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      A Scelta dalla RedazioneCambiamento climaticoMeteo NewsZoom

      Giorni e durata del prossimo Burian, il gelo che viene dalla Siberia

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 13/12/2025
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      9 Min Lettura
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      Contents
        • La risposta รจ complessa, affascinante e โ€“ spoiler โ€“ tuttโ€™altro che scontata
        • Lโ€™effetto paradosso: quando il caldo chiama il freddo
        • I fantasmi del passato: 1929, 1956, 1985
      • Cosa aspettarci dal futuro (e dal presente)
        • Fonti e approfondimenti internazionali:

      Diciamocelo chiaramente: quando guardiamo fuori dalla finestra, usciamo, osserviamo gli strumenti meteo, le temperature, guardiamo le foto del passato che spesso appaiono nei social network, negli ultimi anni, lโ€™inverno sembra diventato una copia sbiadita di sรฉ stesso. Niente piรน stalattiti di ghiaccio che pendono dalle grondaie per settimane, niente cumuli di neve lasciata nei grandi parcheggi di auto che resistono fino a marzo in Pianura Padana. Eppure, la domanda serpeggia sempre, puntuale come una tassa, ogni volta che il calendario segna dicembre: il grande gelo รจ davvero un ricordo da archiviare nei libri di storia, o il โ€œmostroโ€ siberiano sta solo dormendo?

      ย 

      La risposta รจ complessa, affascinante e โ€“ spoiler โ€“ tuttโ€™altro che scontata

      La veritร  รจ che il serbatoio del freddo non รจ vuoto. Anzi. Se guardiamo a quanto sta accadendo proprio in queste settimane nelle sterminate pianure della Russia asiatica, lo scenario รจ quasi da manuale. Lโ€™inverno 2025 ha visto una copertura nevosa autunnale in Siberia decisamente superiore alla media. Parliamo di milioni di chilometri quadrati di bianco che riflettono la luce solare (effetto albedo) e permettono al suolo di raffreddarsi in modo brutale, creando quel โ€œcuscinettoโ€ di aria gelida e pesante che รจ la base dellโ€™Anticiclone Siberiano.

      Insomma, la materia prima cโ€™รจ. Lโ€™aria gela, le temperature crollano a -40ยฐC o -50ยฐC in Jacuzia giร  a dicembre. Il freezer รจ acceso e ben rifornito. Ma allora perchรฉ in Italia ci troviamo spesso a commentare giornate di miti e il sole che spacca le pietre?

      Tutto dipende dal โ€œcorriereโ€, ovvero dalla circolazione atmosferica. Avere il freddo in Siberia รจ condizione necessaria, ma non sufficiente. Affinchรฉ quel gelo percorra cinquemila chilometri in โ€œretromarciaโ€, ma anche molto meno in gennaio, (da est verso ovest) e colpisca lโ€™Europa e il Mediterraneo, serve un incastro di eventi quasi perfetto. Serve che il flusso zonale atlantico โ€“ quei venti miti che soffiano da ovest โ€“ si blocchi. Serve unโ€™alta pressione che si elevi come un muro verso la Scandinavia o la Groenlandia, costringendo lโ€™aria gelida a scivolare sotto, verso di noi.

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      Lโ€™effetto paradosso: quando il caldo chiama il freddo

      Qui entra in gioco un attore protagonista che sta cambiando le regole del gioco: lโ€™Amplificazione Artica. รˆ un concetto che spaventa un poโ€™, ma in realtร  spiega benissimo il paradosso dei nostri tempi. Il Polo Nord si sta scaldando molto piรน velocemente del resto del pianeta (e questo รจ un fatto). La differenza di temperatura tra lโ€™Artico e lโ€™Equatore si riduce e, di conseguenza, la Corrente a Getto โ€“ quel fiume dโ€™aria che scorre in alta quota โ€“ perde velocitร .

      Immaginate un fiume che rallenta: inizia a fare anse, meandri, curve larghe. Ecco, la Corrente a Getto fa la stessa cosa. Diventa โ€œondulataโ€.

      Queste onde ampie favoriscono i blocchi atmosferici. In pratica, aumentano le possibilitร  che una massa dโ€™aria (calda o fredda che sia) resti โ€œinchiodataโ€ sulla stessa zona per giorni o settimane. รˆ il motivo per cui abbiamo ondate di calore estive interminabili, ma รจ anche il meccanismo che puรฒ scaraventarci addosso il gelo artico in pieno riscaldamento globale.

      Studi recenti suggeriscono che la riduzione del ghiaccio marino nel Mare di Barents-Kara โ€“ a nord della Russia โ€“ potrebbe favorire la formazione di alte pressioni proprio sugli Urali. Questo pattern รจ unโ€™autostrada preferenziale per il gelo verso lโ€™Europa. Quindi sรฌ, il mondo si scalda, ma paradossalmente questo potrebbe rendere i movimenti delle masse dโ€™aria piรน lenti e persistenti, inclusi quelli gelidi.

