La prima ghiotta irruzione fredda del mese di novembre si palesa allโinterno delle simulazioni modellistiche dei principali centri meteo. Unโondata di freddo degna di nota quella che potrebbe andare in scena a cavallo tra la seconda e la terza decade di novembre, e che rischia di traghettare mezza Italia in un contesto da pieno inverno.
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Ondata di freddo in Italia, le previsioni meteo
Quelle che erano lontane ipotesi fino a qualche giorno fa ora diventano previsioni con un discreto margine di successo, poichรฉ sostenute da tutti i principali centri di calcolo come GFS e ECMWF. Tuttavia, prima che questa ondata di freddo possa raggiungere lโItalia, dovremmo avere a che fare con altre situazioni parecchio diverse tra di loro, una su tutte lโEstate di San Martino, in azione proprio in questi giorni.
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Prima alta pressione e piogge autunnali
Una cupola di alta pressione particolarmente solida sta interessando tutta Italia e addirittura piรน di mezza Europa, tanto che le calde correnti nordafricane hanno raggiunto con estrema facilitร territori come la Francia, la Gran Bretagna, la Germania e addirittura i Paesi Baltici. Proprio su questi settori stiamo registrando le temperature piรน anomale in assoluto sul vecchio continente, addirittura di oltre 10 ยฐC sopra le medie tipiche del periodo.
Il tepore sta interessando anche il nostro Stivale, sia chiaro, specie in montagna e in collina, mentre in pianura sussiste il fenomeno dellโinversione termica, soprattutto in Val Padana.
Questo promontorio subtropicale resisterร ancora qualche altro giorno, dopodichรฉ lascerร spazio alle prime infiltrazioni fresche e instabili in alta quota provenienti dal Nord Atlantico.
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Ritorno del maltempo nel weekend
Queste nubi, tra sabato 15 e domenica 16, daranno luogo a piovaschi e acquazzoni sul Nord-Ovest, specie tra Liguria, basso Piemonte e Lombardia. Saranno solo le prime avvisaglie di un sensibile peggioramento che andrร in scena tra domenica e lunedรฌ su gran parte del Nord e del medio-alto Tirreno.
Ed ecco che subito dopo metร mese si aprirร una parentesi perturbata che potrebbe culminare con lโondata di freddo menzionata ad inizio articolo. Si tratterebbe di un vero e proprio fiume dโaria fredda di origine artica, che attraverserร tutta lโEuropa per fiondarsi sulle regioni del Nord nel periodo compreso tra il 18 e il 22 novembre.
Parliamo pur sempre di tendenze a lunga scadenza, poichรฉ non รจ ancora assolutamente chiara la traiettoria definitiva di questo flusso freddo di origine artica. Al momento sembra proprio che potrebbe raggiungere le regioni settentrionali, regalando non solo piogge e temporali, ma anche un sostanzioso calo delle temperature e le prime nevicate a quote degne di nota per il periodo.
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Neve in arrivo sulle Alpi e Prealpi
I fiocchi di neve potrebbero arrivare fino a quote collinari sulle Alpi e Prealpi, addirittura fin nei fondovalle tra Valle dโAosta, Trentino Alto Adige, Lombardia e Veneto. Per lโarco alpino sarร senzโaltro la prima importante nevicata di stagione, seppur in leggero ritardo sulla tabella di marcia.
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La chiave di ogni irruzione fredda, il vortice polare
Ma cosa rende possibile unโirruzione artica di questa portata? La risposta sta nella dinamica del vortice polare, un elemento cardine della meteorologia invernale.
Il vortice polare รจ unโenorme area di bassa pressione fredda e ventosa che staziona sopra lโArtico e che, durante lโautunno e lโinverno, racchiude al suo interno le masse dโaria piรน gelide dellโemisfero settentrionale. ร come un gigantesco mulinello di venti che ruota in senso antiorario, mantenendo il freddo confinato alle alte latitudini.
Quando il vortice รจ forte e compatto, le correnti zonali scorrono tese da ovest verso est e il freddo resta โintrappolatoโ al Polo, impedendo le discese verso lโEuropa. In questo caso lโItalia vive inverni miti e anticiclonici.
