
(METEOGIORNALE.IT) Certamente a breve tornerà il maltempo su molte nostre regioni, soprattutto al Sud, ma lo sguardo inevitabilmente si sposta alla prossima settimana, poiché si intravede un clamoroso ritorno di fiamma del promontorio subtropicale pronto a regalarci quella che potremmo definire la tipica estate di San Martino.
Estate di San Martino, è tutto vero!
Tutti i principali centri di calcolo, in particolar modo il modello americano GFS, optano per un imponente campo di alta pressione pronto a ergersi prima sull’Italia, poi su tutta l’Europa centrale per un paio di giorni. Certamente non sarà un’alta pressione come quelle che di solito arrivano in estate, capaci di persistere per settimane intere — come è ovvio che sia, considerando che ci troviamo ormai in tardo autunno. Tuttavia sarà pur sempre un anticiclone anomalo, considerando il grosso carico di aria tiepida che potrebbe arrivare direttamente dal deserto del Sahara su mezza Europa.
Temperature in forte risalita su più Paesi
Mappe alla mano, possiamo notare temperature fino in alta quota e destinate ad arrivare su Spagna, Francia e Italia. A queste poi si aggiungeranno anche Austria, Svizzera e Germania, dove la colonnina di mercurio potrebbe salire verso l’alto fino a 23 gradi.
Ma quando tutto questo? L’alta pressione sarà protagonista sul Mediterraneo occidentale, Spagna e Francia già a inizio prossima settimana, ovvero attorno al 10 novembre, mentre le regioni del Sud Italia saranno ancora bagnate da un po’ di piogge residue derivanti dal maltempo del weekend.
Di ora in ora il campo di alta pressione si estenderà anche al nostro Stivale e a tutta l’Europa centrale tra 12 e 14 novembre, favorendo una clamorosa impennata delle temperature a tutte le quote e in particolar modo in collina e in montagna, dove registreremo i valori più alti. Ovviamente di paradossale non c’è nulla, poiché semplicemente si attiverà l’inversione termica, tipica di questo periodo dell’anno.

Cos’è l’inversione termica
Il fenomeno dell’inversione termica è uno degli aspetti più caratteristici del “semestre freddo“, che include Autunno e Inverno. Normalmente la temperatura dell’aria diminuisce con l’aumentare della quota: l’aria più vicina al suolo è più calda, quella in montagna più fredda. Tuttavia, nelle giornate stabili e serene, l’irraggiamento notturno del terreno disperde rapidamente il calore verso lo spazio. Il suolo si raffredda, raffreddando anche gli strati d’aria immediatamente superiori, mentre in quota — dove l’aria è più secca e la dispersione termica minore — la temperatura resta più alta. Il risultato è un vero e proprio capovolgimento termico che imprigiona l’aria fredda nei bassi strati e forma una sorta di tappo.
Questo spiega perché, durante le fasi anticicloniche autunnali, le pianure restano immerse nella nebbia o nella foschia con valori prossimi allo zero, mentre in quota si godono giornate limpide e quasi primaverili. Le stazioni alpine o appenniniche, a 1000 o 1500 metri, possono registrare anche 10 gradi in più rispetto alle città della pianura. È un fenomeno che non solo influenza la percezione del clima, ma anche la qualità dell’aria, poiché le inversioni termiche ostacolano la dispersione degli inquinanti.

Origine dell’aria mite in arrivo
Ma torniamo all’alta pressione. Quella in arrivo sarà alimentata da una risalita d’aria calda di origine subtropicale, la stessa che nei mesi estivi dà vita all’anticiclone africano. In autunno, quando si spinge fino al Mediterraneo, questo promontorio può far impennare le temperature anche di 8–10 gradi oltre la media. Si tratta di una dinamica ben nota alla climatologia europea: quando l’asse dell’anticiclone delle Azzorre si allunga verso est e incontra la cella sahariana, nasce un ponte di alta pressione che può estendersi dall’Africa fino alla Scandinavia.
Estate di San Martino, le temperature attese in Italia
Il nome deriva dalla leggenda di San Martino di Tours, che l’11 novembre — giorno della sua ricorrenza — durante una giornata di freddo intenso, incontrò un mendicante infreddolito e gli donò metà del suo mantello. Subito dopo, il cielo si rasserenò e il clima divenne mite, come se fosse tornata l’estate di colpo! Da allora, quel periodo di bel tempo e temperature più alte della norma, che si verifica quasi ogni anno tra il 10 e il 15 novembre, è conosciuto come “estate di San Martino”.
Dal punto di vista meteorologico, non si tratta di un miracolo ma di un comportamento quasi ricorrente della circolazione autunnale europea. Le statistiche del CNR mostrano che nel 78% degli anni tra il 1950 e il 2020 si è verificata in Italia una rimonta anticiclonica tra il 9 e il 14 novembre, accompagnata da un rialzo termico di 4–7 gradi rispetto alle medie del periodo. Tuttavia, nei fondovalle e sulla Pianura Padana, la calma di vento e l’umidità residua favoriscono la formazione di nebbie e brinate mattutine, un contrasto tipico tra il bel tempo in quota e l’autunno più uggioso al suolo.

Le temperature tra 11 e 13 Novembre
Ma in soldoni, che temperature raggiungeremo in Italia? Prepariamoci a rimetter mano ad abiti più leggeri su Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Basilicata, Molise, Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio: insomma, su quasi tutto il Centro-Sud percepiremo un’atmosfera simil primaverile, con temperature massime pronte a spingersi oltre i 22 gradi. Addirittura potremmo raggiungere 25 gradi su Sardegna e Sicilia, specie nei settori interni.
Discorso differente per la Pianura Padana e le aree appenniniche e alpine, poiché agirà il fenomeno dell’inversione termica. Addirittura non si esclude l’arrivo di nebbie sulla Val Padana, che manterranno le temperature su valori più bassi rispetto ai territori circostanti baciati dal Sole. In questi casi, mentre i rilievi e le zone collinari possono superare i 15–18 gradi, nelle pianure nebbiose la temperatura può restare inchiodata a 8 o 9 gradi, dando vita a un’Italia “rovesciata” in cui l’inverno scende a valle e la primavera sale in quota.
In ogni caso sarà un campo di alta pressione molto veloce. Pertanto, l’estate di San Martino durerà non più di tre giorni, tra martedì 11, mercoledì 12 e giovedì 13. Già da venerdì 14 la situazione potrebbe pian piano cambiare con l’arrivo di nuove perturbazioni atlantiche pronte a riportare la pioggia, quantomeno sul Nord Italia.
Credit – Le previsioni meteo sono realizzate sui dati emessi dai centri di calcolo ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), e NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) opportunamente revisionati e analizzati dal nostro team di esperti. (METEOGIORNALE.IT)
