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Meteo, disturbo stratosferico in arrivo: cosa succede quando il Vortice Polare vacilla

Le ultime analisi ECMWF mostrano un indebolimento del vortice polare stratosferico nella seconda metà di novembre 2025, con aumento del rischio di ondate di freddo

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
12 Nov 2025 - 19:15
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Il Vortice Polare Stratosferico (VPS), la grande circolazione che racchiude l’aria gelida sopra l’Artico, mostra nella seconda decade di novembre 2025 segnali di disturbo evidenti.

 

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(METEOGIORNALE.IT) I grafici ECMWF indicano un calo anomalo della velocità dei venti zonali a 10 hPa, indice di un vortice in indebolimento e di una maggiore probabilità di “strappi” nella circolazione.

 

La causa principale è un’intensa attività d’onda, la cosiddetta Wave 1, che tende a spingere il vortice fuori asse verso l’Eurasia. In pratica, il “muro” di correnti che trattiene il freddo al Polo si allenta: questo favorisce scambi meridiani e blocking alle alte latitudini, con possibili ripercussioni anche sul tempo europeo.

 

Che cosa significa in concreto

Quando il VPS si indebolisce, l’aria fredda può scendere più facilmente di latitudine. Ne derivano condizioni favorevoli a irruzioni artiche o continentali e a configurazioni cicloniche retrograde sull’Europa orientale e centrale. In alcuni casi, le masse d’aria fredde riescono a raggiungere il Mediterraneo, con effetti anche sull’Italia.

 

Impatti possibili per l’Italia

In presenza di queste dinamiche, aumenta la probabilità di episodi freddi sul nostro Paese, soprattutto al Nord e nelle aree interne appenniniche. Si possono osservare cali termici più marcati, fasi perturbate e, localmente, nevicate precoci a quote medio-basse in caso di sufficiente umidità e traiettoria favorevole delle saccature.

 

Tendenza tra fine novembre e inizio dicembre

I prodotti ensemble mostrano, tra fine novembre e l’avvio di dicembre, un graduale ripristino delle velocità zonali medie su valori più vicini alla climatologia. Questo implica una ricostituzione del VPS e una ripresa della circolazione atlantica più zonale, tendenzialmente meno favorevole a nuove irruzioni fredde diffuse sull’Europa meridionale.

 

In sintesi

  • Seconda decade di novembre: disturbo del VPS indotto da Wave 1, con aumento della probabilità di scambi meridiani e di episodi freddi in Europa.
  • Effetti per l’Italia: rischio in crescita di irruzioni fredde e di episodi nevosi al Nord e lungo l’Appennino in caso di traiettorie favorevoli.
  • Transizione a dicembre: tendenza a maggiore zonalità e a una circolazione più ordinata di stampo atlantico, con riduzione del rischio di eventi freddi prolungati.

 

Nel complesso, novembre 2025 si conferma dinamico: il vortice polare appare disturbato ma non in collasso, con un segnale invernale presente ma non estremo e una probabile normalizzazione del flusso tra fine mese e l’inizio dell’inverno meteorologico. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: displacement stratosfericogelo stratwarmingprevisioni meteo Vortice Polaresplit vortice polarevortice polare debole
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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