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Val Padana, ingredienti giusti per neve farinosa e abbondante

Cuscinetto d’aria fredda in Pianura Padana: cause e conseguenze

Federico De Michelis di Federico De Michelis
15 Nov 2025 - 18:25
in A Scelta dalla Redazione, Cambiamento climatico, Meteo News
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Ci siamo chiesti da quando non si forma più un cuscinetto d’aria fredda in Pianura Padana davvero robusto. Parlo di quel cuscinetto che staziona nei bassi strati dell’atmosfera ed è essenziale per avere successive nevicate da addolcimento, cioè quando poi transita una perturbazione. Andando a ritroso nel tempo, qualcosa del genere, piuttosto consistente, l’abbiamo visto molti anni fa: effettivamente, negli ultimi 12 anni sono mancate le condizioni ideali.

 

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(METEOGIORNALE.IT) L’ultimo evento rilevante avvenne in dicembre 2012, quando l’aria fredda giunse da est e abbassò sensibilmente le temperature. Si ebbero nevicate deboli e sparse un po’ in tutta la Pianura Padana: nevicò anche a Milano, tanto per intenderci, dove la temperatura, durante la notte, scese fino a -8°C. In queste condizioni, quando arriva aria dai Balcani – non parliamo quindi di aria gelida proveniente dalla Siberia – si forma il cuscinetto d’aria fredda. Ed ecco cosa accadde successivamente: intorno al 12-13 dicembre giunse una perturbazione piuttosto robusta e portò una badilata di neve; caddero sui 20-25 centimetri nell’area milanese, ma nevicò anche a Torino e su gran parte della Pianura Padana.

 

Il cuscinetto padano però, secondo le previsioni meteo di quei giorni, non doveva reggere. Invece la perturbazione successiva giunse su Milano, in Lombardia, su Torino, e portò altra neve: si ebbero due eventi nevosi nel mese di dicembre abbastanza importanti. Nei giorni successivi le temperature rimasero ancora basse di notte, favorendo nelle aree extraurbane la formazione di ghiaccio. Successivamente la temperatura aumentò e verso Natale si ebbero piogge con valori ovviamente sopra 0°C; però in Pianura Padana rimase questo cuscinetto d’aria fredda, cioè la neve restò al suolo per parecchi giorni.

 

Poi altri eventi accaddero in gennaio, perché altra aria fredda giunse da est in un contesto in cui la Pianura Padana si era ormai raffreddata: si ebbero altre nevicate copiose e ulteriori episodi anche in febbraio. Tanta neve cadde nell’inverno 2012-2013, come non accadeva da moltissimi anni. Questo perché ci fu un mix di condizioni sinottiche ideali: l’aria fredda scese da est o da nord e andò a stazionare in Pianura Padana; ci fu una dispersione di calore per irraggiamento notturno; si formarono le nebbie; stazionò per un breve periodo l’alta pressione; il freddo, insomma, si autogenerò ulteriormente. Poi transitarono le perturbazioni: il classico tempo da neve per la Pianura Padana. Ecco come succede e come dovrebbe avvenire.

 

Si parla poi di un aumento delle temperature a causa del cambiamento climatico, che “non ha portato più la neve”. In realtà questo è in parte vero – forse, perché non se ne ha certezza matematica – e in parte no: durante diverse stagioni invernali non abbiamo più avuto ondate di freddo persistenti; non è più giunto freddo da est, se non tardivamente o in circostanze in cui poi, successivamente, non ci sono state precipitazioni. Faccio l’esempio di gennaio 2017: ondata di freddo da est sul Nord Italia, siccità, incendi nei boschi. All’Epifania ci fu un incendio enorme in Lombardia e bruciarono boschi in Liguria a causa del vento freddo che giungeva da est. Nevicò su tutto l’Adriatico, per esempio fino a Santa Maria di Leuca, ma niente neve nel Nord Italia. Il cuscinetto d’aria fredda si formò, ma senza precipitazioni ovviamente non cadde neve.

 

L’inverno 2024-2025 fu mite, effettivamente, ma mancarono le precipitazioni proprio nel periodo in cui faceva freddo, c’era nebbia e le temperature erano basse, tanto che, anche nella periferia e negli spazi aperti di Milano, ghiacciarono i laghetti. Quindi faceva freddo, le condizioni meteo per avere nevicate c’erano, ma se le precipitazioni mancano o arrivano quando giunge aria calda, la neve non cade. Le condizioni climatiche della Pianura Padana sono particolari: se mancano alcuni ingredienti – chiamiamoli così, ovvero condizioni sinottiche adeguate – non nevica; non ci sono precipitazioni nevose, ma piove.

 

Dare la colpa esclusivamente al cambiamento climatico appare abbastanza presuntuoso. Il cambiamento climatico c’è, è tangibile; tuttavia, non sappiamo quanto derivi dall’aumento globale della temperatura e quanto da situazioni locali – situazioni che, tra l’altro, si vedono in tutta Europa. Allo stesso tempo, in altre parti del pianeta si verificano irruzioni di aria fredda, nevicate importanti, ondate di freddo come non succedeva da molti anni. Pertanto, escludere a priori che non si formi più il cuscinetto d’aria fredda o che non possa tornare la neve in Pianura Padana è poco scientifico. È chiaro che molti non saranno d’accordo, ma questa è la mia opinione.

  (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: aria freddacambiamento climaticocondizioni sinottichecuscinetto padanonevicate da addolcimentoondate di freddopianura padana
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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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