Ma quando il vortice si indebolisce o si deforma, a causa di disturbi dinamici nella stratosfera o di onde planetarie che risalgono dalla troposfera (fenomeno noto come Sudden Stratospheric Warming), la massa dโaria fredda puรฒ fuoriuscire come una colata verso sud.
Quando il vortice si indebolisce
ร proprio in questi momenti che si verificano le irruzioni artiche: il getto polare si spezza in piรน rami, lโaria gelida si incanala verso lโEuropa centrale e occidentale e, di conseguenza, verso il bacino del Mediterraneo.
In altre parole, un vortice polare โdisturbatoโ o โallungatoโ รจ spesso il preludio alle prime vere ondate di freddo europee.
Le simulazioni attuali mostrano proprio questo scenario: un vortice meno saldo, disturbato da onde di Rossby che ne spingono i bracci piรน freddi fin verso le latitudini mediterranee. Questo spiega perchรฉ, nonostante la presenza iniziale dellโalta pressione africana, la stagione potrebbe cambiare volto nel giro di pochi giorni.
Ma cosa dovrebbe succedere affinchรฉ arrivi la neve a bassa quota? Affinchรฉ ciรฒ accada, servono condizioni termiche e dinamiche molto precise:
- Presenza di aria fredda nei bassi strati
Le pianure del Nord devono giร essere โpreparateโ, cioรจ con un cuscino freddo al suolo, spesso accumulato nei giorni precedenti sotto alta pressione. Questo strato di aria densa e stagnante, chiamato cuscinetto padano, รจ fondamentale per far sรฌ che i fiocchi non si sciolgano prima di toccare terra. - Temperatura a 850 hPa sotto i -2 ยฐC
Questo livello atmosferico, che corrisponde a circa 1400-1500 metri di quota, รจ un punto di riferimento per stimare la quota neve. Quando a questa altezza si registrano valori sotto i -2 ยฐC, la neve puรฒ cadere fino a quote basse, specialmente se lโaria รจ secca e le precipitazioni sono intense. - Assenza di venti meridionali
Correnti di scirocco o libeccio spazzano via lโaria fredda preesistente e innalzano rapidamente la quota neve. Le configurazioni ideali per la neve in pianura prevedono invece correnti da nord o da est, che mantengono il freddo nei bassi strati. - Presenza di umiditร e precipitazioni sufficienti
Serve un fronte perturbato attivo, in grado di fornire precipitazioni durature. In Pianura Padana, dove lโaria puรฒ essere molto secca, un debole fronte freddo puรฒ non bastare. ร lโinterazione tra correnti atlantiche umide e aria gelida preesistente a generare le nevicate piรน abbondanti.
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Le zone piรน favorite
Le aree piรน favorite in questi casi sono quelle del Nord-Ovest, specie tra Piemonte, Lombardia e basso Veneto, dove lโorografia alpina protegge lโaria fredda e favorisce la formazione di nevicate anche con termiche marginali.
Un esempio classico รจ la cosiddetta โnevicata da cuscinettoโ, quando una perturbazione mite atlantica incontra lโaria fredda stagnante sulla pianura: in un primo momento cade neve fino in pianura, poi, con il rinforzo dello scirocco, la precipitazione si trasforma in pioggia.
Questa dinamica al momento ha poche probabilitร di realizzazione nel periodo tra 18 e 22 novembre, ma in ogni caso lโevoluzione รจ ancora suscettibile di cambiamenti e sarร necessario attendere ulteriori approfondimenti piรน chiari.
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LโInverno bussa alla porta
In ogni caso, nei prossimi giorni lโautunno cambierร marcia. Dopo la lunga parentesi mite e stabile dellโEstate di San Martino, le carte meteorologiche mostrano un graduale cedimento dellโalta pressione e lโarrivo delle prime perturbazioni atlantiche, seguite da un fronte artico potenzialmente in grado di riportare lโinverno sullโEuropa e su parte dโItalia.
Per la neve in pianura al Nord serviranno ancora incastri perfetti tra freddo, umiditร e dinamiche frontali, ma i segnali di un cambio di passo stagionale ci sono tutti.
