
(METEOGIORNALE.IT) Lassù, in alta quota, c’è un’anomalia meteo climatica semplicemente spaventosa. Eppure quasi nessuno di noi se ne rende conto. E non per ignoranza o per menefreghismo. Ma semplicemente perché il nostro corpo non lo percepisce affatto.
Cosa sta accadendo
Sopra i 2000 metri stiamo vivendo un clima tipico quasi dell’estate. No, non stiamo scherzando. È la verità! Solo che la stragrande maggioranza delle persone non abita a 2000 metri, ma molte di esse in Pianura Padana, dove fa particolarmente freddo di notte e i pomeriggi sono appena miti. E quindi uno si chiede dove sia l’anomalia.
L’analisi tecnica
Siamo nel cuore di una fase meteo anomala, particolarmente calda in quota, a causa di un vasto anticiclone subtropicale, il quale all’atmosfera caratteristiche simili a quelle estive. Però, a differenza dei mesi caldi, gli effetti di questa configurazione risultano particolarmente nascosti (anzi quasi nulli) nei bassi strati a causa del fenomeno dell’inversione termica.
Spieghiamoci meglio. Mentre in quota l’aria resta mite e lo zero termico arriva a sfiorare i 4.000 metri sulle Alpi occidentali (roba da luglio!), nelle pianure e nelle valli si registrano temperature decisamente più basse, con minime addirittura sotto zero o comunque di poco sopra. Il che non sarebbe assolutamente un’anomalia in sé e per sé.
E dove sta l’anomalia?
Semplice. In quota! E soprattutto nel pattern meteo che stiamo vivendo. Come detto, mentre in alta quota si registrano temperature tipiche di giugno o luglio, nei bassi strati domina l’inversione termica, con temperature decisamente fredde di notte e valori comunque da maglione in pieno giorno.
Tali fasi, dunque, sono la dimostrazione di come non si possa fare un’anomalia meteo climatica solo in base alle sensazioni. Ma bisogna allargare gli orizzonti. Nonostante, in apparenza, in pianura padana non ci sia nulla di anomalo per quanto riguarda le temperature, in alta quota la situazione è semplicemente drammatica. Con tutto quello che ne concerne per ghiacciai e nevai.

Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)
