La prossima settimana avremo l’ennesima riprova delle profonde differenze tra l’Autunno 2025 e altre stagioni autunnali. Ad esempio quelle degli anni ’90, o dei primi anni 2000. Allorquando, lo ricorderanno in tanti, le perturbazioni atlantiche erano all’ordine del giorno. O quasi.
Ma la più grande differenza tra quest’Autunno e quelli dei decenni scorsi non è tanto quella, perché alla fin fine stiamo vivendo una stagione assolutamente interessante, dinamica, vivace. Una stagione capace, bene o male, di portarci le piogge che dovrebbero cadere in questo trimestre. Su alcune regioni di più, su altre meno, ma comunque sta piovendo.
La più grande differenza in realtà risiede nelle temperature. In passato parlare di 25°C a Novembre faceva un certo effetto, oggi no. Oggi sembra quasi normale, invece ci si dimentica che esistono delle medie termiche tramite le quali ci si può fare un’idea delle pesantissime deviazioni standard.
2-3 deviazioni non bastano, talvolta si va ben oltre: 4-5, scegliete voi. Quel che è certo è che la prossima settimana, giusto per farvi un esempio, su alcune regioni le anomalie termiche potrebbero raggiungere punte di 10°C, o comunque avvicinarsi molto a tale soglia.
Significa, appunto, temperature massime di 25-26°C, forse persino qualcosa in più tra Sardegna e Sicilia. Ed è molto pericoloso, perché poi l’eccesso di caldo continuerà ad alimentare il calore latente già ampiamente presente sui nostri mari. Non a caso anche in queste ore stiamo assistendo a frequenti nubifragi temporaleschi in varie zone del Sud e della Sicilia.
Quindi, tornando alla “normalità” di Novembre, certe rimonte anticicloniche non farebbero parte del naturale contesto stagionale. Ma ormai ci stiamo facendo il callo, ormai non ci stupisce più nulla, neppure temperature che sarebbero più adeguate a Settembre. Non certo oggi.
La realtà è questa, c’è poco da fare. La realtà è che in presenza di un piccolo accenno di bel tempo registriamo temperature quasi sempre superiori alle medie stagionali.
