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Ll’analisi della possibile evoluzione del tempo nel medio lungo periodo presenta già di per sé un’alea oggettiva, poichè più il periodo indagato è lungo e più i dati perdono in affidabilità. Ci sono, poi, particolari fasi in cui lo scontro tra figure bariche si fa più serrato e, dunque, si amplifica oltremodo la difficoltà nell’analisi.

In questa sede cercheremo di valutare se ci sono ancora indicazioni circa possibili azioni fredde con l’avvento di dicembre, azioni date come abbastanza verosimili in precedenti analisi riferite al prossimo mese. Intanto rileviamo che, da qualche giorno, esattamente da venerdì scorso 21, e sostanzialmente fino a questa mattina, l’Italia è stata interessata da una prima irruzione di aria fredda stagionale, con impatto non trascurabile su diverse aree centro settentrionali, dove è nevicato anche bene, localmente, e fino a bassa quota o a quote medio-basse.

 

Per di più, ultime 48 ore con freddo diffuso e più pronunciato oltre che al Nord, anche verso il Sud Appennino, grazie anche alla serenità del cielo notturno e dunque all’irraggiamento, dopo il transito a Sudest del cavo freddo. Da evidenziare, poi, che in questa settimana appena entrata, un secondo cavo instabile nord-atlantico apporterebbe altro diffuso maltempo, questo di più tra oggi e domani e specie sulle aree tirreniche centro meridionali, ma anche su alcune alpine.

Questa azione, si accompagnerebbe inizialmente, nella prima parte di questa settimana, a un temporaneo rialzo termico, ma, appena a seguire, da mercoledì-giovedì, nuovo calo termico apprezzabile, per arrivo di altre correnti più fredde da Nord e rischio di altre locali nevicate medio-basse sul Centro Nord Appennino e su Alpi, qui già da domani. Insomma, salvo una temporanea pausa più mite in questo avvio di settimana, l’intera terza decade di Novembre chiuderebbe in anomalia termica negativa, anche pronunciata.

Sarebbe fisiologico, dunque, come mostrano anche diversi forecasts, che, per alcuni giorni successivi, verosimilmente per la prima settimana di Dicembre, possa esserci un certo cambio di circolazione, magari con un flusso più mite occidentale, misto tra componente anticiclonica e temporanei inserimenti più instabili.

 

Ciò che traspare, infatti, dall’indagine sulla prima settimana del mese è senz’altro un aumento del flusso zonale in alta quota (prima immagine interna ECMWF) e certamente con influenza anche in basso e, pertanto, con un po’ di giornate meno fredde in via generale, tuttavia non particolarmente miti, tutto sommato con andamento termico in aumento, si, ma più o meno intorno ai valori tipici del periodo.

 

Meno nitida appare l’evoluzione successiva alla prima settimana, ossia dall’Immacolata, più o meno, e poi per il corso della terza decade. La velocità dei venti zonali in alta quota, dopo una buona accelerata nella prima settimana del nuovo mese, sembrerebbero stabilizzarsi, magari con accenni anche a nuova frenata verso metà mese e a seguire.

Tutto sommato, però, l’andamento del flusso, anche nelle fasi di maggiore accelerazione, manterrebbe una velocità medio-bassa e sempre sotto la soglia media, anche per gran parte del mese prossimo. Insomma, non si ravvisa un particolare rinforzo del Vortice Polare Stratosferico. D’altronde, con la condizione termica attuale e reale, in media-bassa Stratosfera, seconda immagine interna, ossia con una temperatura clamorosamente alta per il periodo in quella sezione atmosferica, è difficile ipotizzare un raffreddamento clamoroso anche in dicembre.

 

Insomma, le condizioni di Vortice disturbato con buona probabilità persisterebbero e, nella fase inquadrabile grosso modo con la seconda decade, da considerare anche qualche anticipo, potrà essere verosimile una nuova configurazione meridiana fredda anche per l’Italia, il cui input potrebbe essere dato proprio dall’accelerazione massima del flusso zonale in Strato, attesa dall’Immacolata e verso il 10. Continueremo a monitorare questa possibilità di nuova azione fredda in dicembre, nei nostri periodici aggiornamenti sul più lungo termine. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

 

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