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      I fantasmi del passato: 1929, 1956, 1985

      Chi ha vissuto il 1985 o il 2012 ricorda bene cosa significa quando lโ€™ingranaggio gira nel verso giusto. Il silenzio ovattato della neve, le cittร  paralizzate. Gli episodi storici โ€“ dal mitico 1929 al terribile febbraio 1956 โ€“ avevano tutti una matrice comune: un potente anticiclone termico russo-siberiano e un blocco atlantico duraturo.

      Oggi, perรฒ, cโ€™รจ una differenza sostanziale. Il โ€œfondaleโ€ su cui questi eventi si innestano รจ cambiato.

      Immaginiamo di avere la stessa identica configurazione barica del 1956, traslata perรฒ nel 2026. Lโ€™aria partirebbe gelida dalla Siberia, certo. Ma viaggerebbe su un continente e su mari mediamente piรน caldi rispetto a settantโ€™anni fa. Arriverebbe in Italia magari โ€œaddolcitaโ€ di quel grado o due che fa la differenza tra una nevicata storica in pianura e una pioggia mista a neve fastidiosa.

      Le analisi delle serie storiche a 850 hPa (circa 1500 metri di quota, la โ€œquota reginaโ€ per i meteorologi) ci dicono che le ondate di freddo estreme non sono scomparse, ma faticano di piรน a battere i record assoluti di minima. I -20ยฐC in Pianura Padana? Molto piรน difficili oggi, anche a causa dellโ€™isola di calore urbana che abbiamo costruito. Tuttavia, eventi โ€œtipo 2012โ€ o โ€œtipo 2018โ€ (il famoso Burian di fine febbraio) restano dinamicamente plausibili.

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      Cosa aspettarci dal futuro (e dal presente)

      Guardando allโ€™inverno 2025-2026 e a quelli futuri, dobbiamo abituarci a una nuova normalitร  fatta di estremi nevosi. Non avremo, probabilmente, mesi interi di ghiaccio come accadeva nella Piccola Era Glaciale o a metร  Novecento. Quello stile di inverno โ€“ statico, monolitico โ€“ รจ sempre meno probabile statisticamente.

      Ciรฒ che rischiamo, invece, sono โ€œschiaffiโ€ violenti e concentrati. Irruzioni che durano magari 5-7 giorni, ma che arrivano con una cattiveria inaudita proprio perchรฉ frutto di quei blocchi atmosferici esasperati dallโ€™Amplificazione Artica. Il freddo, quando arriverร , troverร  un Mediterraneo molto piรน caldo (energia pura), innescando potenzialmente nevicate (il cosiddetto ASE โ€“ Adriatic Snow Effect o i minimi tirrenici) molto piรน intense e rapide del passato.

      In effetti, non serve che arrivi lโ€™aria del 1929 per mandare in tilt il nostro sistema. Bastano pochi giorni di gelo vero in un contesto a cui non siamo piรน abituati.

      Le proiezioni stagionali e gli indici teleconnettivi (come la NAO, lโ€™Oscillazione Nord Atlantica) restano il faro nella nebbia. Se la NAO va in negativo e si forma un blocco in Atlantico, il โ€œportelloneโ€ siberiano puรฒ aprirsi ancora. E con lโ€™innevamento attuale in Asia, la materia prima non manca.

      In conclusione, decretare la morte del โ€œGenerale Invernoโ€ รจ prematuro e scientificamente scorretto. Il Generale รจ invecchiato, forse รจ piรน acciaccato e pigro a causa del clima che cambia, ma ha ancora in canna colpi formidabili.

      La possibilitร  di eventi di freddo estremo rimane una realtร  fisica del nostro sistema climatico, perรฒ ora avvengono in un teatro piรน caldo, rendendo la previsione una sfida ancora piรน sottile tra fisica dellโ€™atmosfera e statistica del caos.

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      Fonti e approfondimenti internazionali:

      • NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) โ€“ Analisi sullโ€™Oscillazione Artica e i trend invernali globali
      • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) โ€“ Studi sulla predicibilitร  degli eventi di blocco in Europa
      • Nature Climate Change โ€“ Articoli scientifici sul collegamento tra scioglimento dei ghiacci artici e ondate di freddo alle medie latitudini
      • WMO (World Meteorological Organization) โ€“ Report sullo stato del clima globale e gli estremi termici
      • American Meteorological Society (AMS) โ€“ Pubblicazioni sulla dinamica delle irruzioni di aria fredda in un clima che si riscalda
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      TAG:amplificazione articaburiancambiamento climaticogelo siberianoinverno estremoneve italiavortice polare
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