(METEOGIORNALE.IT) Sul web circolano, soprattutto in Italia, opinioni molto contrastanti sull’evoluzione del tempo, al punto da generare enorme confusione. Vediamo cosa sta succedendo adesso, cosa ci attende e cosa potrebbe verificarsi effettivamente a dicembre, secondo mappe e proiezioni delle cosiddette teleconnessioni.
Ci affidiamo ai dati del Centro Meteo Europeo – ECMWF. Innanzitutto l’indice polare, ovvero AO.
Ovviamente il rischio di errore del modello matematico è considerevole: stiamo parlando di una proiezione che arriva fino a 46 giorni e scavalca Capodanno. Avremo un rafforzamento del Vortice Polare, e questo favorirà l’arrivo di una forte alta pressione nei giorni successivi in Italia, soprattutto nella prima decade di dicembre. Poi però le cose tendono a cambiare di nuovo: il Vortice Polare perde vivacità – non sarà forte come quello dello scorso anno. Questo significa che per tutto il mese di dicembre, perché questa è la linea di tendenza, ci sarà la possibilità di ampi scambi meridiani. In sostanza, un Vortice Polare debole convoglia aria fredda verso sud. Non è che l’aria fredda che è arrivata, che c’è e che arriverà in Italia, si sia materializzata per magia: ci ha pensato il Vortice Polare, con la sua instabilità, a inviarci un getto più freddo del solito, portando le temperature su valori sotto la norma per il periodo.
Passiamo a un altro indice estremamente rilevante, quello del Nord Atlantico, la NAO.
Su una proiezione a lungo termine, quindi per tutto dicembre, vediamo all’inizio una certa oscillazione. L’abbiamo già capito: arriverà l’alta pressione, ma poi tornerà una tendenza al cambiamento, e di nuovo l’alta pressione. In sostanza, nella prima decade di dicembre il tempo sarà piuttosto incerto, ma questa incertezza ce la porteremo avanti per tutto dicembre 2025. Questo perché l’indice indicato sarà praticamente prossimo allo zero secondo il run ufficiale. Ovviamente c’è un margine di incertezza: parliamo di un modello matematico ensemble, con differenze anche considerevoli. Potremmo avere un indice molto positivo o molto negativo, ma il run ufficiale indica un valore vicino allo zero. Questo significa che c’è la possibilità che l’Italia, soprattutto il Centro e il Sud del Paese, venga raggiunta da depressioni oceaniche e basse pressioni: quindi scambi meridiani attivi tra masse d’aria, con possibilità sia di ondate di freddo sia di richiami di aria calda, oltre al transito di perturbazioni.
Dopo questo episodio di alta pressione potrebbe subentrare un cambiamento atmosferico piuttosto rilevante. Peraltro, alcune proiezioni vedono l’alta pressione ridimensionarsi. Attenzione: questa alta pressione non porterà 20°C sull’Italia settentrionale – ne ho parlato in altri articoli. I possibili picchi di 20°C si avrebbero esclusivamente tra Sardegna, forse Sicilia, e lungo le coste Tirreniche, in particolare quelle centro-settentrionali, ma anche un po’ il Sud potrebbe risentirne. Sono condizioni che possono verificarsi – niente di nuovo per dicembre: le abbiamo viste altre volte. Il punto è che questi fenomeni si ripetono sempre più spesso, perché siamo in una fase di Cambiamento Climatico. Uno degli effetti è la cosiddetta Estremizzazione del Clima, cioè un tempo estremamente mutevole – e questo impatta anche le previsioni meteo.
Per concludere, dicembre potrebbe presentare aspetti davvero interessanti dal punto di vista meteorologico. Alcune proiezioni del Centro Meteo Europeo – ECMWF intravedono persino un evento di freddo di origine siberiana. Ovviamente non stiamo dicendo che arriverà il gelo dalla Siberia: sono proiezioni da confermare. L’Estremizzazione del Clima può significare anche situazioni di blocco: per esempio, un’area di alta pressione sull’Europa che per settimane ostacola il transito delle perturbazioni oceaniche. Anche se gli indici di comportamento del clima dettati dalle teleconnessioni non sembrano prospettare un blocco marcato come negli ultimi anni, dicembre è spesso un periodo con situazioni più vicine alla media invernale rispetto a gennaio e febbraio, due mesi che purtroppo sono cambiati moltissimo rispetto alla normalità.
Oggi abbiamo fatto un’analisi molto sommaria sul cambiamento della temperatura a Milano Linate. Ebbene, negli anni ’50-’60 Milano Linate aveva una media massima a gennaio di circa 4°C; negli ultimi 60-70 anni ha registrato una media massima attorno a 8°C: un aumento notevole. Qui parliamo anche di microclimi e di condizioni peculiari che non hanno favorito quei fattori atmosferici utili a ridurre le temperature: nebbia, cieli sereni prolungati, assenza di precipitazioni. La Val Padana e l’Italia sono state spesso interessate negli ultimi anni da alte pressioni nel mese di gennaio, e questo influenza anche le temperature.
Insomma, i Cambiamenti Climatici sono un fatto reale. Anche se parliamo di ondate di freddo, non significa che non ci sia un Riscaldamento Globale. Entra in gioco anche l’Amplificazione Artica, una configurazione atmosferica propensa, a tratti, a generare ondate di freddo. E infatti le abbiamo viste: a novembre c’è stata un’ondata fredda anomala. Una rappresentazione più eloquente di quanto detto di quella che stiamo vivendo è difficile trovarla. Non si è parlato di gelo siberiano: se fosse arrivato un flusso come quello osservato a settembre, oggi avremmo avuto le coste Adriatiche sommerse di neve, ma non è successo.
A settembre abbiamo avuto venti dalla Siberia – forse ce ne siamo dimenticati, io no – e anche quello è Meteo estremo, proprio come le temperature elevate di ottobre e quelle dell’estate. Si chiama Estremizzazione del Clima: ricordiamolo. In questo contesto può succedere di tutto, con ondate di freddo come di caldo. Non è dire “tutto e niente”: parlo di Estremizzazione del Clima, che significa variazioni termiche e meteorologiche intense in tempi molto ristretti, con fenomeni più violenti del solito. Lo abbiamo visto con l’alluvione estrema recente in Friuli, o con i violenti nubifragi tra Liguria e Toscana. Fenomeni che da quelle parti possono anche ripetersi ogni anno, ma qui parliamo di un quadro più ampio. Dovremmo allargare lo sguardo a tutto il pianeta per un’analisi più concreta: allora vedremmo chiaramente quanto il clima stia diventando estremo.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF (METEOGIORNALE.IT)



