(METEOGIORNALE.IT) Sul forte Riscaldamento della Stratosfera si fanno numerose congetture. C’è chi ha stabilito che non vi sarà alcun contatto con la Troposfera per varie ragioni. A livello mondiale, questo evento in altissima quota – a circa 30 chilometri di altezza – invece preoccupa moltissimo.

La preoccupazione deriva principalmente dalla sua durata, perché i modelli matematici interpretano una tendenza durevole, anche oltre i 15 giorni.
Ed è la durata – appunto di ben due settimane – di questo fortissimo riscaldamento atmosferico in quota a dare un’incertezza maggiore sull’eventuale coinvolgimento della Troposfera, cioè quella parte dell’atmosfera dove si verificano i fenomeni atmosferici di cui vi parliamo molto spesso. È una situazione complessa, dinamica, evolutiva, ed è per questo motivo che congedare questo evento meteo in un nulla di fatto ci sembra veramente superficiale.

Poi è vero, ci possono essere in atto condizioni che ostacolano l’interferenza del riscaldamento in quota – a 30 chilometri di altezza – con i livelli inferiori. Ma qui parliamo di un fenomeno che ha una durata lunghissima, 15 giorni, forse anche di più, dato che è previsto non solo durare due settimane ma anche espandersi e intensificarsi ancora. Questo può alimentare il dubbio che possa poi esplodere un evento di freddo estremo da qualche parte del nostro emisfero, anche perché tutto dipende da dove si produrrà quel contatto Stratosfera-Troposfera e da dove poi si innescherà una certa catena di fenomeni.
Infatti, non possiamo dire che questo fenomeno genererà il gelo in Europa, perché potrebbe invece prodursi un’ulteriore anomalia del Vortice Polare, estremamente vulnerabile, e portare un’altra ondata di gelo importante sulle regioni del Nord America, oppure in Asia, o ancora in pieno Oceano Atlantico o Oceano Pacifico.
Per carità, è molto più probabile che l’evento avvenga sulle terre emerse che sui grandi bacini del nostro emisfero. Quindi non vogliamo congedare questa possibilità, ma allo stesso tempo dobbiamo seguire ciò che i modelli matematici di previsione indicano.
Su questi c’è una fortissima incertezza, perché sul meteo di lungo termine nulla è scritto con sicurezza. C’è sicuramente una buona affidabilità da parte del modello matematico americano, che ci dice che in Europa avremo un’alta pressione stratosferica che bloccherà le perturbazioni oceaniche, allontanerà il freddo e quindi, praticamente, la prima parte di dicembre non sarà più dal meteo invernale come invece sta succedendo attualmente, dove abbiamo un’espansione del Vortice Polare verso sud. Ma il modello matematico europeo stravolge tutto.
Se ciò fosse avvenuto sul Nord America, sarebbe stata un’ondata di gelo, mentre in Europa abbiamo un’ondata di freddo – gelo comunque – sul Centro-Nord del continente, con temperature di molti gradi sotto lo zero, ma non in Italia. Noi abbiamo il bacino del Mar Mediterraneo che ci protegge e genera una situazione di mitezza, attenuando l’entità del freddo. Anche la Francia non vive il gelo estremo come potrebbe accadere, ad esempio, con correnti provenienti dalla Siberia. L’orografia dell’Europa è molto diversa rispetto a quella del Nord America, lo abbiamo detto.
Per concludere: questo Riscaldamento in Stratosfera è da seguire. È durevole, mutevole, anomalo. Quindi chiudere l’argomento qui non è assolutamente possibile né accettabile. A livello mondiale ne parlano centinaia di scienziati, soprattutto sui canali social dedicati, nei loro profili. In Italia la cosa viene vista un po’ scioccamente, come al solito: c’è chi critica chi parla del riscaldamento in Stratosfera, chi tira fuori teorie secondo cui non succederà nulla, chi dice che non ci interessa più di tanto, e altro ancora. Ma questa è una visione molto ridotta della meteorologia, che invece – a livello mondiale – ha un’ampiezza di vedute che ci sostiene e ci aiuta a comprendere le evoluzioni meteo a lunghissimo termine. E noi, molto spesso, vi abbiamo dato informazioni che nessun altro vi ha fornito. Questo lo sanno i nostri lettori, soprattutto i più assidui, quelli che ci seguono da 25 anni.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)

