
(METEOGIORNALE.IT) Da diversi giorni l’evoluzione meteo proposta dai principali centri di calcolo riguardo la prima decade di dicembre mostrano scenari davvero sorprendenti e fuori stagione. Parliamo chiaramente di un ipotetico ritorno dell’alta pressione subtropicale su più di mezza Europa pronta a garantire tempo più stabile e mite anche sulla nostra penisola.
Alta pressione imponente a Dicembre
Questo tipo di configurazione, se confermata, rappresenterebbe un’anomalia particolarmente evidente per l’inizio dell’inverno meteorologico. Gli anticicloni subtropicali, soprattutto quelli con radici nordafricane, sono infatti associati a periodi di stabilità prolungata, cieli limpidi in quota e temperature decisamente superiori alla media, ed è più comune osservarli nel semestre caldo che non all’inizio di dicembre.
Tuttavia, gli ultimi anni ci hanno abituati a scambi di masse d’aria sempre più estremi e a pattern di circolazione molto diversi da quelli della climatologia tradizionale, e un anticiclone così forte a inizio inverno non rientra più tra gli scenari impossibili.
Ci teniamo a precisare che parliamo ancora di tendenze meteo a lunga scadenza, pertanto suscettibili di variazioni significative. In particolar modo il modello di riferimento in tal senso è il Centro Meteo Americano GFS, il quale indica una ripresa a dir poco clamorosa dell’alta pressione sull’Europa centro-occidentale a partire dal 5 dicembre.
Pressione troppo alta?
Inizialmente parleremo dell’alta pressione delle Azzorre, che comunque concederebbe una pausa dopo tante perturbazioni e tante piogge da Nord a Sud. Ma col passare dei giorni questo solido campo di alta pressione potrebbe gonfiarsi ancor di più, rinforzarsi e addirittura spostare la propria radice sul Nordafrica, il che concederebbe all’intera struttura anticiclonica connotati subtropicali tipicamente estivi.
La possibilità che l’anticiclone delle Azzorre venga sostituito o inglobato da una cella di alta pressione nordafricana indica una dinamica atmosferica più complessa, nella quale una bolla di aria calda in quota risale dal Sahara verso il Mediterraneo e parte dell’Europa centrale. Questo processo porta alla formazione di un vero e proprio “cupolone anticiclonico”, caratterizzato da una compressione dell’aria molto accentuata e da un innalzamento della pressione al suolo.

Anticiclone da 1040 millibar, cosa significa
Mappe alla mano sarebbe un anticiclone fin troppo coriaceo sull’Europa centro-occidentale, ed anche parecchio anomalo poiché caratterizzato da masse d’aria in alta quota particolarmente calde per il periodo. Tra Francia, Germania, Svizzera, Austria e Nord Italia la pressione al suolo potrebbe raggiungere i 1040 millibar, mentre in quota le temperature salirebbero fino a 12 o 13 °C a 1500 m di altitudine, segno distintivo di un possente campo di alta pressione nordafricano dai connotati più estivi che invernali.
Raggiungere o superare i 1040 millibar nel mese di dicembre è un evento tutt’altro che comune. Si tratta infatti di valori tipici dei massimi pressori più intensi e stabili, come quelli che caratterizzano gli anticicloni continentali in pieno inverno sull’Eurasia o, più raramente, anticicloni subtropicali estremamente rinforzati. Una pressione così elevata indica:
- un’atmosfera straordinariamente stabile
- pochissimo ricambio d’aria verticale e orizzontale
- totale inibizione delle precipitazioni
Questo comporta un effetto molto importante: la costante subsidenza anticiclonica, ovvero la compressione dell’aria dall’alto verso il basso.
Mite in quota, freddo in pianura?
In quota, la presenza di temperature di 12 o 13 gradi a 1500 metri a inizio dicembre rappresenta un’anomalia termica enorme, tipica di un’atmosfera primaverile. Questo riscaldamento in quota tende a schiacciare verso il basso la massa d’aria fredda presente nei bassi strati, causando una netta differenza termica tra pianure fredde e cime montuose decisamente miti.
Ma dobbiamo ricordarci che ci troviamo pur sempre nel semestre freddo e, per essere più precisi, ad inizio inverno meteorologico per quanto riguarda la prima decade di dicembre. Per questo motivo non avremo al suolo gli stessi effetti che un anticiclone di questo tipo darebbe in piena estate.
Tra smog, foschie, nebbie
Su molte località come sulla Val Padana e nelle valli alpine e prealpine il clima potrebbe restare parecchio freddo e addirittura si formerebbero foschie e nebbie, pronte a contenere l’aria fredda a bassa quota ed anche gli inquinanti. Più su, in alta quota e in alta montagna, splenderebbe il sole e le temperature salirebbero senza freni.
Questo contrasto tra mitezza in quota e freddo al suolo è una caratteristica tipica delle alte pressioni invernali più intense. Pianure e valli restano intrappolate sotto uno strato d’aria fredda molto stabile, creando la classica inversione termica, con:
- nebbie spesse e persistenti
- aria stagnante nei bassi strati

Mite al sud
La mitezza comunque potrebbe interessare le regioni del Sud e le isole maggiori dove la colonnina di mercurio punterebbe facilmente i 20 °C nel caso in cui questa configurazione dovesse davvero concretizzarsi nel periodo compreso tra il 5 e l’8 dicembre.
Al Sud e sulle isole, dove le inversioni termiche sono molto più deboli, l’anticiclone subtropicale si manifesterebbe invece in tutta la sua potenza, con giornate stabili, cieli limpidi e temperature che potrebbero davvero raggiungere valori da aprile.
Ma, come abbiamo già specificato ad inizio articolo, è una tendenza ancora suscettibile di forti variazioni pertanto non escludiamo cambiamenti improvvisi nei prossimi aggiornamenti. Restate sintonizzati sul nostro portale per i prossimi editoriali. Addirittura non si esclude un pronto ritorno del freddo intenso, già dopo l’Immacolata. (METEOGIORNALE.IT)
