Le previsioni meteo di questa prima metà di dicembre si schiariscono sempre più. I dubbi certamente restano soprattutto se ci spingiamo oltre l’Immacolata, ma quantomeno possiamo già delineare un’evoluzione più affidabile.
Certamente il maltempo faticherà a mollare la presa, soprattutto dopo un novembre molto dinamico che avrà strascichi per settimane, ma l’alta pressione sembra voler seriamente riproporsi all’interno del Mediterraneo. Dulcis in fundo, dopo l’alta pressione potrebbe clamorosamente arrivare anche il freddo artico sul nostro Paese.
Dal maltempo all’alta pressione, poi gelo?
Ma andiamo con ordine e vediamo come tutto questo possa incastrarsi nell’arco di pochi giorni. Innanzitutto l’avvio di dicembre sarà instabile e perturbato per l’arrivo di almeno due perturbazioni.
La prima sarà molto marginale e si limiterà a bagnare alcune città del medio-alto Tirreno e del Nord entro il 2 dicembre, poi arriverà un ciclone molto più insidioso che potrebbe arrecare un severo guasto con temporali e nubifragi sulle regioni del Sud Italia a metà settimana, ovvero attorno al 3-5 dicembre.
Passate queste perturbazioni, ecco che l’alta pressione riuscirà a inglobare gran parte del Mediterraneo centro-occidentale, regalando una pausa dal maltempo.
Il Centro Meteo Americano GFS sembra voler tracciare la strada che porta a un’Immacolata tutto sommato tranquilla, stabile, soleggiata e a tratti gradevole su molte regioni.
Si tratterà in effetti dell’alta pressione subtropicale proveniente dal Nordafrica e quindi provvista di temperature piuttosto alte in alta quota, un problema per i nostri monti.
Alta pressione, irraggiamento, inversione termica!
Mappe alla mano, sembra che tra il 7 e il 9 dicembre sul nostro Stivale possano arrivare masse d’aria dotate di temperature fino a 12°C a 850 hPa – indicativamente 1500 metri di altitudine – che corrisponderebbero a valori tardo primaverili.
Ovviamente ci troviamo a dicembre e quindi l’alta pressione porterebbe effetti molto variegati lungo il nostro Paese.
Ed è qui che intervengono l’irraggiamento notturno e l’inversione termica, fenomeni che portano a un forte raffreddamento delle pianure e delle valli soprattutto al Nord Italia, e un riscaldamento in alta quota sia sull’Appennino che sulle Alpi.
Nel caso in cui dovesse davvero tornare l’alta pressione attorno all’Immacolata è molto probabile che la Val Padana si riempia di nebbie, foschie e nubi basse, pronte a trattenere sia il freddo che gli inquinanti. Più su, in montagna, splenderà il sole e il clima risulterà molto più gradevole da Nord a Sud.
Sul Meridione e sulle isole maggiori, in ogni caso, il clima sarà più gradevole ovunque, tanto che le massime sulle nostre città di mare potrebbero facilmente portarsi al di sopra dei 16 o 17°C.
Gelo e neve dopo l’Immacolata?
Ma dopo questa parentesi più stabile e gradevole, ecco che il freddo potrebbe palesarsi sul nostro Stivale, regalandoci un vero assaggio invernale.
Il Centro Meteo Americano insiste su scenari freddi a tratti nevosi per diverse nostre regioni subito dopo l’Immacolata, in particolar modo dal 10 dicembre in poi.

Nella seconda decade del mese, in effetti, l’alta pressione delle Azzorre potrebbe spingersi più su fino a inglobare la Gran Bretagna e il Mar Baltico, approfittando di un graduale indebolimento del vortice polare.
Con l’alta pressione ben salda tra Gran Bretagna, Svezia e Norvegia, aumenterebbero sensibilmente le chance circa l’arrivo di una massa d’aria fredda di origine artico-continentale su tutta l’Europa centrale e anche in Italia.
Ecco i possibili effetti:
- Maltempo e brusco calo delle temperature
- Possibile neve fino a quote molto basse su Nord e Centro
Centro e Nord Italia sarebbero i bersagli di questa papabile ondata di freddo invernale nel pieno di dicembre.
Nell’arco di pochi giorni, dunque, il tempo cambierebbe sensibilmente sul nostro Stivale passando dall’alta pressione al gran freddo scandinavo.
Ovviamente parliamo di tendenze meteo a lunga scadenza, ancora suscettibili di forti variazioni.
In tal caso ne discuteremo nei prossimi aggiornamenti.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche.
