1983. Un numero che, per decenni, è rimasto il simbolo stesso del gelo terrestre. Lo è ancora, dal punto di vista delle misurazioni strumentali al suolo, ma oggi sappiamo che l’Antartide può scendere anche oltre.

      Del resto, non è sorprendente che i record di freddo si concentrino qui. L’altitudine elevata dell’altopiano, il clima arido e la latitudine estrema creano un ambiente che non ha eguali sulla Terra.

       

      Il ruolo del Vortice Polare antartico

      Quando il Vortice Polare si compatta e diventa particolarmente stabile, intrappola l’aria gelida sopra l’altopiano. La isola, letteralmente, da ogni intrusione più mite proveniente dalle latitudini inferiori. È in quei momenti che il freddo, già intenso, trova modo di spingersi verso limiti quasi fisici.

      L’aria, raffreddandosi, si fa più pesante. Scende nelle piccole conche dell’altopiano, nei bacini invisibili che segnano la superficie glaciale. E lì rimane. Si forma una inversione termica durissima, che impedisce alla colonna d’aria di muoversi e permette al gelo di approfondirsi fino ai valori stimati dai satelliti. Un processo lento, silenzioso, implacabile.

       

      Un laboratorio naturale del gelo estremo

      Camminare in quei luoghi – l’ho sentito raccontare da chi ci è stato – dà una sensazione strana: non è solo freddo, è quasi assenza di vita. Il silenzio totale, il cielo nerissimo dell’inverno, la luce che rimbalza sulla neve come un cristallo. Tutto sembra immobile, come se il mondo avesse premuto il tasto pausa.

      Non stupisce che proprio qui continui a operare la stazione Vostok, nonostante condizioni logistiche proibitive. I dati raccolti, insieme alle osservazioni pubblicate su Geophysical Research Letters, confermano la ricetta perfetta del gelo assoluto: altitudine, aria secca, cielo limpidissimo, atmosfera ferma.

      Elementi che, messi insieme, trasformano l’Altopiano Orientale in uno dei pochi posti della Terra capaci di sfiorare i limiti fisici del freddo atmosferico. E forse, chissà, di superarli ancora.

      Seguici su Google
      TAG:altopiano antarticobase vostokinversione termicaraffreddamento radiativorecord gelotemperature estremevortice polare
      Condividi questo articolo
      Facebook Whatsapp Whatsapp LinkedIn Reddit Telegram Threads Copy Link

      MeteoGiornale.it è un portale di divulgazione meteorologica attivo dal 2000, fondato sull’esperienza maturata online fin dal 1996 nel settore dell’informazione meteo.

      Link veloci
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      Seguici
      Facebook X-twitter Instagram Rss

      Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

      © 2026 - Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)

      Welcome Back!

      Sign in to your account

      Username or Email Address
      Password

      Lost your password?