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E’ giusto soffermarsi un momento sull’attuale configurazione barica europea, ampliando possibilmente il campo d’osservazione all’intero emisfero settentrionale. Configurazione barica tipicamente autunnale, scaturente da un temporaneo rafforzamento – con conseguente accelerazione zonale – del Vortice Polare

 

Qualche settimana fa, infatti, nei vari modelli matematici era possibile identificare un compattamento del Vortice Polare Stratosferico e tale dinamica coincide con un’accelerazione dell’attività depressionaria nord atlantica. Non sempre è garanzia di maltempo, quindi di piogge, perché a seconda delle velocità dei venti occidentali ad alta quota la distribuzione delle Basse e Alte Pressioni può subire pesanti modifiche.

 

Un flusso zonale troppo consistente spesso e volentieri si traduce in frequenti rimonte anticicloniche alle nostre latitudini. Quindi anche sulle nostre regioni. Ed è ciò che accadeva, ad esempio, nei 3 anni precedenti allorquando il Vortice Polare era talmente forte da sgretolare record su record.

 

Quest’anno no, non lo è affatto. Abbiamo evidenziato, in più occasioni, l’insolita debolezza che ne ha contrassegnato lo sviluppo autunnale. Almeno finora. Nelle ultime settimane, diciamo grosso modo negli ultimi 10 giorni, il Vortice Polare è stato in grado di compattarsi assumendo la tipica forma sferica e insediandosi nei territori di propria competenza. Ovvero al Polo Nord.

 

Ma è giusto dirvi che le velocità zonali stratosferiche non sono affatto fuori scala ed è per questo che le depressioni nord atlantiche stanno avendo la possibilità di estendersi abbastanza facilmente verso sud. Al di là che non si tratti del canonico via vai di perturbazioni, l’Italia è sferzata spesso e volentieri da vortici ciclonici particolarmente pesanti.

 

E’ ciò che sta accadendo, ad esempio, proprio in queste ore. Ed è ciò che potrebbe accadere anche a metà mese, non prima però di registrare un’importante rimonta anticiclonica subtropicale. Passaggio che abbiamo definito obbligato prima di un’altra ricollocazione delle aree cicloniche e anticicloniche non soltanto in Europa, ma anche in Nord America.

 

Su quest’ultimo punto sarà bene soffermarsi un po’ di più e lo faremo con un approfondimento ad hoc. A quanto pare, infatti, nella seconda metà di Novembre potrebbe accadere qualcosa di raro, qualcosa che se confermato potrebbe letteralmente sconvolgere l’inizio dell’Inverno meteorologico.

 

Per ora preferiamo fermarci qui, anche perché ciò che sta accadendo attualmente ricalca quella che possiamo definire il normale decorso stagionale. Pur, ovviamente, con tutte le differenze del caso rispetto a quella che un tempo era la normalità autunnale.

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