Seguici su Google

 

Prima di analizzare come potrebbero essere gli scenari meteo di Gennaio, andiamo ad analizzare quello che è stato dicembre. Anche se mancano alcuni giorni. Chiariamolo subito. Un mese prettamente anomalo. In tutto e per tutto.

 

Alta pressione dominatrice per giorni

Non ha portato solamente sole e clima mite. Ma pure altre conseguenze nefaste. La neve naturale è quasi assente. Per trovarla è necessario salire molto in quota, e anche lì le condizioni non sono sempre ideali. Alla base di questa situazione vi è un problema strutturale: l’autunno ha fatto registrare un deficit, anche piuttosto significativo, di precipitazioni. Quando le piogge sono arrivate, le temperature erano troppo elevate e la quota neve si è mantenuta ben al di sopra della media stagionale.

 

Un altro elemento anomalo è rappresentato dalla distribuzione della nebbia. Invece di interessare la Pianura Padana, come avviene tipicamente nei mesi invernali, questo fenomeno si è manifestato soprattutto lungo le coste e nelle regioni meridionali, comprese la Puglia e parte del Sud Italia.

 

Ma come è stato possibile una cosa simile? Semplice. Il contrasto tra il Mar Mediterraneo ancora caldo e il raffreddamento notturno delle terre emerse ha favorito questa configurazione insolita. È più tipica della Primavera. Quando ci sono i primi anticicloni caldi e le terre si scaldano, mentre il mare è ancora freddo e condensa facilmente.

 

Impressionante anomalia termica a livello europeo nei primi 20 giorni di dicembre. Europa in rosso!

 

Un inverno che fa molta fatica a ingranare

Questi segnali evidenziano un inverno, oramai l’ennesimo, che stenta a decollare. La mancanza di nebbia padana, la scarsità di neve sulle Alpi e la quasi totale assenza di accumuli significativi sull’Appennino delineano ancora uno scenario volto allo stravolgimento meteo climatico. La neve appenninica, quando è comparsa, si è limitata alle cime più alte e si è fusa abbastanza in fretta.

 

È lecito chiedersi se tutto ciò sia riconducibile esclusivamente al cambiamento climatico o se rientri anche nelle normali fluttuazioni climatiche. Beh la risposta è semplice. Numerosi studi indicano che la fascia climatica tropicale si sta progressivamente espandendo verso nord.

 

Questo non è più un semplice “gioco”, ma un effetto diretto del cambiamento climatico. C’è una vera e propria tropicalizzazione dell’area mediterranea. Sia in estate, quando è molto evidente, sia d’inverno ove la neve non è più la protagonista come una volta.

 

Possibilità di un vortice polare piuttosto compatto. Questo non giova a favore di ondate di freddo sul nostro paese. Anche se nulla toglie effettivamente che qualche episodio freddo possa comunque farci visita.

 

Amplificazione artica e incognite future

Ne abbiamo già trattato più volte. Il noto fenomeno meteo climatico dell’Amplificazione Artica. Questo processo influisce molto pesantemente sulla circolazione atmosferica e può sia favorire irruzioni di aria gelida (sempre meno probabili però), sia enfatizzare anticicloni Monster anche nel cuore dell’inverno (cosa già avvenuta più volte).

 

Non si possono escludere improvvise risalite di aria calda africana nei mesi centrali dell’inverno, soprattutto dopo l’Epifania. In alcuni casi, queste fasi miti possono persino indurre una ripresa vegetativa anticipata. L’unico elemento in grado di ribaltare radicalmente lo scenario sarebbe uno stratwarming, il quale possa far avere un periodo particolarmente freddo a lungo.

 

Ma attenzione. Avere una fase meteo gelida molto in ritardo, come è successo ad esempio a fine febbraio del 2018, potrebbe essere molto controproducente. Il tempo per avere il freddo vero è dicembre e gennaio. Spesso già a febbraio la ripresa vegetativa è molto più precoce di un tempo. E quindi eventuali gelate tardive producono molti più danni rispetto a un tempo.

 

Neve che compare con sempre maggiore fatica anche sulle Alpi a quote intermedie. Quello che un tempo era un innevamento costante per 5 o 6 mesi adesso è diventato molto più frammentato.
ID 201011662 ©
| Dreamstime.com

 

Credit

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

Seguici su Google