(METEOGIORNALE.IT) Dall’altopiano polveroso dell’Afar, dove la terra sembra sempre sul punto di aprirsi, arriva una notizia che lascia un certo brivido. Un vulcano considerato inattivo da 10.000-12.000 anni si è risvegliato all’improvviso, regalando alla comunità scientifica – e non solo – la sua prima eruzione documentata in epoca moderna. Un evento raro, di quelli che ti chiedi: ma quanto può cambiare un singolo risveglio nella geologia di un Paese?
Non è stata una semplice eruzione, a quanto pare. La colonna di cenere vulcanica si è alzata così in alto da attraversare il Mar Rosso, spinta da correnti impetuose che in queste zone sanno essere imprevedibili. Un fenomeno che ricordo di aver visto solo nei rapporti sugli archivi storici – quando la natura decide di esagerare, lo fa senza mezze misure.
E il fatto curioso, quasi incredibile, è proprio questo: secondo diverse fonti locali e internazionali, nulla del genere era mai accaduto da quando abbiamo iniziato a registrare sistematicamente ciò che succede nel mondo. Mai una traccia scritta, mai un indizio. Solo roccia antica e silenzio. Poi, all’improvviso, il boato.
La potenza dell’esplosione ha spinto cenere e frammenti fin oltre i confini dell’Africa orientale, raggiungendo Paesi di altri continenti. Impressionante? Sì. Insolito? Molto. E, diciamolo, un po’ inquietante se si pensa a quanto poco conosciamo davvero dei cicli profondi della Terra.
Insomma, un risveglio che non passa inosservato. E che probabilmente terrà impegnati vulcanologi e climatologi ancora per settimane.




