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Gelo dalla Siberia: il più probabile da decenni. Ecco i periodi a maggior rischio

AO neutra, Vortice Polare instabile: rischio di ondate di gelo dall’Europa orientale, scenario da monitorare

Federico De Michelis di Federico De Michelis
25 Nov 2025 - 18:52
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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L’Oscillazione Artica (AO) è attualmente neutra, il Vortice Polare stratosferico è in fase e quindi non più debole. Le proiezioni indicano che rimarrà pressoché neutra o potenzialmente positiva nelle prossime due settimane, poiché le anomalie di pressione/altezza geopotenziale nell’Artico sono attualmente contrastanti e si prevede che resteranno per lo più contrastanti nello stesso periodo. Quindi, poche variazioni – che non significa, state tranquilli, che l’Inverno è finito senza essere iniziato.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Anche l’Oscillazione Nord Atlantica (NAO) è al momento neutra, poiché deboli anomalie di pressione/altezza geopotenziale dominano sulla Groenlandia. Si prevede che la NAO rimarrà neutra o positiva nelle prossime due settimane, poiché le anomalie di pressione/altezza geopotenziale dovrebbero rimanere per lo più negative ma deboli sulla Groenlandia. Questo non preclude cambiamenti repentini nel Mediterraneo, anche se incombe un’alta pressione verso l’Europa. Ma qui c’è un problema di fondo: tale anticiclone rientra nell’estremizzazione del clima derivante dal Cambiamento Climatico.

 

Questa settimana l’attenzione è nuovamente rivolta all’anomala perturbazione del Vortice Polare (VP) relativamente grande, così presto nella stagione, e al suo impatto sul nostro meteo. Siamo ancora nell’autunno meteorologico, e la variabilità del vortice è stata precoce.

Anomalia di temperatura prevista per dicembre, gennaio e febbraio 2026 dal modello Janus (in alto) e dagli ensemble C3S.

Finora, questo autunno è stato relativamente mite nei continenti dell’emisfero settentrionale, con la più grande – o forse più precisamente l’unica – eccezione: la Siberia. E ciò che accade in Siberia non rimane in Siberia e, se si guardano le previsioni delle temperature, si prevede che farà molto più freddo in Nord America e freddo in parte dell’Europa, dove attualmente sono in corso irruzioni d’aria fredda. E siamo nemmeno all’inizio dell’Inverno.

Credo che l’andamento delle temperature autunnali in Eurasia abbia favorito un indebolimento del Vortice Polare, come è opinione dei massimi esperti mondiali di meteo avverso invernale.

L’estensione del ghiaccio marino artico al 23 novembre 2025 è mostrata in bianco, mentre il contorno arancione indica l’estensione climatologica tipica per la stessa data.

Il Vortice Polare (VP) è stato al centro di molta attenzione, e non senza ragione. Come ho già detto, abbiamo avuto un riscaldamento canadese (Stratwarming) che si è trasformato in un Vortice Polare allungato. Poi un secondo riscaldamento canadese che sta cercando con tutte le sue forze di trasformarsi in un improvviso riscaldamento stratosferico (SSW – definito come un’inversione del vento da ovest a est a 60°N e 10 hPa) o molto vicino a esso. Siamo esattamente in una fase in cui molti commentano il trend di questo riscaldamento: alcuni sostengono che non vi saranno conseguenze, altri che potrebbero esserci, anche se brevi. E quindi c’è il rischio di un’inversione dei venti, e questo accentua sensibilmente il rischio di ondate di gelo in Europa da una Siberia più fredda della media, il che è inquietante.

 

Se questa settimana si raggiungesse un SSW (Stratwarming con connessione alla Troposfera e inversione dei venti a 60°N e 10 hPa), sarebbe un evento senza precedenti nell’era dei Satelliti. I riscaldamenti canadesi del 2025 sono piuttosto insidiosi. Per quanto riguarda l’Europa, è difficile immaginare come questo si avvicini anche solo lontanamente all’evento del Dicembre 2009.

 

Credo che vari scenari siano plausibili e che sia difficile scegliere l’opzione più probabile. Come si vede dalle previsioni invernali dei vari modelli matematici stagionali, anche quelli non disponibili al grande pubblico, c’è un forte caos per questo Inverno, come non accadeva da molto tempo.

Credo che, per essere onesti e consentire una migliore verifica delle previsioni, sia necessario attendere l’evoluzione dello Stratwarming.

 

Il Centro Meteo Europeo (ECMWF) sintetizza verso un Inverno nel contesto euroasiatico più caldo verso la media, ma probabilmente non considera molte variabili. In America si realizzano studi accurati sul meteo avverso invernale, anche perché l’area è fortemente esposta anche all’allungamento del Vortice Polare, che genera ondate di gelo estreme. In Europa queste hanno un minore impatto, eccetto la Scandinavia e le Isole Britanniche. In Europa il maggior freddo viene da oriente, dalla Siberia.

 

 

Janus è un modello matematico avanzato per previsioni invernali, e questo è alquanto interessante perché mostra un Inverno assai rigido dalla Scandinavia all’Europa centrale e fino all’Asia. Lievemente meno freddo in Italia ma, vista l’estensione del freddo, qui siamo di fronte a un’evoluzione inedita da moltissimi anni.

Per concludere, l’opzione ondata di gelo dalla Siberia per l’Inverno che sta per iniziare è la maggiore da decenni, anche rispetto al 2012 e senz’altro rispetto al 2018. Eppure non abbiamo al momento certezza di cosa succederà in Italia, in quanto le anomalie termiche sono su vastissima scala e l’Italia è un’area molto ristretta. Invito alla massima vigilanza su tutti quei parametri favorevoli a situazioni atmosferiche estreme di freddo, senza esaltare questo o quello ma mantenendo sempre il massimo rigore scientifico.

 

Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: ondate gelooscillazione articaOscillazione Nord-Atlanticaprevisioni invernaliriscaldamento stratosfericosiberia freddavortice polare
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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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