
(METEOGIORNALE.IT) Continua l’azione di una ben strutturata alta pressione sul Mediterraneo centrale e sull’Italia. Una figura stabilizzante che ha preso piede da qualche giorno e si protrarrà per almeno altri 2 giorni sull’intero territorio nazionale.
Vanno rilevati solo un po’ di fastidi determinati da aria umida marittima, portata da venti meridionali in scorrimento sul Tirreno e in azione lungo l’ascendente anticiclonico, essenzialmente verso il primo entroterra dell’alto Tirreno, in particolare tra la Liguria centro-orientale e l’alta Toscana. Su questi settori, la moderata ventilazione meridionale umida marittima, nonostante il regime anticiclonico, comporta addensamenti, incentivati dai primi rilievi verso la terraferma, con cieli spesso coperti e anche con deboli piovaschi irregolari.
Al di là di questi fastidi, per di più molto circoscritti, altrove domina il bel tempo soleggiato o solo con qualche nube transitoria, e ciò, appunto, almeno fino a tutto venerdì. Una sostanziale estate di San Martino, per di più con esatta tempistica. Ma non illudiamoci! I modelli deterministici di tutti i centri di calcolo, per di più in modo piuttosto uniformato, confermano un peggioramento del tempo, localmente anche significativo, che arriverebbe nel medio periodo, a cominciare dal fine settimana prossimo al Nord poi, via via, in estensione un po’ a tutta l’Italia per il corso della settimana successiva, 17/23 Novembre.
Il primo approccio perturbato sarebbe di tipo umido, atlantico, attivo già nel corso del fine settimana prossimo, con correnti sud-occidentali verso il medio-alto Tirreno e le regioni settentrionali, dunque con piogge e temporali in intensificazione su questi settori.
Anzi, stando ad alcuni parametri, a fronte di piogge comunque di buona sostanza su gran parte del Nord, qui meno solo su Piemonte e Sudest Romagna, ma di un certo significato anche su Centro Sud Toscana, Umbria, Centro Ovest Sardegna e sul Lazio, ci sarebbero i presupposti per possibili piogge forti o anche violente tra Liguria centro orientale e alta Toscana, dove, entro domenica sera, potrebbero esserci anche criticità per ingenti quantitativi di acqua accumulata in unità di tempo relativamente ridotta.
Nel frattempo, l’aria instabile ancora non raggiungerebbe il medio basso Adriatico e il Sud, dove il tempo rimarrebbe ancora in prevalenza stabile, salvo un aumento di nubi irregolari e, magari, qualche fastidio verso domenica sera, ma essenzialmente sulla Campania occidentale. A seguire, però, l’onda Atlantica si farebbe via via più incisiva verso il Mediterraneo centrale e, dunque, il peggioramento si estenderebbe un po’ a tutta la nazione.
Va rilevato, per di più, un altro aspetto, ossia quello termico associato al peggioramento più esteso. Il cavo instabile, infatti, originariamente nordatlantico e con asse più occidentale inducente, inizialmente, aria più mite, via via potrebbe avere una rotazione di asse in senso più meridiano e, dunque, con incidenza progressiva di aria relativamente più fredda anche verso l’Italia.
Quest’aria più fredda potrebbe iniziare a farsi sentire al Nord già da martedì 18, per poi estendersi progressivamente, verso il 20 novembre, anche a buona parte del Centro e alla Sardegna, fino a raggiungere anche il Sud entro il weekend 22/23 novembre. Stando ai dati attuali non si tratterebbe di aria particolarmente rigida, ma senz’altro piuttosto freddina in modo tale da addurre valori sotto media da Nord a Sud entro il fine settimana 22/23 novembre e, magari, valori anche apprezzabilmente freddi sui settori settentrionali, specie alpini, prealpini e prossimi alle Alpi.
In questo contesto, oltre alle piogge diffuse un po’ su tutto il territorio, andrebbe rilevato anche l’aspetto neve. Le nevicate, infatti, già abbondantemente presenti sull’arco alpino sin dall’inizio del peggioramento, tuttavia a quote medio alte, scenderebbero significativamente di quota, fino a raggiungere anche le valli alpine e qualche settore collinare prealpino.
Il calo termico si avvertirebbe anche sul Centro Nord Appennino, qui con l’arrivo di nevicate mediamente intorno ai 1500 metri ma, non escluso, anche più basse e prossime ai 1000 m sul Nord Appennino. Rileviamo, in questa sede, che la fase più fredda dovrebbe realizzarsi a ridosso del fine settimana 22/23 Novembre, con freddo che dovrebbe sentirsi di più al Nord ma, diffusamente, anche sul resto d’Italia, sebbene in forma minore.
Da rilevare, anche, che la sostanza fredda sarebbe ancora da valutare bene, potendo non essere escluso un apporto freddo più sostanzioso e a più vasta scala sul territorio. In termini di apporti di pioggia riferibili all’intero corso della prossima settimana, andrebbero rilevati quantitativi di pioggia nella misura del 20/30/40% in più, rispetto ai quantitativi medi per il periodo, su tutte le aree tirreniche, dalla Liguria centro-orientale, alla Toscana, al Lazio anche sull’Umbria e giù fino alla Campania e Calabria nord-occidentale;
piogge sopra la norma nelle medesime percentuali anche sulla Sardegna occidentale e poi su tutti i settori Alpini, di più tra Nord Est Veneto e Friuli Venezia Giulia, nonché tra la Liguria di Levante e l’alta Toscana. Su queste ultime aree, i quantitativi in eccesso potrebbero spingersi fino anche al 60-70 per cento in più rispetto alla media.
Attese piogge nella norma sul resto d’Italia, magari anche leggermente inferiori alla norma, ma comunque presenti, a fasi alterne, sulle aree ioniche, su Est Sicilia, localmente sulla Puglia centrale, su Est Sardegna e anche sulle aree pianeggianti piemontesi. Maggiori dettagli sul tempo piovoso e più freddo atteso per la prossima settimana, nei nostri quotidiani aggiornamenti. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).
