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Prometheus, il nucleare “leggero” pronto a fornire energia da acqua e sale

Continuano le ricerche sul "nucleare leggero", noto come Prometheus. Produzione di energia da acqua e sale?

Raffaele Laricchia di Raffaele Laricchia
25 Nov 2025 - 20:33
in Magazine, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Prometheus è un progetto italiano che negli ultimi mesi ha attirato molta attenzione perché promette qualcosa che sembra uscito da un film di fantascienza: produrre energia pulita a costi bassissimi, senza usare uranio, senza creare scorie e senza rischi da centrale nucleare. In pratica, un “nucleare leggero”, come viene chiamato in modo molto divulgativo, cioè un sistema che sfrutterebbe reazioni a bassa energia per generare calore o idrogeno partendo da materiali comuni come acqua e sale.

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Come nasce il progetto Prometheus

L’idea nasce in un laboratorio del Kilometro Rosso, un grande centro di innovazione a Bergamo. Qui un gruppo di ricercatori ha lavorato per anni a un dispositivo che loro chiamano UM, una sorta di piccolo reattore grande più o meno quanto un apparecchio domestico, che funziona grazie a impulsi elettrici che “attivano” una reazione all’interno di una camera piena di un liquido salino.

La promessa è affascinante: immetti un po’ di energia elettrica e la macchina te ne restituisce di più, sotto forma di calore o idrogeno. Il tutto, dicono, senza radiazioni, senza combustibili nucleari e senza emissioni inquinanti.

Perché i media ne parlano tanto

A livello mediatico la storia ha fatto subito rumore perché l’idea di avere un generatore di calore domestico sicuro, ecologico e quasi inesauribile piace a tutti. E piace ancora di più perché sarebbe un’invenzione italiana, in un settore – quello dell’energia – dove di solito siamo abituati a importare tecnologie dall’estero.

Le interviste e gli articoli che circolano presentano questa macchina come una possibile rivoluzione:

  • abitazioni riscaldate con costi minimi
  • industrie che producono idrogeno direttamente in loco

Si parla esplicitamente di un ritorno del “nucleare italiano”, ma senza i problemi del nucleare vero e proprio.

 

Cosa sono davvero le LENR

Detto questo, è importante capire anche il contesto: quello di cui si parla è una tecnologia legata alle cosiddette LENR, le “reazioni nucleari a bassa energia”, un campo scientifico che da decenni divide il mondo della ricerca.

Alcuni laboratori sostengono di aver ottenuto risultati interessanti, altri non sono mai riusciti a replicarli. Per questo, anche nel caso di Prometheus, la curiosità è tanta ma la prudenza è d’obbligo: al momento non esistono pubblicazioni scientifiche indipendenti che confermino con assoluta certezza che il dispositivo funzioni come dichiarato, né test ufficiali svolti da enti terzi.

 

L’azienda sostiene di aver accumulato migliaia di ore di prove in laboratorio, ma queste informazioni non sono ancora state divulgate in modo dettagliato e verificabile. È quindi naturale che la comunità scientifica resti in attesa di dati concreti.

Ecco i due punti centrali della questione:

  • potenziale rivoluzionario, se le prestazioni dichiarate fossero confermate
  • assenza di verifiche indipendenti, che impedisce per ora qualsiasi certezza

Prometheus: rivoluzione o tecnologia ancora immatura?

In sostanza, potremmo trovarci davanti a una delle più grandi innovazioni energetiche degli ultimi decenni, oppure a una tecnologia ancora acerba che necessita di molta più validazione prima di essere messa sul mercato.

La verità, ad oggi, è che siamo in quella fase in cui tutto è possibile ma nulla è ancora certo.

Ed è proprio questo che alimenta il fascino della storia: un’idea semplice, quasi poetica – produrre energia da acqua e sale – che potrebbe cambiare il modo in cui scaldiamo le case, alimentiamo le fabbriche e generiamo potenza, oppure rivelarsi solo un passo intermedio verso qualcosa di più solido e definitivo. (METEOGIORNALE.IT)

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Raffaele Laricchia

È nata in me una passione irrefrenabile per la meteorologia già dall'età di 8 anni, quando ancora si consultavano le previsioni meteo sul televideo. Ho studiato Fisica, sono diventato Tecnico Meteorologo certificato e riconosciuto dal WMO (Organizzazione Mondiale della Meteorologia) ed ora ho alle spalle già decine di migliaia di articoli di meteorologia in appena 13 anni di attività (ho 34 anni ora!). Lavoro anche come presentatore meteo presso emittenti televisive come Antenna Sud, Tele Molise, Video Calabria TV e altre regionali. Produco contenuti social di stampo meteo, dove migliaia di persone mi seguono assiduamente.

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